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Come Don Chisciotte PIU' SALUTE di Valentina Bennati

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Non c’è niente di più incontrollabile di una persona sana, consapevole e felice.
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❇️ Seta di ragno per la riparazione dei nervi lesi

La seta è diventata di grande interesse per l'ingegneria dei tessuti nervosi
grazie alle sue eccezionali proprietà.
A questo proposito è molto interessante un recente studio pubblicato da un gruppo di ricerca dell'Università di Vienna e dell'Università di Oxford che ha evidenziato che la seta di ragno può essere in grado di riparare i nervi recisi.

Per circa 30 anni le guide nervose realizzate con vari materiali, come il chitosano o Il collagene,
sono state un importante strumento chirurgico per la riparazione dei nervi, con questo studio gli scienziati hanno scoperto che i nervi periferici funzionano bene quando i fili sono fatti di seta e la seta di ragno appare la preferita per realizzare le guide.

La ricerca ha permesso di acquisire nuove conoscenze sui processi di guarigione neuronale che, in un futuro non troppo lontano, potrebbero far avanzare in modo decisivo le opzioni terapeutiche nella chirurgia dei nervi periferici.
L'esperimento, infatti, è stato condotto su topolini con nervo sciatico lesionato che hanno mostrato una rigenerazione funzionale estremamente rapida, ma il gruppo di ricerca sta già lavorando su un possibile utilizzo della seta di ragno nella lesione dei nervi periferici degli esseri umani.

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Medizinischen Universität Wien Seide als vielversprechendes Material für die Reparatur verletzter Nerven erforscht | MedUni Wien
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❇️ Alleviare il prurito della psoriasi

Chi soffre di psoriasi si ritrova a dover gestire il fastidioso prurito che può trasformarsi in un'infezione se, a forza di grattarsi, si lesiona la pelle.
Per alleviarlo vanno limitati i tempi in acqua, in modo da evitare di seccare troppo la pelle: una doccia che non superi i 5 minuti e un bagno di non oltre i 15 minuti sono l'ideale (utilizzando sapone delicato, ad esempio come quello di Aleppo).
La pelle va idratata quando è ancora umida dopo ogni lavaggio, anche delle mani. Intervenire in questo momento aiuta a "sigillare" l'umidità che è necessaria al benessere cutaneo e a ridurre rossore e prurito. Meglio preferire creme a base di aloe senza eccipienti chimici e senza profumo o oli naturali (jojoba, iperico, avocado).
Applicare un panno fresco e umido
sulla pelle pruriginosa, ma già ben idratata e nutrita, aiuterà a ridurre velocemente il prurito successivamente.

Ricordare che dietro ai più comuni problemi della pelle, fino a quelli più complessi come la psoriasi, c'è sempre uno squilibrio interno dell'organismo e una corretta alimentazione può avere un ruolo fondamentale nel recupero del benessere: una dieta squilibrata provoca infiammazione e cambiarla, privilegiando alimenti antinfiammatori a discapito di quelli pro-infiammatori, dà risultati evidenti anche a livello di salute della pelle.

Anche l'acqua gioca un ruolo fondamentale. Il corpo non solo necessita di essere ben nutrito, ma anche idratato e disintossicato, e l'acqua serve proprio a eliminare le tossine idrosolubili.
Per quanto riguarda la pelle abbiamo anche bisogno, però, di eliminare quelle liposolubili cioè che si sciolgono nei grassi e, in questo, aiuterà tutto ciò che favorisce la produzione di bile, ad esempio il gusto acido del limone, le verdure amare, la curcuma.

Supplementi che si dimostrano utili sono la Vitamina D, il Selenio, gli Omega 3, ma l'esposizione solare (graduale) nella maggioranza dei casi è la cura più efficace ed economica riuscendo a ripulire la pelle per parecchi mesi.

Infine bisogna considerare che la pelle esprime una forte connessione con la sfera emotiva, il che significa che non si può curare solo l'esterno senza dare la giusta considerazione a ciò che batte sotto la superficie. I traumi emotivi sono spesso coinvolti con la comparsa o la ricomparsa di questa patologia, di conseguenza l'attenzione al benessere emotivo di chi ne soffre è davvero importante. Anche alcune pratiche volte a migliorare la gestione dello stress quotidiano possono essere particolarmente utili.

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❇️ Come potenziare la memoria e la concentrazione

Se con il passare degli anni la memoria,
soprattutto quella che riguarda gli eventi recenti, può naturalmente diminuire, non è da trascurare il ruolo negativo che possono avere alcuni farmaci come le benzodiazepine comunemente prescritte per trattare ansia ed insonnia (troppo spesso senza particolare cautela e senza considerazione di una già presente fragilità cognitiva o psico-emotiva) : uno studio pubblicato sul BritishMedical Journal ha evidenziato che il loro uso potrebbe essere associato ad un maggior rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer, in particolare per i pazienti che sono trattati con questi farmaci in maniera prolungata.

Il dottor Peter Breggin, psichiatra e autore di decine di articoli scientifici, ha dichiarato espressamente che le benzodiazepine peggiorano la memoria e altre capacità mentali portando ad atrofia e demenza in seguito a uso prolungato e che, anche dopo averne interrotto l’utilizzo, gli individui che sono stati esposti per troppi giorni a questi farmaci continuano a sperimentare disfunzioni della memoria e cognitive e molteplici altri problemi persistenti, come instabilità emotiva, ansia, insonnia e disagi muscolari e neurologici. Motivo per cui molte persone non riescono a smettere di prenderli diventandone dipendenti in maniera cronica, cosa che può accadere anche dopo solo sei settimane di esposizione.

NELL'ARTICOLO CHE SEGUE si parla, non soltanto dei possibili effetti negativi sulla memoria degli psicofarmaci, ma anche di altri fattori che possono incidere negativamente sulle funzioni cognitive e sulla concentrazione e di quali sono, al contrario, i cibi, le sostanze naturali e i comportamenti in grado di ottimizzare le risorse psichiche e intellettive.
La nostra salute (quella mentale e fisica sono intimamente legate) è il bene più importante che abbiamo: non ha senso pensarci solo quando l’abbiamo persa, va considerata come qualcosa da preservare nel corso degli anni.
E il compito è principalmente nostro:

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https://comedonchisciotte.org/come-potenziare-la-memoria-e-la-concentrazione/

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Come Don Chisciotte Come potenziare la memoria e la concentrazione - Come Don Chisciotte Le funzioni cognitive tendono a declinare con l’invecchiamento, ma un’alimentazione ricca di frutta e verdura può preservarle, come confermano vari studi. Ci sono, infatti, tantissime ricerche in merito e una, in particolare, condotta dall’Università di Exeter…
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❇️ Rimedi naturali per le allergie primaverili

Per chi soffre di allergie stagionali la primavera si trasforma in un periodo difficile per via di occhi arrossati e lacrimanti, starnuti frequenti e naso chiuso.
Il problema, in realtà, non è tanto nei pollini, quanto nel sistema immunitario che reagisce in modo anomalo alle sostanze esterne,
dette allergeni, che vengono identificate come pericolo provocando l'intervento degli anticorpi prodotti all'interno del corpo: l'organismo per reazione rilascia istamina, la responsabile della sintomatologia tipica delle reazioni allergiche.
E, infatti, normalmente la gente ricorre agli antistaminici che, tuttavia, possono dare reazioni indesiderate, come sonnolenza, nausea, senso di confusione, secchezza delle fauci.

C'è chi, però, ai farmaci sintetici preferisce i rimedi naturali.
Ad esempio l'Olio di Perilla e l'Olio di Ribes Nero (che spesso si trovano associati in un unico prodotto): hanno un'azione antinfiammatoria, antiallergica e antistaminica e apportano una miscela di Omega 3 e Omega 6 utile alle membrane cellulari con azione profonda di riequilibrio.
Anche il Ribes Nero, sotto forma di estratto idroenzimatico o di gemmoderivato, è molto utile, come anche la Curcuma.
Per quanto riguarda i minerali, Zinco, Rame e Manganese sono i più indicati per controllare i sintomi del raffreddore da fieno, mentre un collirio a base di Eufrasia e Camomilla serve a dare sollievo alle irritazioni oculari.

Sempre rimanendo nel campo dei rimedi naturali, sono interessanti anche il fungo orientale Reishi, le piante immunomodulanti come l'Uncaria Tomentosa e la Boswellia Serrata, la Quercetina (flavonoide abbondante in cibi quali cipolle, uva, frutti di bosco e disponibile anche sotto forma di integratore alimentare) e le Uova di Coturnice, anche conosciute come uova di quaglia (che vengono fermentate, poi liofilizzate e messe in compresse): aiutano a desensibilizzare e sono molto utili anche per lo "svezzamento" graduale da antistaminici.

Ma la cosa importante è lavorare anche sul proprio intestino sanando situazioni eventuali di disbiosi attraverso l'assunzione di probiotici di ottima qualità e, necessariamente, ci si deve interrogare sulle abitudini alimentari: tra l'altro ci sono molti alimenti che contengono e sono ricchi di istamina o che la stimolano. Dunque è inutile assumere farmaci o prodotti naturali antistaminici, se poi si continua ad abusare di quegli alimenti che l'istamina la stimolano o la contengono in grande quantità.

Ulteriori informazioni sulle allergie stagionali le puoi trovare NEL MIO BLOG:

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https://valentinabennati.it/lapproccio-naturopatico-alle-allergie-stagionali/

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Valentina Bennati L’approccio naturopatico alle allergie stagionali | Valentina Bennati Sono sempre di più le persone che soffrono di rinite allergica stagionale (il classico raffreddore da fieno) e che, nei …
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❇️ Siamo noi per primi

Negli ultimi 50 anni, spinta dall'evoluzione tecnologica, la nostra alimentazione è gradualmente cambiata in modo radicale ed è diventata ormai per lo più prettamente industriale. In passato veniva dedicato molto tempo a curare la preparazione del cibo, invece oggi in quasi tutte le famiglie, lavorando anche le donne fuori casa ed essendo tutti sempre di corsa, la stragrande maggioranza delle persone finisce per mangiare spesso cibi preconfezionati e riscaldati nel microonde.

Il problema dei cibi preconfezionati,
al di là dell'utilizzo più o meno condivisibile del microonde, è che per essere conservati nel lungo periodo ed essere pronti all'utilizzo devono essere trattati con conservanti a cui spesso vengono aggiunti aromatizzanti, coloranti, emulsionanti, addensanti, antiossidanti, edulcoranti e varie altre sostanze senza potere nutritivo, la cui unica funzione è quella di fare durare nel tempo gli alimenti, oltre che impartire particolari caratteristiche inerenti l'aspetto, i sapori, la consistenza.

Avete quindi un'idea di quanti additivi, in questo modo, finiscono nel nostro apparato digerente ogni anno? Basta fermarsi un attimo a leggere le etichette degli ingredienti che sono stampate nelle confezioni e poi considerare che tutte queste sostanze, aggiunte agli alimenti, si vanno giorno dopo giorno ad accumulare nel nostro organismo.
C'è da dire anche che, purtroppo, e forse non a caso, il più delle volte gli ingredienti sono scritti in caratteri così piccoli da risultare illeggibili.

Se vogliamo preservare la cosa più preziosa che abbiamo, la nostra salute, allora sarà bene munirsi di una lente di ingrandimento (e anche di tanta pazienza) e leggere tutte le informazioni ogni volta che facciamo la spesa. È utile anche procurarsi una guida tascabile (ce ne sono diverse in commercio) e portarsela dietro (finché non siamo esperti delle varie sigle) per riconoscere gli additivi e sapere quali sono i più dannosi da evitare.

Dobbiamo diventare specialisti nelle liste degli ingredienti e imparare a scegliere i prodotti più sani.
Quando c'è malattia significa che nel nostro corpo si è infranto un equilibrio e, quasi sempre, ciò è dovuto anche ad errori alimentari. Se è vero che la nostra salute vale, è anche vero che siamo noi per primi a doverla difendere: a cominciare dall'alimentarci con prodotti sani e semplici che la natura sapientemente ci regala in ogni stagione nel luogo dove abitiamo e stando lontani dai cibi che contengono additivi nocivi.

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❇️ Inizia la stagione delle zecche: cosa devi sapere

Negli Stati Uniti questa primavera c'è stato un aumento significativo dei casi segnalati di infezione da babesiosi che è una malattia trasmessa dalle stessa zecca che trasmette la malattia di Lyme, si chiama Ixodes Scapularis ed è nota comunemente come zecca dalle zampe nere.
Sintomi dell'infezione da babesiosi sono generalmente simili a quelli di un'influenza (febbre, brividi, sudori, perdita di appetito, nausea, fatica) e possono iniziare entro una settimana dopo il morso di una zecca infetta. A volte però alcune persone, specie se immunocompromesse, possono manifestare sintomi più gravi (dolori muscolari, articolari, mal di testa, trombocitopenia, insufficienza renale, sindrome da distress respiratorio acuto).
La babesiosi è una malattia trasmissibile anche tramite trasfusione di sangue contaminato e le persone che lo ricevono hanno dimostrato di avere esiti di salute significativamente peggiori e un rischio di morte più elevato rispetto a coloro che acquisiscono la malattia da una puntura di zecca.

La babesiosi e la malattia di Lyme non sono le uniche patologie infettive veicolate dalle zecche, ma va sottolineato che la puntura della zecca non è di per sé sempre pericolosa, i rischi dipendono dalla possibilità effettiva di contrarre infezioni trasmesse da questi animali in qualità di vettori: in questo caso più a lungo una zecca infetta rimane attaccata alla pelle mentre si nutre, maggiore è la probabilità che trasmetta qualche tipo di agente patogeno.

Il modo migliore per evitare di ammalarsi
durante le stagioni primaverile ed estiva, in cui le zecche sono maggiormente diffuse, è quello di non frequentare le aree boschive o i campi dove si trovano arbusti fitti ed erba alta. Nel caso, meglio indossare indumenti protettivi.
Gli spray a base di eucalipto o limone aiutano a tenere lontani questi parassiti.
È molto importante, inoltre, controllarsi sempre dopo essere rientrati a casa da una permanenza all'aperto in luoghi ricchi di vegetazione e ciò vale anche per tutti i membri della famiglia e soprattutto gli animali domestici.

In caso ci si ritrovi una zecca attaccata alla pelle, questa va rimossa con attenzione e bisogna evitare di maneggiarla a mani nude. Va rimossa utilizzando una pinzetta a punta fine o altri specifici strumenti in plastica che si trovano in commercio afferrandola il più vicino possibile alla cute e tirando delicatamente verso l'alto, ruotando leggermente, ma evitando di schiacciare il corpo dell'animale o di lasciare frammenti nella cute.
Se possibile chiudere la zecca in un contenitore in modo da farla vedere a un veterinario.
Il sito del morso va lavato e anche le mani: bisogna usare acqua calda e sapone e poi alcool denaturato o uno scrub allo iodio.
In caso di malessere o reazioni inusuali nei giorni successivi bisogna rivolgersi subito al medico che valuterà se è il caso o meno di iniziare una terapia antibiotica.

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CNN Babesiosis, a tickborne disease, is on the rise in Northeast, according to CDC report Tickborne disease has been on the rise in the US, with the number of cases growing 25% from 2011 to 2019. Among them is babesiosis, which has become significantly more prevalent in the Northeast in recent years.
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❇️ Estratto di vischio per il trattamento del cancro avanzato

Il vischio è una pianta semiparassita
con diversi principi attivi che variano a seconda della specie dell'albero ospite e, sebbene ci siano prove a sostegno dell'efficacia di questo tipo di trattamento per migliorare la qualità della vita dei pazienti con cancro (effetti immunomodulanti, effetti citotossici diretti verso cellule tumorali e riduzione degli effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia) il suo utilizzo continua ad essere molto dibattuto e controverso.

Attualmente,
infatti, gli estratti a base di vischio non sono approvati per i trattamenti oncologici negli Stati Uniti dalla FDA (sono contemplati nella farmacopea omeopatica e sono offerti nelle cliniche di cura integrative). Invece in Europa, soprattutto nei paesi di lingua tedesca, preparati a base di vischio sono più frequentemente prescritti nel trattamento del cancro, sia come unico trattamento che durante la chemio o la radioterapia.

NELL’ARTICOLO CHE SEGUE si parla del primo studio di fase I completato negli Stati Uniti sull’estratto di vischio utilizzato per via endovenosa (scopo della sperimentazione era valutare la sicurezza del farmaco, ma i ricercatori hanno anche documentato una migliore qualità della vita e un certo controllo della malattia).
Si parla anche delle terapie convenzionali che non sono ancora riuscite ad averla vinta sul cancro – anzi i trattamenti usati continuano a presentare una tossicità non ignorabile – e della necessità di integrare le conoscenze con i saperi delle varie medicine naturali per un approccio più incisivo alla patologia che rispetti l’unicità di ogni persona.

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https://comedonchisciotte.org/estratto-di-vischio-per-il-trattamento-del-cancro-avanzato/

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❇️ Proprietà benefiche del karkadè sulla pressione (e non solo)

I calici commestibili di hibiscus sabdariffa
(pianta originaria dell'India e della Malesia conosciuta anche come karkadè) sono da tempo usati nella medicina popolare per curare molti disturbi ed esistono tanti studi, sia in vitro che in vivo, che ne hanno evidenziato i benefici per la salute umana.
Sono riassunti da un’interessante revisione della letteratura
che mostra come, sotto forma di estratti, infusi, decotti o capsule, possano essere utilizzati come terapia naturale per prevenire e controllare diverse problematiche di salute ad esempio l'ipertensione; i valori elevati di colesterolo, trigliceridi e glicemia; ma anche il sovrappeso e l'obesità.

Inoltre, in letteratura sono state riportate diverse altre attività positive dell’ibisco: antiossidante, antiproliferativa (grazie alle proprietà apoptotiche di varie sostanze fitochimiche presenti) nefroprotettiva, ansiolitica, antidepressiva, antinfiammatoria, antianemica, epatoprotettiva, gastroprotettiva e antiulcera. Sono state segnalate anche importanti proprietà antibatteriche, antimicotiche e antivirali e la cosa positiva è che, negli studi clinici finora fatti, non sono stati segnalati effetti avversi.

Secondo i numerosi dati forniti da questa revisione della letteratura scientifica l’ibiscus potrebbe essere
“un'alternativa naturale disponibile, facile da preparare e a basso costo per controllare la pressione arteriosa in soggetti ipertesi da lievi a moderati senza effetti avversi”. Invece, secondo i ricercatori, sarebbero necessari ulteriori studi, con dosi su larga scala e più elevate, per convalidare efficacemente le proprietà ipolipemizzanti e ipoglicemizzanti di questa pianta e anche per trovare il dosaggio ottimale per la riduzione del peso corporeo e il miglioramento della steatosi epatica.

In generale gli effetti terapeutici del karkadè sono stati associati alla presenza di molti componenti bioattivi, tra cui acidi fenolici, flavonoidi, antociani, acidi organici.

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PubMed Central (PMC) Physiological Effects and Human Health Benefits of Hibiscus sabdariffa: A Review of Clinical Trials Hibiscus sabdariffa Linn. Malvaceae (HS) is characterized by its edible calyxes. The HS calyxes are widely used for cosmetic, food, and medicinal applications. According to ethnobotanical evidence, decoction, infusion, or maceration extracts from HS calyxes…
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Post #572 17.1K
❇️ Testimoni credibili

Innanzitutto di’ a te stesso chi vuoi essere;

poi fa’ ogni cosa di conseguenza.

(Epitteto)

* * *

Sta a noi scegliere COME vogliamo vivere la nostra vita.
È una questione di libertà, al di là di ogni altra determinazione esterna.

Ciò non significa che tutto dipende sempre da noi. Da noi non dipende tutto.
C'è una parte della vita che accade, che viene fuori al di là delle nostre capacità e delle nostre forze.
Ma anche le difficoltà e le tribolazioni, anzi proprio quelle, sono l’occasione per scoprire di che pasta siamo fatti e per crescere interiormente, a partire dalle scelte che siamo in grado di fare proprio nelle circostanze più critiche.

Non possiamo evitare i problemi nella vita, possiamo però evitare che questi prendano il sopravvento su di noi.
La nostra testimonianza è l’unico modo che noi abbiamo per rendere visibile ciò che crediamo.
La nostra coerenza è l’unico argomento convincente agli occhi di chi ci guarda.

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❇️ Salvia batte farmaco di sintesi nel trattamento della stomatite aftosa ricorrente

Un'interessante applicazione della salvia
riguarda il suo possibile utilizzo in caso di afte del cavo orale. Infatti un recente studio clinico randomizzato e controllato in doppio cieco, eseguito presso l'Università di Isfahan in Iran, ha evidenziato gli effetti di un gel a base di salvia sulla stomatite aftosa ricorrente rispetto a un gel a base di un farmaco corticosteroideo usato per via topica per il trattamento di varie condizioni della pelle e per alleviare anche il disagio delle afte.

Allo studio hanno partecipato una sessantina di individui con ulcere aftose non gravi, 30 sono stati trattati con il gel a base di salvia, l'altra metà con il preparato contenente il medicinale di sintesi. E, alla fine, è risultato che il gel contenente l'estratto di salvia è stato efficace nel trattamento della stomatite aftosa ricorrente risultando migliore del farmaco sia nel recupero del dolore che nella guarigione delle lesioni con una differenza statisticamente significativa.

Chi soffre di afte in modo ricorrente
in genere ha un sistema immunitario indebolito anche a causa di ipersensibilità alimentari di cui non è a conoscenza. Per risolvere realmente è quindi necessario individuare gli alimenti non tollerati e impostare un'adeguata dieta per disintossicare e sfiammare il corpo al fine di recuperare, in un secondo momento, la tolleranza.

Oppure questo disturbo può essere sintomo di eccessivo calore che è la conseguenza di un'alimentazione non equilibrata con consumo smodato di the, caffè, succhi conservati, vini di bassa qualità e cibi come carne rossa, patate e formaggi.
Limitando questi alimenti e imparando a nutrirsi in modo sano (con cibo vivo, fresco e di stagione) è possibile ritrovare il benessere dell'intestino e di tutto il tratto gastroenterico, bocca compresa.

A livello locale, oltre alla salvia, possono tornare utili sciacqui con infusi di malva e toccature locali sulle lesioni con la tintura madre di Plantago Major al 20%. Anche l'estratto integrale di propoli (meglio se come liquido analcolico) non diluito applicato localmente è di grande aiuto.

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Unboundmedicine PRIME PubMed | The effect of sage (Salvizan gel) compared to triamcinolone acetonide on the treatment of recurrent aphthous stomatitis:… Recurrent Aphthous Stomatitis (RAS) is one of the most common lesions of the oral mucosa. Herbal medicine can be used for the treatment of this disease. The present study aimed to compare the effects of topical application of Sage (Salvizan) and triamcinolone…
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❇️ Autismo: indagare i veri motivi dell'aumento esponenziale

Il 30 maggio scorso è stata depositata un’Ordinanza della Cassazione che, in sostanza, ha certificato la correlazione tra l’insorgenza di una sindrome simile all’autismo e la somministrazione del vaccino antimeningococcico Menjugate con manifestazioni di un grave ritardo nello sviluppo cognitivo di un bambino nato sano e la menomazione della sua integrità psicofisica successivamente all’inoculazione.

Si tratta dell’Ordinanza n. 17441 con cui la Suprema Corte ha rinviato alla Corte Costituzionale la legge 25 febbraio 1992 n. 210, articolo 1, comma 1, nella parte in cui non prevede il diritto all’indennizzo per i soggetti che abbiano subito lesioni irreversibili dalla vaccinazione non obbligatoria antimeningococcica (infatti il vaccino contro il meningococco non è obbligatorio, ma raccomandato e attualmente rientrante nel Piano Nazionale Vaccini).

L’Ordinanza della Cassazione parla esplicitamente “dell’insufficienza delle conoscenze in materia di cause e meccanismi patogenetici del disturbo autistico e della sostanziale mancanza in letteratura di dati relativi ad esiti di reazioni avverse alla vaccinazione in esame”.
È obbligatorio, dunque, indagare ben oltre il legame intestinale su cui si stanno basando ultimamente gli studi scientifici perché l’incidenza dell’autismo è in costante aumento in tutto il mondo con tragiche conseguenze per molte famiglie.

Purtroppo, chiunque via via abbia osato sollevare dubbi sui vaccini come possibile causa dell’autismo è stato subito additato come “novax” e con questa superficiale semplificazione si è voluto ridurre al minimo il dibattito per non sviscerare la tematica.

Nell'articolo che segue si parla della necessità, invece, di approfondire tutti i possibili fattori scatenanti non escludendo a priori nulla per arrivare ai veri motivi dietro questo disturbo infantile sempre più dilagante. Inoltre sono riportati i numeri attuali (impressionanti) dei bambini che soffrono di questa patologia.

⬇️ ⬇️ ⬇️

https://comedonchisciotte.org/autismo-indagare-i-veri-motivi-dellaumento-esponenziale/

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❇️ Se un giorno per disgrazia

Se un giorno per disgrazia dovessimo trovarci noi a vivere un'esperienza altamente drammatica come quella della povera Lisa Federico e dei suoi genitori, certamente vorremmo trovare sul nostro cammino medici, investigatori, periti e giudici indiscutibilmente competenti e coscienziosi.

Purtroppo, molto spesso, quando non siamo direttamente toccati dagli accadimenti, siamo anche distaccati.
Quante cose, invece, cambierebbero, se i torti subiti dagli altri li sentissimo come nostri! Ci sarebbe un interesse collettivo alla verità e alla giustizia che ci farebbe vigili e partecipi e renderebbe il mondo migliore, a vantaggio di tutti.

Lisa è morta 29 mesi fa al Bambino Gesù tra atroci sofferenze e, secondo i periti dei genitori e del pubblico ministero, in quella che è considerata una delle eccellenze in Italia e in Europa nel campo della pediatria, sarebbero state commesse una serie ingiustificabile di imprudenze, negligenze e imperizie.

Sarebbe stato logico rinviare a giudizio, garantendo a tutte le parti il diritto al contraddittorio nel dibattimento.
Eppure il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto una nuova perizia allungando ulteriormente i tempi della giustizia.

La riforma Cartabia ha voluto potenziare l'udienza preliminare per risparmiare il costo dei processi, ma le persone offese rischiano sempre di più di vedere i propri diritti compressi e di essere vittimizzate oltre misura.

Profonda stima e solidarietà per questi genitori
che ho avuto modo di conoscere e intervistare.
IN QUESTO ARTICOLO la cronaca degli ultimi eventi:

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https://comedonchisciotte.org/giustizia-per-lisa-non-s-ha-da-fare-per-ora/
Come Don Chisciotte Giustizia per Lisa non s'ha da fare (per ora) - Come Don Chisciotte di Valentina Bennati comedonchisciotte.org Dopo il rinvio dell’udienza preliminare che si sarebbe dovuta tenere lo scorso 15 marzo – rinvio avvenuto per sciatalgia di una delle persone indagate – si è verificata l’ennesima battuta d’arresto nel procedimento…
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❇️ Un momento importante di confronto

Questa sera alle 21
Paolo Cassina, regista del documentario "Invisibili" che racconta e denuncia i drammi e le difficoltà di alcune persone che hanno avuto reazioni avverse in seguito alla vaccinazione anti COVID-19, sarà ospite della trasmissione CDC INCONTRA e risponderà alle domande di Giulio Bona.

Prodotto da PlayMasterMovie, "Invisibili" sta facendo il giro dell'Italia dando voce non solo alle persone danneggiate, ma anche a tanti professionisti del mondo sanitario e giuridico.

L'appuntamento di stasera
è un momento importante di confronto e sarà possibile, per chi lo desidera, intervenire con domande e anche testimonianze attraverso la chat di YouTube.

QUI è indicato il link alla diretta:

⬇️ ⬇️ ⬇️

https://comedonchisciotte.org/cdc-incontra-paolo-cassina-invisibili/

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❇️ Studio evidenzia rischio oncologico per le lampade di asciugatura dello smalto in gel

Alcuni ricercatori dell'Università della California di San Diego hanno richiamato l’attenzione sulle lampade ultraviolette utilizzate per fissare lo smalto in gel, un tipo di smalto che va per la maggiore poiché dura più a lungo di quello normale. Secondo il recente studio il ricorso a queste macchine, ripetuto nel tempo, è dannoso per le cellule umane.

Questi dispositivi sono venduti come sicuri e lavorano in media a una lunghezza d'onda compresa tra i 340 e 395 nanometri: tuttavia gli studiosi, utilizzando tre diverse linee cellulari (cheratinociti della pelle umana adulta, fibroblasti del prepuzio umano e fibroblasti embrionali di topo), hanno scoperto che una sola emissione di 20 minuti porta alla morte un certo numero di cellule esposte (tra il 20 e il 30%), mentre tre esposizioni di 20 minuti (fatte in tre giorni successivi) causano una morte cellulare tra il 65 e il 70%.
La ricerca ha evidenziato che l'esposizione causa anche danni mitocondriali e al DNA nelle cellule rimanenti e provoca mutazioni con modelli che possono essere osservati anche in pazienti con cancro della pelle.

Dunque, in base ai risultati di questo lavoro scientifico, l'uso ripetuto di questi dispositivi ha chiaramente effetti dannosi e preoccupanti sulle cellule umane. Tuttavia, i ricercatori precisano che, prima di affermare in modo definitivo che l'utilizzo di queste macchine porta ad un aumento del rischio dei tumori della pelle, sarebbe necessario uno studio epidemiologico a lungo termine.

In realtà, prima di questa ricerca, c'erano già state delle segnalazioni in merito a un aumento di incidenza di rare forme di tumore della pelle
in chi ricorre frequentemente alla manicure con gel e quindi agli appositi dispositivi per l’asciugatura.
Ragion per cui, pur essendo necessari ulteriori studi per quantificare accuratamente l'aumento del rischio di cancro (studi che richiederanno diversi anni per essere completati), personalmente ritengo che nel frattempo sarebbe più prudente evitare, o quanto meno, non ricorrevi troppo frequentemente.

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Nature DNA damage and somatic mutations in mammalian cells after irradiation with a nail polish dryer Nature Communications - Nail polish dryers commonly emit ultraviolet A (UVA) light, but the effects of this irradiation on mammalian cells remain unclear. Here, the authors examine the effects of...
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❇️ Ogni popolo ha la medicina che si merita

Si può imporre in modo categorico a una persona come deve curarsi?
È legittimo dire: "Non si discute, devi fare così: punto e basta"?
Il caso di Eleonora Bottaro e dei suoi genitori non riguarda solo loro, ma interessa tutti.
E dovrebbe far riflettere, risvegliare le menti, perché siamo disattenti, se non peggio rassegnati, mentre si sta andando incontro a una gestione sempre più autoritaria, burocratica e mercantile della medicina.

Nell'articolo che segue il dottor Giuseppe Di Bella esprime le proprie considerazioni sulla recente pronuncia della Corte di Cassazione che ha confermato la condanna per omicidio colposo già inflitta in primo e secondo grado ai genitori di questa ragazza, ritenuti responsabili di aver appoggiato la scelta della figlia di rifiutare la chemio. Di Bella parla anche della truffa delle statistiche di guarigione mediante chemioterapia e radioterapia:

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https://comedonchisciotte.org/eleonora-rifiuto-la-chemio-cassazione-conferma-condanna-ai-genitori/

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❇️ Magnesio e salute del cervello

Il magnesio migliora la salute cerebrale man mano che l'età avanza. Uno studio dell'Università Nazionale Australiana mostra che una maggiore assunzione di alimenti ricchi di questo minerale aiuta a ridurre il rischio di demenza. La ricerca, su oltre 6000 partecipanti cognitivamente sani, è stata fatta nel Regno Unito rilevando che le persone tra 40 e 73 anni che avevano consumato più di 550 mg di magnesio ogni giorno avevano un'età cerebrale di circa un anno più giovane al raggiungimento dei 55 anni rispetto a chi ne aveva assunto di meno.
Secondo gli studiosi, dunque, aumentare l’introito quotidiano di magnesio può portare a un minore restringimento del cervello correlato all'età e a una migliore funzione cognitiva facendo ritardare l'insorgere della demenza in età avanzata.

La demenza in età avanzata mette a dura prova sia le famiglie che i servizi sanitari; dunque, rivolgere maggiore attenzione alla prevenzione è importante. In base a questo lavoro scientifico una maggiore assunzione di magnesio sin dalla giovane età può salvaguardare dalle malattie neurodegenerative e dal declino cognitivo e sembra che gli effetti neuroprotettivi avvantaggino più le donne che gli uomini e più le donne in post menopausa rispetto a quelle in premenopausa.

Il magnesio è contenuto in diversi alimenti, ad esempio
verdure a foglie verdi, legumi, noci, mandorle, semi, cereali integrali.
Purtroppo, le tecniche di coltivazione, di raccolta e di trasformazione e anche il procedimento di cottura e di raffinazione annullano quasi del tutto la presenza di magnesio nel cibo. Inoltre, l’uso dei fertilizzanti e l’effetto delle piogge acide contribuiscono ulteriormente a depauperare i terreni di questo minerale.

Spesso, dunque, è indispensabile ricorrere agli integratori anche perché, al di là dello scarso introito quotidiano, ci possono essere varie condizioni personali a rischio carenza, ad esempio stress, attività sportiva intensa, crescita, fase premestruale, gravidanza, allattamento, menopausa, terza età.
In commercio esistono numerosi integratori, ma bisogna tener presente che ciascuna forma terapeutica (cloruro di magnesio, glicerofosfato di magnesio, carbonato di magnesio, gluconato di magnesio) ha precise indicazioni e regole posologiche proprie.

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SpringerLink Dietary magnesium intake is related to larger brain volumes and lower white matter lesions with notable sex differences European Journal of Nutrition - To examine the association between dietary magnesium (Mg) intake and brain volumes and white matter lesions (WMLs) in middle to early old age. Participants...
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❇️ Spostare l’attenzione

È meglio accendere una lampada
che maledire l'oscurità.

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Parole attribuite a Lao Tsu, Eleanor Roosevelt e tante altre persone. In realtà apparterrebbero William Lonsdale Watkinson (grande conoscitore dei testi biblici e incisivo predicatore) e la prima apparizione di questa frase avvenne nel 1907 in una collezione intitolata “The Supreme Conquest and Other Sermons Preached in America” all’interno di un sermone intitolato “The Invincible Strategy” (“La Strategia Invisibile”) che sminuiva il valore delle critiche e degli attacchi verbali nei confronti dei comportamenti indesiderabili e sosteneva, al contrario, l’importanza di compiere buone opere.

In effetti lamentarsi e criticare è molto semplice ed è una tentazione in cui tutti cadiamo.
Più utile sarebbe spostare l’attenzione dai problemi alle soluzioni e fare qualcosa, cominciando con un passo, anche piccolo, per poi continuare.
Altrimenti non cambierà mai nulla.

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❇️ Nitrati e cancro alla prostata

A lungo termine i nitrati contenuti nell’acqua potabile possono essere un fattore di rischio per il cancro alla prostata.
Lo evidenzia uno studio condotto in Spagna e guidato dal Barcellona Institute for Global Health. I risultati sono stati pubblicati su “Environmental Health Perspectives" e mostrano che maggiore è l'assunzione di nitrati, maggiore è l'associazione con il cancro alla prostata.
In sostanza i partecipanti che hanno avuto una maggiore ingestione di nitrati attraverso l'acqua (media di una vita di oltre 14 mg al giorno) hanno avuto una probabilità 1,6 volte maggiore di sviluppare un cancro alla prostata di grado basso o medio e quasi tre volte più probabilità di sviluppare un tumore alla prostata aggressivo rispetto ai partecipanti con livelli inferiori di assunzione di nitrati (media nel corso della vita inferiore a 6 mg al giorno).

Gli autori hanno precisato che essere esposti a nitrati attraverso l'acqua potabile non significa necessariamente sviluppare un cancro alla prostata ma che, comunque, la ricerca fornisce una prima prova dell'associazione, anche se dovrà essere poi confermata attraverso ulteriori lavori scientifici.

Purtroppo, la presenza dei nitrati nel ciclo dell'acqua è in aumento in tutto il mondo a causa del crescente utilizzo di fertilizzanti azotati in agricoltura intensiva e l’esposizione umana avviene non solo attraverso l’acqua potabile, ma anche attraverso l'ingestione di cibo.
I nitrati, una volta ingeriti, si trasformano in nitriti e, reagendo con ammine e ammidi nell’ambiente acido dello stomaco, possono formare N-nitrosammine (composti cancerogeni).
Inoltre c'è il grosso problema dei disinfettanti aggiunti all'acqua per inattivare patogeni microbici, ad esempio il cloro che è il più diffuso: dopo la clorazione dell'acqua, in presenza di ammoniaca, si formano clorammine che, a loro volta, portano alla formazione di sottoprodotti azotati come le N-nitrosammine.

E' possibile abbassare la concentrazione di nitrati
utilizzando la denitrificazione biologica per le acque superficiali o lo scambio ionico per le profonde, ma il trattamento che, forse, permette di avere maggiori garanzie, sia sulla costanza dei rendimenti che sull’efficienza di abbattimento, è quello ad osmosi inversa.
Fortunatamente, come sottolineato dagli autori dello studio, anche un elevato apporto dietetico di fibre, frutta, verdura e vitamina C può ridurre l'effetto negativo dei nitrati nell'acqua potabile. Motivo in più per avere un'alimentazione ricca di vegetali freschi, bio e di stagione.

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❇️ Terapia larvale, rivive l’antico rimedio dei Maya e degli aborigeni australiani

Con l’aumento della resistenza agli antibiotici enormi somme di denaro vengono investite in trattamenti innovativi.
Alcuni medici e ricercatori, però, sono tornati indietro nel tempo alla ricerca di alternative efficaci e le hanno trovate nelle larve di mosca verde che già i Maya dell’America Centrale, gli antichi Birmani e alcune tribù aborigene dell’Australia usavano per la cura delle ferite gravi infette.

Oggi vari ospedali del servizio sanitario del Regno Unito e cliniche in Germania stanno utilizzando i vermi per curare pazienti con ferite croniche e accelerare il processo di guarigione di ulcere infette.
Questo particolare trattamento è un’alternativa alla chirurgia invasiva e costosa ed è meno pesante per i pazienti che spesso possono tornare a casa dopo l’applicazione.

QUI l’articolo che ne parla:

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https://comedonchisciotte.org/larve-di-mosca-verde-per-la-cura-di-ferite-infette-unantica-terapia-torna-in-auge/

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Come Don Chisciotte Larve di mosca verde per la cura di ferite infette, un’antica terapia torna in auge - Come Don Chisciotte All’estero sta incontrando un entusiasmo sempre più crescente la terapia con larve di mosca verde (lucilia sericata) utilizzata come cura in diversi ambulatori e anche ospedali (soprattutto inglesi e tedeschi) in caso di ferite necrotiche e infette come,…
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❇️ PFAS anche nei prodotti per l'igiene intima

Dagli Stati Uniti una notizia allarmante: i PFAS (sostanze chimiche associate a rischi rilevanti per il sistema nervoso, quello endocrino, per il fegato e i reni, e che sono in molti prodotti di largo consumo, ad esempio in quasi tutto il packaging alimentare in plastica) sono stati trovati anche all'interno di varie marche di carta igienica, assorbenti, tamponi, salvaslip e pannolini per l'incontinenza e il peggio è che alcuni di questi prodotti erano pubblicizzati come biologici, non tossici, biodegradabili e naturali.
L'indagine è stata commissionata dall'associazione di consumatori Mamavation che si è rivolta per le analisi a laboratori certificati.

La presenza di queste sostanze in prodotti che vengono a stretto contatto con l’apparato genitale è particolarmente preoccupante perché, essendo altamente vascolarizzato, l’assorbimento da parte dell'organismo è più probabile.
Inoltre c'è da pensare anche alla successiva dispersione nell'ambiente, a cominciare dalle acque reflue da dove, poi, questi composti chimici rientrano in circolazione arrivando alla fine fino a quelle potabili.

I PFAS purtroppo sono sostanze, oltre che tossiche, anche persistenti: possono durare per anni o decenni perché la natura non può decomporli efficacemente e, anche una volta all'interno del corpo, difficilmente si riescono a smaltire.
Ridurre la quantità dei prodotti che li contengono a cui possiamo essere esposti è assolutamente necessario. Ma, soprattutto, è importante leggere le etichette (alimentari e non): è davvero il primo vero passo per diventare consumatori consapevoli.

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VB



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Telegram Come Don Chisciotte PIU' SALUTE di Valentina Bennati Non c’è niente di più incontrollabile di una persona sana, consapevole e felice.
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