«Maricarmen vive, la lotta continua». Un minuto di silenzio e poi in marcia verso il Parlamento. Così gli attivisti hanno accolto ieri sera la notizia della morte di Maricarmen Abascal, la donna di 87 anni sfrattata dalla casa a Madrid dove aveva vissuto per oltre 70 anni e diventata il volto della lotta per la casa in Spagna. L’appartamento era stato acquistato da una società di investimento che intendeva aumentare l’affitto del 230%. Dopo le proteste scatenate dallo sfratto la società le aveva comunicato che poteva tornare a casa a un affitto ridotto.
Le immagini dello sgombero, con Abascal portata via con la forza dalla sua abitazione su una barella, circondata da manifestanti e poliziotti (che hanno lanciato anche diverse raffiche di lacrimogeni per far rispettare l’ordine), hanno scatenato la rabbia e l’indignazione e si sono trasformate in proteste partecipate da decine di migliaia di persone a Madrid e in tutta la Spagna. Da nord a sud del paese, i cittadini si sono riversati nelle piazze per protestare contro il prezzo degli affitti salito dell’80%.
Dall’ospedale dove era ricoverata, Abascal aveva incoraggiato i manifestanti: «Vorrei essere lì con tutti voi», aveva detto in un video. «Ma non sono così fortunata. Quindi, da qui, chiedo a tutti voi di avere coraggio, di lottare e di difendere ciò che è vostro».
Di fronte al caso più generale del caro affitti e della crisi abitativa Sanchez aveva tentato di far approvare due decreti urgenti con blocco degli sfratti al 2030, rinnovo automatico di due anni degli affitti in scadenza nel 2028 e vincoli ai fondi. La bocciatura da parte dei partiti di opposizione di destra ha portato il premier spagnolo ad annunciare elezioni anticipate.
Il 6 ottobre il governo aveva poi approvato due nuovi decreti che “mantenevano lo spirito” dei due bocciati in parlamento e che, con lo scioglimento della Camera dei deputati e del Senato, saranno votati dal Consiglio permanente del Congresso. La composizione del Consiglio rispecchia quella della Camera dei deputati, il che significa che Sánchez avrà probabilmente voti sufficienti per far approvare almeno uno dei decreti.
La soluzione è arrivata troppo tardi, ha affermato il sindacato degli inquilini di Madrid. “Si è trattato di una situazione del tutto evitabile, al termine di un calvario straziante. Gli eventi scatenati dall’ingiustizia del suo sfratto segnano senza dubbio una svolta nella storia di questo paese: manifestazioni di massa, accampamenti nelle piazze, elezioni anticipate e l’appello allo sciopero generale. Il dibattito sugli affitti è al centro di tutto questo, ma il costo per arrivare a questo punto è stato troppo alto”.
Post #4812
1.9K

- 🔥 9
- ❤ 7
- 😢 7