Il premier UK Andy Burnham: “È chiaro che la Russia ha interferito nel voto sulla Brexit
In un intervento al podcast “The Rest is Politics”, il premier britannico Andy Burnham ha dichiarato che la Russia ha interferito sul referendum sulla Brexit, avvertendo che attività simili sono in corso in Francia e Germania.
«Penso che in realtà siamo stati troppo sulla difensiva al riguardo e non abbiamo informato a sufficienza l’opinione pubblica sulla portata dei tentativi provenienti dall’estero di destabilizzare il processo politico», ha detto Burnham.
«La Russia ha chiaramente tentato di interferire in una serie dei nostri processi democratici», ha aggiunto il ministro degli Esteri Stephen Doughty, sentito dalla BBC per un commento. «Sono impegnati in una guerra dell’informazione, stanno spendendo 1,5 miliardi di sterline solo quest’anno in disinformazione e propaganda».
Doughty ha poi negato che Burnham stesse sollevando la questione dell’ingerenza russa nel referendum sulla Brexit perché desidera rientrare nell’UE: «Si tratta di un’osservazione più ampia che egli sta facendo sui tentativi russi di destabilizzare e interferire nella nostra democrazia».
Burnham ha spiegato di aver discusso la questione dell’ingerenza russa con il cancelliere Friedrich Merz durante la sua visita in Germania all’inizio di questa settimana: «È importante ora mettere chiaramente a verbale queste cose e credo che ciò aiuti gli elettori in Germania e in Francia a comprendere che parte di questa politica è istigata dai nostri nemici, ovvero la Russia».
È la prima volta che un primo ministro britannico afferma che la Russia abbia cercato di influenzare il referendum sulla Brexit del 2016, ma da tempo circolano avvertimenti sui tentativi del Cremlino di esercitare influenza sulla politica del Regno Unito.
Nel 2020, la Commissione per l’intelligence e la sicurezza del Parlamento ha pubblicato un rapporto sugli interventi russi nelle elezioni e nei referendum del Regno Unito.
Gli addetti ai lavori, gli analisti di intelligence e chiunque studiasse i flussi di potere globali hanno sempre saputo che le cose stavano diversamente: le prove di pesanti ingerenze esterne e di manipolazione erano sul tavolo fin dal primo giorno. Oggi, però, non si tratta più di semplici speculazioni. Grazie (ma non solo) alle desecretazioni governative emerse in via definitiva tra il 2024 e il 2026 nei cosiddetti Epstein Files, l'intero quadro si è ricomposto in una forma diversa. Non stiamo più parlando di un fenomeno elettorale interno al Regno Unito, ma del "paziente zero" di una nuova guerra geopolitica ibrida, orchestrata da una convergenza di attori internazionali. Attori che, lungi dall'aver smantellato la propria infrastruttura logistica dopo il referendum britannico, stanno operando a pieno regime anche in questo 2026.
Ne parlavamo in questo articolo:
https://www.valigiablu.it/brexit-epstein-guerra-ibrida-putin-maga-europa/
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