🥇Canale Telegram ufficiale della naturopata, ricercatrice e attivista Ekaterina Sugak.
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☠️ Eutanasia per i pazienti ricoverati negli ospedali COVID
Per molto tempo, i protocolli di “trattamento” per il COVID-19 sono stati definiti una forma di eutanasia. È difficile trovare un altro termine per descrivere farmaci tossici come il Remdesivir e l’uso di ventilatori polmonari potenzialmente letali.
Ma pochi sanno che, in diversi Paesi, i pazienti COVID sono stati sottoposti a una vera e propria eutanasia medica – tramite farmaci che sopprimono deliberatamente la respirazione e portano alla morte.
A rivelarlo è stata la dottoressa americana Mary Talley Bowden in una recente puntata del podcast Joe Rogan Experience, il podcast più popolare negli Stati Uniti.
☠️ Negli Stati Uniti, a molti pazienti sono stati somministrati farmaci letali con l’intento di accelerarne la morte e liberare posti letto negli ospedali. Questi decessi sono stati poi ufficialmente registrati nelle cartelle cliniche come “decessi da COVID-19”.
☠️ In altre parole: la persona veniva fatta morire, e il decesso finiva nelle statistiche come se fosse una vittima del cosiddetto “virus”.
⁉️ Perché è successo questo?
💵 Perché per ogni paziente COVID gli ospedali americani ricevevano ingenti rimborsi governativi. Con il programma Medicare, un solo paziente COVID–19 poteva fruttare all’ospedale fino a 40.000 dollari, specialmente se veniva sottoposto a ventilazione meccanica e seguiva i protocolli ufficiali.
La morte di un paziente non interrompeva il flusso di denaro; al contrario, liberava un letto per il paziente pagante successivo.
⠀
🤔 E qui sorge la domanda: come hanno potuto i medici perdere completamente la testa per i pagamenti aggiuntivi?
Anche se un paziente respirava con difficoltà – chi ha dato loro il diritto di decidere che non sarebbe sopravvissuto e che si poteva sedarlo a morte? Centinaia di migliaia di persone con sintomi simili sono guarite. A questi semplicemente non è stata data una possibilità.
🇪🇸 Ho analizzato anche le linee guida ufficiali per il 'trattamento' dei pazienti COVID nel Regno Unito, e ho riscontrato esattamente la stessa situazione.
Nel mese di aprile 2020, il Regno Unito ha pubblicato raccomandazioni in cui si suggeriva esplicitamente di somministrare morfina e midazolam ai pazienti affetti da COVID-19 – farmaci impiegati nella fase terminale dei malati oncologici – con l’obiettivo di 'farli morire dolcemente'.
⠀
Queste sostanze provocano l’arresto respiratorio. E ora immaginate cosa accade se vengono somministrate a persone con una malattia respiratoria.👌 Accade una morte per insufficienza respiratoria.
🤯 Nonostante ciò, nei documenti ufficiali britannici è scritto chiaramente:
«La sedazione e gli oppioidi non devono essere sospesi per timore di un’insufficienza respiratoria».
In altre parole: non bisogna temere che una persona possa morire per arresto respiratorio, pur somministrandole farmaci che fanno esattamente questo.🤦♀️
📈 E naturalmente, nel Regno Unito è stato registrato un forte aumento nella somministrazione di questi farmaci e, contemporaneamente, un picco di mortalità attribuito al cosiddetto COVID-19.
Questa pratica è proseguita fino alla fine del 2022.
🔴 Se negli Stati Uniti e nel Regno Unito sono stati adottati protocolli ufficiali che approvavano la soppressione farmacologica della respirazione nei pazienti Covid, è altamente probabile che pratiche simili siano state attuate anche in altri paesi.
🗂 Basta consultare i documenti ospedalieri per capire: le persone non sono morte a causa di un “virus” mai dimostrato, ma per colpa di protocolli capaci di togliere la vita anche agli individui più sani.
📱 Unisciti al mio canale Telegram @katesugakufficiale, dove smonto i miti su vaccini, virologia e politica del terrore con fatti documentati, logica e analisi rigorosa.
Per molto tempo, i protocolli di “trattamento” per il COVID-19 sono stati definiti una forma di eutanasia. È difficile trovare un altro termine per descrivere farmaci tossici come il Remdesivir e l’uso di ventilatori polmonari potenzialmente letali.
Ma pochi sanno che, in diversi Paesi, i pazienti COVID sono stati sottoposti a una vera e propria eutanasia medica – tramite farmaci che sopprimono deliberatamente la respirazione e portano alla morte.
A rivelarlo è stata la dottoressa americana Mary Talley Bowden in una recente puntata del podcast Joe Rogan Experience, il podcast più popolare negli Stati Uniti.
☠️ Negli Stati Uniti, a molti pazienti sono stati somministrati farmaci letali con l’intento di accelerarne la morte e liberare posti letto negli ospedali. Questi decessi sono stati poi ufficialmente registrati nelle cartelle cliniche come “decessi da COVID-19”.
☠️ In altre parole: la persona veniva fatta morire, e il decesso finiva nelle statistiche come se fosse una vittima del cosiddetto “virus”.
⁉️ Perché è successo questo?
💵 Perché per ogni paziente COVID gli ospedali americani ricevevano ingenti rimborsi governativi. Con il programma Medicare, un solo paziente COVID–19 poteva fruttare all’ospedale fino a 40.000 dollari, specialmente se veniva sottoposto a ventilazione meccanica e seguiva i protocolli ufficiali.
La morte di un paziente non interrompeva il flusso di denaro; al contrario, liberava un letto per il paziente pagante successivo.
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🤔 E qui sorge la domanda: come hanno potuto i medici perdere completamente la testa per i pagamenti aggiuntivi?
Anche se un paziente respirava con difficoltà – chi ha dato loro il diritto di decidere che non sarebbe sopravvissuto e che si poteva sedarlo a morte? Centinaia di migliaia di persone con sintomi simili sono guarite. A questi semplicemente non è stata data una possibilità.
🇪🇸 Ho analizzato anche le linee guida ufficiali per il 'trattamento' dei pazienti COVID nel Regno Unito, e ho riscontrato esattamente la stessa situazione.
Nel mese di aprile 2020, il Regno Unito ha pubblicato raccomandazioni in cui si suggeriva esplicitamente di somministrare morfina e midazolam ai pazienti affetti da COVID-19 – farmaci impiegati nella fase terminale dei malati oncologici – con l’obiettivo di 'farli morire dolcemente'.
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Queste sostanze provocano l’arresto respiratorio. E ora immaginate cosa accade se vengono somministrate a persone con una malattia respiratoria.👌 Accade una morte per insufficienza respiratoria.
🤯 Nonostante ciò, nei documenti ufficiali britannici è scritto chiaramente:
«La sedazione e gli oppioidi non devono essere sospesi per timore di un’insufficienza respiratoria».
In altre parole: non bisogna temere che una persona possa morire per arresto respiratorio, pur somministrandole farmaci che fanno esattamente questo.🤦♀️
📈 E naturalmente, nel Regno Unito è stato registrato un forte aumento nella somministrazione di questi farmaci e, contemporaneamente, un picco di mortalità attribuito al cosiddetto COVID-19.
Questa pratica è proseguita fino alla fine del 2022.
🔴 Se negli Stati Uniti e nel Regno Unito sono stati adottati protocolli ufficiali che approvavano la soppressione farmacologica della respirazione nei pazienti Covid, è altamente probabile che pratiche simili siano state attuate anche in altri paesi.
🗂 Basta consultare i documenti ospedalieri per capire: le persone non sono morte a causa di un “virus” mai dimostrato, ma per colpa di protocolli capaci di togliere la vita anche agli individui più sani.
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