Parte 5️⃣
Caso n. 3: Daisy Hildebrand, 8 anni, Texas
❌ Versione ufficiale: morta a causa di un “danno polmonare legato al morbillo”.
✅ Realtà: la storia di Daisy Hildebrand è stata usata per alimentare la paura intorno al morbillo. Ma i fatti dimostrano che la sua morte non aveva nulla a che fare con il morbillo.
Fino al marzo 2025, Daisy era stata sottoposta a una lunga serie di interventi medici. Le erano stati diagnosticati: mononucleosi, tonsillite e polmonite. Era stata trattata ripetutamente con dosi massicce di steroidi e antibiotici.
Il 21 marzo, Daisy è stata ricoverata in ospedale con un’infiammazione ai polmoni, ipossia e disidratazione. Anche in quell’occasione le sono stati prescritti antibiotici e steroidi.
Al secondo o terzo giorno di ricovero, Daisy ha sviluppato un’eruzione cutanea.
❗️Importante: al momento del ricovero non c’era alcuna eruzione — è comparsa solo dopo l’inizio del trattamento. Questo suggerisce fortemente che si sia trattato di una tipica reazione tossica indotta da farmaci, non di morbillo.
Tuttavia, sulla base di un test PCR positivo, i medici hanno diagnosticato il “morbillo”.
Il 27 marzo, Daisy è stata nuovamente ricoverata in condizioni critiche. Questa volta, la diagnosi è stata “pneumonite da morbillo”.
Gli antibiotici sono stati sospesi, ma le sono state somministrate dosi ancora più elevate di steroidi per via endovenosa. Questo ha completamente bloccato la capacità del suo corpo di guarire e ha ulteriormente danneggiato i polmoni.
❗️🤯 Secondo quanto raccontano i genitori, nonostante Daisy avesse una forte sete e fame, le sono stati negati sia acqua che cibo. La mancanza di idratazione e nutrizione adeguata l’ha ulteriormente indebolita.
Inoltre, invece di utilizzare un sistema di ossigenazione ad alto flusso e a bassa pressione, i medici hanno applicato una maschera ad ossigeno ad alta pressione, che ha causato danni meccanici al tessuto polmonare. Ne è seguita una barotrauma — una grave lesione agli alveoli — e Daisy è stata intubata. È morta mentre era collegata a un ventilatore.
Poco prima del decesso, una coltura dell’espettorato ha rilevato la presenza di E. coli nei polmoni. Ma questo non era la causa della malattia — era la conseguenza prevista della distruzione del tessuto polmonare.
In conclusione, non esistono prove concrete che Daisy avesse il morbillo.
Il suo organismo è stato distrutto da una catena di interventi medici: soppressione dell’infiammazione da farmaci, disidratazione, traumi fisici ai polmoni e interferenze artificiali con i processi respiratori naturali.
Usare la sua morte per promuovere la vaccinazione contro il morbillo è un atto spudorato e cinico di manipolazione.
Continua sotto ⬇️
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