❇️ Tre doni per un mondo ferito
C’è una linea che non compare sulle mappe, eppure attraversa mari, montagne e Paesi con precisione inquietante.
È la Linea Sacra di San Michele, un filo invisibile che lega sette luoghi di culto, dall’Irlanda fino alla Terra Santa.
Santuari eretti in epoche diverse, lontani per secoli, eppure allineati come se obbedissero a un disegno superiore: Skellig Michael, in Irlanda; St Michael’s Mount in Cornovaglia (Inghilterra); Mont Saint Michel in Normandia (Francia); le due località italiane, la Sacra di San Michele in Val di Susa (Piemonte) e il monte Sant’Angelo nel Gargano (Puglia); l’isola di Symi nel Dodecaneso (Grecia) e, infine, il monastero di San Michele, ad Haifa (Alta Galilea) sul Monte Carmelo.
San Michele, l’arcangelo con la spada di fuoco, è il custode di questa traiettoria.
Guerriero celeste, protettore e giudice, da millenni incarna il coraggio contro le tenebre. Ma non serve essere credenti per restarne affascinati: la sua figura parla anche a chi cerca simboli universali, archetipi di forza e giustizia che attraversano tutte le culture.
E in un tempo segnato da conflitti che insanguinano il mondo, in particolare la Terra Santa, da Gaza al Medio Oriente, la festa che ricorre oggi dei tre Arcangeli, Michele, Gabriele e Raffaele, sembra richiamarci con più forza al bisogno di DIFESA, di PAROLA e di GUARIGIONE.
Tre doni di cui il mondo ha disperato bisogno.
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VB
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