❇️ Da maledizione a cura
L'Aspergillus flavus, meglio conosciuto come "il fungo maledetto”, è stato accusato in passato di aver contribuito alla morte di chi osò aprire sepolture antiche, da Tutankhamon alla tomba di Casimiro IV (negli anni '70, una dozzina di scienziati entrarono nel suo sepolcro in Polonia e nel giro di poche settimane, 10 di loro morirono; come negli anni ’20, dopo l’apertura della tomba di Tutankhamon, diverse morti ci furono tra gli archeologi).
Indagini successive hanno evidenziato che le spore gialle di questo fungo, capaci di restare dormienti per secoli, possono causare gravi infezioni polmonari, letali per le persone con un sistema immunitario compromesso. Tuttavia, di recente uno studio pubblicato su Nature Chemical Biology ha riportato alla ribalta questo fungo, questa volta non come causa di morte, quanto piuttosto come possibile cura per il cancro.
I ricercatori, infatti, hanno scoperto che produce una molecola capace di colpire le cellule tumorali, in particolare quelle leucemiche, con una precisione chirurgica.
"I funghi ci hanno dato la penicillina" - ha commentato Sherry Gao, Professoressa Associata di Ingegneria Chimica e Biomolecolare (CBE) e di Bioingegneria (BE) presso il Presidential Penn Compact e autrice senior dello studio - "ma questi risultati dimostrano che restano ancora molti altri farmaci derivati da prodotti naturali da scoprire. La natura ci ha donato questa incredibile farmacia, tocca a noi continuare a esplorare, scoprirne i segreti e imparare a utilizzare queste conoscenze per progettare soluzioni migliori per la salute".
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VB
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