❇️ Una speranza per la cura delle patologie neurodegenerative
Uno studio condotto dall'Istituto di Biochimica e Biologia Cellulare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli, in collaborazione con l'Università degli Studi di Napoli Federico II, ha messo in luce una funzione finora sconosciuta di DDX11, una proteina chiave per la salute del DNA umano che, secondo i ricercatori, potrebbe aprire la strada a nuove strategie per la cura di patologie genetiche rare, ad esempio la Warsaw Breakage Syndrome (che compromette lo sviluppo fisico e neurologico) e di gravi disturbi neurodegenerativi, come il Parkinson, l'Alzheimer e la SLA.
Il gruppo di lavoro, guidato dalla dottoressa Francesca M. Pisani, ha scoperto che la proteina in questione, non solo apre la doppia elica del DNA per permetterne la replicazione e la riparazione (cosa nota già da tempo), ma è attiva anche nel citoplasma "come spazzino" per regolare il riciclo dei rifiuti.
Dunque, è coinvolta nella regolazione dell'autofagia, un processo essenziale per la salute del sistema nervoso attraverso il quale vengono riciclati organelli e proteine danneggiati e non più funzionanti.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Autophagy.
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VB
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