❇️ Processo a Nestlé in Francia: discariche abusive e ombre sulle acque minerali
In Francia si è aperto un processo contro Nestlé Waters per la gestione di discariche abusive legate alla produzione di acqua minerale, in particolare nell’area di Vittel.
Al centro del caso ci sono enormi quantità di rifiuti plastici (centinaia di migliaia di metri cubi) accumulati nel tempo e accusati di aver contaminato suoli e falde con microplastiche.
Le discariche risalgono in parte agli anni ’60-’70, ma l’accusa sostiene che l’azienda non le abbia bonificate dopo aver acquisito i siti negli anni ’90.
La procura chiede una multa fino a 750mila euro e la messa in sicurezza delle aree contaminate. Nestlé, invece, respinge le accuse: sostiene di non aver gestito direttamente le discariche e di non essere stata a conoscenza della loro esistenza fino al 2014, oltre a negare prove certe di contaminazione.
Il procedimento si inserisce in uno scandalo più ampio che coinvolge il gruppo in Francia: negli ultimi anni, infatti, è emerso che alcune acque minerali vendute come “naturali” venivano in realtà trattate con metodi vietati per contrastare contaminazioni.
Le due vicende (discariche e trattamenti illegali) delineano, quindi, un quadro critico: da un lato possibili danni ambientali legati allo smaltimento dei rifiuti, dall’altro pratiche industriali opache sulla qualità dell’acqua.
Il processo in corso dovrà chiarire responsabilità, impatto reale sull’ambiente e eventuali omissioni nella gestione dei siti.
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VB
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