❇️ Se il denaro entra in ambulatorio, la fiducia esce dalla porta
Il 30 dicembre scorso, negli Stati Uniti, i Centers for Medicare & Medicaid Services hanno annunciato una svolta: stop agli incentivi economici ai medici legati alle percentuali di vaccinazione. Il che significa che le coperture vaccinali non saranno più utilizzate come parametro per premiare economicamente i professionisti sanitari.
Una decisione di grande rilievo (passata quasi sotto silenzio dalla stampa italiana) che - al di là delle posizioni personali - dovrebbe sollevare interrogativi trasversali:
- Se l’incentivo finanziario spinge i medici a raggiungere quote numeriche, dove resta lo spazio per il colloquio, per l’ascolto, per l’informazione completa al paziente?
- Può esistere un consenso davvero libero quando il denaro diventa una leva indiretta delle scelte sanitarie?
- Una campagna vaccinale è più efficace quando si fonda sulla fiducia e sulla persuasione, o quando è sostenuta da meccanismi economici?
- E fino a che punto gli indicatori contabili possono sostituire il giudizio clinico e la relazione di fiducia tra medico e famiglia?
In QUESTO ARTICOLO, il dottor Serravalle prende la svolta americana come punto di partenza per una riflessione più ampia e scomoda mostrando come e con quali strumenti vengono promossi i vaccini pediatrici in Italia, in particolare in alcune Regioni, come ad esempio la Toscana, dove meccanismi di rinforzo economico possono distorcere il processo decisionale clinico, dal momento che il pediatra rischia di essere spinto a inseguire soglie percentuali più che a investire tempo nel confronto con i genitori.
Una lettura che invita a distinguere tra salute pubblica ed "efficientismo sanitario", tra tutela dei cittadini e gestione amministrativa della medicina. Ed è proprio per questo che merita attenzione.
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VB
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