❇️ Chi vigila sulla vigilanza? Quando l’allarme arriva tardi, i pazienti pagano per primi
Nel tempo si è ampliato il fronte legale contro Ozempic, il farmaco a base di semaglutide inizialmente pensato per il diabete di tipo 2 e poi sempre più usato per perdere peso.
Come riportato da Reuters, centinaia di cause sono state accorpate in una corte federale della Pennsylvania: i pazienti hanno accusato Novo Nordisk di non aver segnalato con la necessaria chiarezza i rischi di effetti gastrointestinali gravi, in particolare gastroparesi e ostruzione intestinale. Le testimonianze raccolte nei dossier giudiziari descrivono vomito persistente, blocchi digestivi e lunghi ricoveri.
Ma il quadro, secondo altre inchieste giornalistiche internazionali, è più ampio.
Time parla di coaguli di sangue, mentre The Guardian informa di quasi 400 casi di pancreatite nel solo Regno Unito. Parallelamente, gruppi di ricerca come quello della Rutgers University stanno studiando il possibile legame tra semaglutide e perdita improvvisa della vista (NAION), un effetto definito molto raro, ma oggi sotto osservazione.
Da parte sua, Novo Nordisk sostiene che il farmaco rimane un valido strumento terapeutico, se usato correttamente, sarebbe stata l’enorme diffusione “off-label” per dimagrire a modificare l’intero scenario del rischio.
Tuttavia, la vicenda mette in luce due domande decisive che non riguardano solo questo caso:
- quando emergono nuovi segnali di allarme, con quale rapidità le aziende farmaceutiche devono aggiornare le avvertenze?
- e chi vigila su questo processo?
Quello farmaceutico è un settore in cui ogni ritardo informativo può avere un costo umano.
Di conseguenza la trasparenza non è un optional: è un dovere immediato.
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VB
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