❇️ Un amminoacido “fuori norma” che potrebbe cambiare la lotta ai tumori
Un team dell’Università di Ginevra e di Marburg ha scoperto che la D-cisteina, una forma “specchio” di un amminoacido naturale, può rallentare la crescita di alcuni tumori senza danneggiare le cellule sane.
Gli amminoacidi esistono in due versioni, L e D, identiche ma invertite, come le mani.
Il corpo umano usa solo la forma L; la D è rara e normalmente inattiva. Alcune cellule tumorali, però, possiedono un trasportatore che permette loro di assorbire la D-cisteina.
Una volta dentro, la molecola blocca un enzima mitocondriale, NFS1, essenziale per la produzione di strutture che garantiscono energia e stabilità genetica.
Così le cellule cancerose si indeboliscono e smettono di proliferare. Nei topi con tumore mammario aggressivo, ad esempio, la D-cisteina ha rallentato nettamente la crescita senza effetti collaterali rilevanti.
È un approccio ancora in fase sperimentale, serviranno studi clinici per verificarne l’efficacia sull’uomo, ma è potenzialmente rivoluzionario perché diversamente dalle terapie tradizionali, che colpiscono anche i tessuti sani, questa strategia punta a essere più selettiva e tollerabile: una specie di arma “intelligente” che sfrutta la vulnerabilità metabolica del tumore, invece di devastare l’intero organismo.
Resta da vedere se una via così diversa - e sicuramente meno redditizia rispetto alle terapie utilizzate attualmente - riuscirà a trovare spazio nel complesso mondo della ricerca oncologica.
In un settore dominato da enormi interessi economici, non necessariamente l’innovazione più utile è quella che poi arriva ai pazienti.
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VB
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