❇️ Sovradiagnosi nello screening: un rischio poco conosciuto
Non sempre anticipare la diagnosi significa ottenere un reale beneficio: nello screening mammografico, ad esempio, può accadere di individuare tumori al seno destinati a rimanere silenti per tutta la vita della donna, senza mai causare sintomi o problemi di salute. Si parla in questo caso di sovradiagnosi.
Uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine, basato sui dati di quasi 36.000 donne (82.677 mammografie, 718 diagnosi), ha stimato che circa il 15% dei casi — 1 su 7 — rientra in questa categoria.
Non è un’informazione da sottovalutare se si considera che, poi, alla sovradiagnosi consegue il sovratrattamento, cioè il trattamento delle lesioni sovra diagnosticate (con asportazione chirurgiche e/o con terapie radianti o chemioterapiche), quindi un danno significativo per le persone coinvolte. Senza considerare le complicanze psicologiche di ansia e angoscia per le dirette interessate e i loro familiari.
In Italia la mammografia è offerta gratuitamente alle donne 50-69 anni, con estensione in alcune Regioni a 45-49 anni (annuale) e 70-74 anni (biennale).
È necessario informare chiaramente le donne sui benefici, ma anche sui rischi, per garantire scelte consapevoli.
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VB
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