❇️ Neo-maccartismo in medicina: quando il dubbio diventa reato
Le nomine del Prof. Paolo Bellavite e del Dott. Eugenio Serravalle nel NITAG, l’organo tecnico consultivo sulle vaccinazioni, hanno provocato una serie di reazioni scomposte da parte di alcuni personaggi che hanno polemizzato attivandosi per mettere in atto tentativi di delegittimazione nei confronti dei due professionisti.
Un atteggiamento odioso e deprecabile che, tuttavia, non sorprende dopo quello che abbiamo visto accadere in questi ultimi anni con chiunque abbia espresso posizioni prudenti e motivate in tema di vaccini.
Con un comunicato la CMSi, Commissione Medico Scientifica indipendente, sottolinea invece che “in un momento in cui la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie e nella medicina in generale si è incrinata per molti motivi, la presenza in un organo istituzionale di professionisti con una diversa interpretazione delle prove disponibili può rappresentare un punto di svolta” e che “questa è un’occasione da non perdere, se saranno garantite le condizioni per operare in trasparenza e serenità, per dimostrare che si vuole rimettere al centro la salute e la scienza, senza censure, dogmi, approcci fideistici, ma alla ricerca continua delle prove più valide e forti, via via che si rendono disponibili.”
Cercare di zittire il dibattito scientifico etichettando come incompetenti o pericolosi quelli che osano dissentire non è solo scandaloso, è una patente per l’oscurantismo.
La scienza esige confronto. Fare della divergenza un reato morale o professionale è un passo verso l’abisso maccartista, dove il pensiero critico si trasforma in colpa.
A tal proposito merita lettura questo articolo del dott. Paolo Gulisano.
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VB
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