❇️ Urgenza di ridurre la presenza dell'arsenico nelle acque potabili
L’Arsenico è un cancerogeno certo di classe 1 e la sua presenza nelle acque potabili rappresenta un serio rischio per i cittadini, in particolare per quelli che vivono in diverse regioni italiane (ad esempio, Lazio, Toscana, Campania, Lombardia e Trentino-Alto Adige) che presentano aree interessate da questa problematica ambientale.
In realtà, negli ultimi decenni, grazie a crescenti evidenze scientifiche, i limiti normativi sono stati progressivamente ridotti da 50 μg/l agli attuali 10 μg/l; tuttavia, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, questa riduzione non è sufficiente: piuttosto, per garantire la massima protezione della salute pubblica, i livelli dovrebbero essere compresi tra 0 e 5 μg/l, con l’obiettivo ideale prossimo allo zero,
Un interessante articolo, pubblicato sulla Rivista del Centro Studi di Medicina “Civitas Hippocratica”, analizza l’impatto ambientale e sanitario dell’Arsenico in Italia, con particolare attenzione all’esposizione cronica a basse dosi, la quale può comportare rischi significativi anche a livelli entro i limiti di legge.
Nell'articolo (visionabile a pagina 40) si parla anche delle evidenze scientifiche e delle soluzioni attualmente disponibili per controllare l’esposizione, sottolineando l’urgenza di una revisione normativa.
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VB
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