❇️ Geranio africano: la sua radice blocca virus respiratori (e anche quello dell’Hiv)
Ci sono molti antichi rimedi naturali utili in caso di malattie da raffreddamento.
Tra questi il GERANIO AFRICANO, nome scientifico ‘pelargonium sidoides’, è prezioso ed efficace. È molto simile ai nostri gerani, ma cresce nelle regioni costiere del Sudafrica dove la sua radice è usata come rimedio tradizionale da molti secoli.
La sua fama in Europa è cominciata alla fine del XIX secolo per merito di un ufficiale dell’esercito inglese. Grazie ad uno sciamano zulu che gli aveva insegnato come fare la decozione delle radici, era guarito completamente dalla tubercolosi e, una volta tornato in Inghilterra, ne aveva testimoniato l’utilità.
Da allora il pelargonio è stato utilizzato con successo nelle infezioni acute e croniche delle alte e basse vie respiratorie in vari paesi d’oltralpe come, ad esempio, la Germania dove moltissimi prodotti naturali sono da sempre parte integrante della farmacopea ufficiale.
È disponibile in gocce, compresse e versione sciroppo per bambini e da qualche tempo lo si può trovare anche qui da noi in Italia (ho avuto modo di sperimentarne la rapida efficacia, preso subito all’esordio dell'influenza).
Le radici del pelargonium sidoides, dopo 3-4 anni di vita, sono ricche di sostanze attive alle quali l’indagine scientifica moderna ha riconosciuto una spiccata attività antivirale, antibatterica e fluidificante del muco. Il raffreddore comune, infatti, così come la bronchite e molte altre infezioni delle vie aeree superiori, in genere sono causate da virus (rinovirus, virus influenzali, virus respiratorio sinciziale, ecc..). Il pelargonio, appunto, inibisce la penetrazione del virus nella cellula e, qualora fosse già stata infettata, ne contrasta la replicazione.
Ecco spiegata l’utilità nel trattamento della bronchite, della tonsillofaringite e della rinosinusite: con il geranio africano diminuisce la sintomatologia di queste affezioni, si accorcia il decorso e si riducono le complicanze e le recidive.
Questa pianta, inoltre, è utile anche nell’ipotesi di eventuali infezioni batteriche associate perché è in grado di produrre sostanze tossiche per i batteri (come il monossido di azoto) e di attivare le cellule immunitarie e i meccanismi di difesa.
Una ricerca effettuata in Germania dall’Istituto Helmholtz Zentrum e pubblicata su Plos One ha evidenziato che la radice del Pelargonium sidoides potrebbe essere preziosa per inattivare il virus dell’Aids (nello specifico l’Hiv -1, il più diffuso). Da esperimenti in provetta, è riuscita ad impedire l’infezione, inattivando il virus e bloccando la sua riproduzione e diffusione nelle cellule del sangue e del sistema immunitario.
N.B.
Gli estratti di pelargonio hanno in genere una tollerabilità molto alta.
In alcuni casi (gravidanza e allattamento) è opportuno avere il parere del medico ed è bene riferire al dottore anche di eventuali farmaci assunti in contemporanea per escludere possibili interazioni (è da evitare ad esempio con gli anticoagulanti).
L’impiego è invece consentito tranquillamente per i bambini purché di età superiore ai 6 anni (ovviamente si deve sempre informare il pediatra).
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VB
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