TGViewer
Channel Public Channel
Evolutamente.it

Evolutamente.it

@evolutamente

Il canale Telegram di Evolutamente.it - Angelo Rossiello
Subscribers
7.3K
Photos
16.8K
Videos
1.7K
Links
18K
Recent Posts 19 shown
Post #37205 289
🦷 GLI EFFETTI DELLA LUCE IN BOCCA SONO IMMEDIATI E CUMULATIVI CON LE SEDUTE RIPETUTE. A QUESTO PUNTO, CHI TE LE FA PAGARE UNA ALLA VOLTA?

Il 24 agosto 2026 la rivista Brazilian Oral Research pubblica una revisione sulla fotobiomodulazione nella gestione delle lesioni orali (Koth et al., PMID 42659420, DOI 10.1590/1807-3107bor-2026.vol40suppl1059). Il perimetro è quello del dentista: neuralgia del trigemino, disordini temporo-mandibolari, sindrome della bocca bruciante, mucosite orale, iposalivazione, stomatite aftosa ricorrente, lichen planus, herpes labiale. La conclusione è netta: la fotobiomodulazione produce effetti antinfiammatori, analgesici e di riparazione dei tessuti, e questi effetti possono manifestarsi subito e poi accumularsi con le sedute ripetute. Onestà completa: gli autori ricordano che l'efficacia dipende dalla dosimetria e che servono ancora trial ben disegnati e protocolli standardizzati.

Qui da ingegnere c'è una sola parola che conta, ed è l'ultima della frase: ripetute. Se il beneficio si costruisce con la ripetizione, allora la ripetizione è l'ingrediente attivo. E la ripetizione è precisamente ciò che l'ambulatorio rende difficile: ogni seduta ha un prezzo, uno spostamento, una lista d'attesa. Una terapia che funziona col ritmo domanda di essere fatta spesso, comoda e senza appuntamento. Cioè: a casa.

È la ragione per cui esiste PROMETHEUS 3.0: https://shop.evolutamente.it/prodotto/prometheus-sbiancamento-dentale-e-alito-piu-fresco/

32 LED, 20 a luce blu e 12 a luce rossa, ricaricabile senza fili. La luce blu è quella dello sbiancamento dentale e della modulazione del microbiota orale: alito più fresco e un effetto sbiancante. La luce rossa è quella antinfiammatoria: salute delle gengive, riduzione della sensibilità dentale, stimolo alla rigenerazione dei tessuti. Il tutto in un gesto quotidiano, come lavarsi i denti.

E qui la frase che voglio farvi restare: il Prometheus è alla portata di tutti e le sedute le potete fare a casa, a vita. Costa come una visita, ma la seduta successiva non costa niente, e quella dopo nemmeno: diviso per una vita di sedute, il costo per seduta tende a zero. Nella logica cumulativa descritta dalla letteratura, questo non è un dettaglio: è il progetto.

Chiarimento per la trasparenza di sempre: il Prometheus non è un dispositivo medico e le patologie della bocca di cui parla la review si trattano col dentista o col medico, con i loro protocolli. Il Prometheus è la routine quotidiana di benessere orale: sbiancamento, alito, gengive, sindromi infiammatorie tutti i giorni, senza appuntamento.

📄 Fonte: Koth VS et al., "Photobiomodulation in the management of oral lesions: a targeted, evidence-based approach", Brazilian Oral Research, 24 agosto 2026 — PMID 42659420 — DOI 10.1590/1807-3107bor-2026.vol40suppl1059

Seguiteci sul nostro canale Telegram: https://t.me/evolutamente

#Fotobiomodulazione #SaluteOrale #Prometheus #Gengive #Sbiancamento #Luce
Lo Shop di Evolutamente.it Prometheus 3.0 – Fotobiomodulazione e Fototerapia Orale – Disinfezione UVC – Ricarica Wireless Fotobiomodulazione e fototerapia orale! Alito fresco e infiammazioni. Prevenzione delle carie e tanto, tanto altro!
  • ❤ 6
  • 👍 2
Post #37204 297
🏳️‍🌈 IL CHE GUEVARA DEI DEFICIENTI

L'immagine è ormai virale: due ragazzi si baciano davanti a una bandiera con il volto del Che. Il contesto, si capisce, è quello del festival: canne, "amore libero", il mito ribelle consumato come merce. Il problema è che il messaggio di Che Guevara era l'opposto esatto non "col cannocchiale", nemmeno col telescopio.

Il Che vero lo disse in inglese, al mondo, dal podio dell'ONU l'11 dicembre 1964: "Esecuzioni? Certamente, noi fuciliamo! E continueremo a fucilare finché sarà necessario". Il Che vero aveva diretto La Cabaña, la fortezza dove centinaia di oppositori passarono davanti al plotone con processi di pochi minuti. E il Che vero, teorico dell'"uomo nuovo", odiava proprio tutto ciò che quella bandiera oggi rappresenta: in "Socialismo e l'uomo a Cuba" (1965) scrisse che la rivoluzione non ha spazio per gli individualisti, per i bohémien, per i "lumpen". Il suo uomo nuovo era il militante asceta, disciplinato, votato al lavoro e al sacrificio: niente droga, niente vagabondaggio, niente parata individualista. Chi oggi si sballa sotto la sua effigie era esattamente il tipo umano che il suo regime rinchiudeva: nei campi UMAP (1965-68), accanto agli omosessuali, finivano i capelloni, i rockers, i "marginali", i devianti dal modello del lavoratore-soldato. Fidel Castro dovette scusarsi pubblicamente solo nel 2010: "La colpa è mia".

L'ironia è totale: i ragazzi della bandiera sono i figli spirituali non del Che, ma di Woodstock — e il Che li avrebbe fucilati o internati senza appeal, come fucilò e internò chi pensava diversamente da lui. Non è colpa loro se non lo sanno: è colpa di un'intera fabbrica culturale che ha trasformato un fucilatore in un poster da camera da letto, lavando la sua biografia nella stessa acqua con cui ha lavato il cervello a due generazioni. Il capitalismo, che il Che odiava, ha fatto del suo volto il prodotto più venduto della storia del merchandising: e i deficienti della bandiera lo comprano, lo sventolano e credono, così facendo, di essere rivoluzionari.

L'unica rivoluzione che quella bandiera ha compiuto è nel catalogo delle magliette.

🔗 UN Watch / Newsweek — Il discorso di Che Guevara all'ONU, 1964 🔗 El País — La verità sui campi UMAP di Cuba 🔗 Che Guevara, "Socialismo e l'uomo a Cuba" (1965)

#CheGuevara #Cuba #UMAP #Storia
Facebook UN Watch UN Watch cited in #NEWSWEEK: "The observance of Che Guevara’s life in recent years have raised the question of whether he should be revered or reviled. In 2013, the United Nations' UNESCO included...
  • 👏 6
  • 👍 2
  • 🤬 1
Post #37203 266
♟️ NEBBIA SUL NOBEL, SCACCO DI KASPAROV

Sul Nobel per la Pace a Navi Pillay è arrivato il commento più impietoso, e non viene dalla destra: viene da Garry Kasparov, l'ex campione del mondo di scacchi (definito da Carlsen il più grande giocatore della storia) che Putin ha messo in galera e che la democrazia liberale la difende per mestiere: "Magari l'anno prossimo daranno il Nobel per la Chimica a un costruttore di bombe di Hamas". Con la postilla: "Sì, lo so che il comitato della Pace è norvegese e separato dagli altri comitati svedesi!".

Quando anche il dissidente antirusso più famoso del pianeta legge nell'assegnazione un premio alla tesi, non alla pace, la diagnosi non è più ideologica: è tecnica. Oslo ha assegnato il riconoscimento alla giurista la cui commissione ha già emesso il verdetto che il comitato stesso dice non spettargli. Kasparov, che fuggì da un regime dove i tribunali decidevano prima dei processi, ha riconosciuto il meccanismo al primo sguardo, come fa per un sacrificio di alfiere finalizzato al matto.

La reazione? Insulti da entrambi gli schieramenti. Segno che aveva ragione anche stavolta: in Russia lo misero in prigione per le sue parole, qui si limitano a chiamarlo fascista. Il mondo libero impara in fretta.

🔗 Kasparov su X — "Maybe next year they'll give the Chemistry prize to a Hamas bomb maker"

#Nobel #Kasparov #Pillay #Geopolitica
X (formerly Twitter) Garry Kasparov (@Kasparov63) on X (Yes, I’m aware the Peace Prize committee in Norway is separate from the Swedish committees that award the other prizes!)
  • 👏 2
  • 😁 1
Post #37202 258
📱 LA VOCE CHE NON SI PUÒ SPEGNERE

C'è chi rimpiange i tempi in cui l'informazione era "seria": tre reti televisive, due giornali, un'opinione autorizzata per tutti. Tempi in cui se avevi un'idea diversa dalla narrazione dominante, il tuo unico pubblico era il tavolino del bar.

Oggi chiunque abbia qualcosa da dire lo può dire. Senza un editore che lo approvi, senza un partito che lo sponsorizzi, senza chiedere il permesso a nessuno o obbedire ad Ordini "professionali". Chi vuole divulgare idee, smentire la narrazione ufficiale, raccontare i fatti che le istituzioni preferirebbero ignorare, ha in tasca tutto quello che serviva: una tastiera, una connessione, e la libertà di pensare con la propria testa.

Non è un dettaglio tecnico, è una rivoluzione antropologica. Per tutta la storia dell'uomo la parola pubblica apparteneva a chi aveva il potere: il sacerdote, il signore, il giornale di regime. Oggi il monopolio è caduto, e non tornerà. Certo, il sistema ci prova ancora: algoritmi che seppelliscono, censura morbida, fact-check di parte. Ma è battaglia di retroguardia, perché chi vuole cercare la verità ora sa dove trovarla, e chi vuole dirla sa come diffonderla.

Lo strumento che doveva controllarci ci ha consegnato le chiavi della piazza. Sta a noi usarle.

#LibertàDiParola #Divulgazione #PensieroCritico
  • 👍 6
Post #37201 254
🎬 IL REPORTAGE A CEUTA E LA PROVA CHE I TEMPI SONO CAMBIATI

Gira da sabato, ripreso dai giornali spagnoli, un video girato da un residente: una troupe televisiva straniera sulla spiaggia La Ribera di Ceuta, due ragazzi migranti in posa davanti alla camera, una scena che secondo i testimoni è stata recitata più volte per la posizione migliore. Il video, ripreso dalla stampa spagnola, mostra anche il momento in cui uno della troupe agguanta chi riprendeva: il classico "non si filma" delusa che diventa maneggiare quando la verità non serve più al servizio del pubblico che paga. La fonte è una testata d'opposizione, la troupe non è stata identificata con certezza: prendetelo per ciò che è, un video che pone una domanda legittima e non ancora la risposta definitiva.

Ma ora viene il punto che nessuno considera, ed è quello che rende la storia un simbolo. Non c'era bisogno di alcuna messinscena per far passare una certa narrazione su Ceuta, perché la realtà del posto è da mesi più dura di qualunque sceneggiatura: il campo sulla spiaggia con migliaia di presenze, sgomberato dalla polizia a fine agosto; l'insediamento di El Guano che brucia cartoni; i residenti che nelle ultime settimane si sono organizzati per smontare da soli le baracche a playa Benítez; i minori non accompagnati che si contano a centinaia; e la polizia spagnola che ha appena chiesto a Frontex di intervenire. Tutto documentato, tutto ripreso, tutto vero. Quando una troupe arriva a Ceuta per cercare "la scena giusta", il problema non è solo l'eventuale finzione: è che con questa materia prima, la scena giusta la scegli tu prima ancora di accendere la camera. Il reportage non è mai neutro quando decide quale Ceuta mostrare.

E c'è la terza lezione, che è quella che vale per noi in Italia quanto per la Spagna: il monopolio della narrazione è finito. Venti anni fa una troupe straniera poteva montare il piano sequenza che voleva e nessuno l'avrebbe mai saputo. Oggi la prima persona che si alzia dal telo mare ha una telecamera in tasca più potente di quella dell'emittente, e prima che il regista dica "si gira" il filmino del residente ha già fatto il giro del mondo, controllo incrociato, e chiesto al pubblico: "conoscete questi?". Chi fa informazione oggi deve assumere un fatto nuovo: non esiste più il set senza testimoni, e ogni parola è ripresa da qualcuno che non è sul libro paga. È la fine di un mestiere fatto di inquadrature scelte in libertà; è l'inizio di un mestiere dove la versione del pubblico esiste prima di quella del regista.

La televisione ha smesso di essere un occhio solo quando tutti hanno imparato a tenerla d'occhio.

🔗 La Gaceta — Un medio alemán graba un reportaje teatralizado con dos menas en la playa de la Ribera de Ceuta 🔗 El Pueblo de Ceuta — La situazione sul campo e sugli insediamenti 🔗 Handelsblatt — Spanien bittet Frontex um Hilfe bei Migrationskrise in Ceuta

#Ceuta #Migranti #Informazione #Narrazione
X (formerly Twitter) LA GACETA (@gaceta_es) on X Un medio alemán graba un reportaje teatralizado con dos menas en la playa de la Ribera de Ceuta para blanquear la invasión Por Rubén Pulido (@rubnpulido) https://t.co/Pn1tYFVLaa
  • 👍 4
  • ❤ 1
Post #37200 416
🇪🇺 "TELEFONARE A ORBAN E CHIEDERGLI COME GLI È ANDATA": LA CONFESSIONE PIÙ SINCERA DELLA POLITICA EUROPEA

Merita essere riascoltato il minuto di televisione in cui un ex presidente del Consiglio e ex commissario europeo ha detto, senza interruzioni né imbarazzo, ciò che di solito l'Europa si guarda bene dal pronunciare. A "In Onda", sul riarmo, Gentiloni: "Escludo che l'Italia possa tirarsi indietro". Il grande obeso, Luca Telese, il "giornalista", gli risponde con una frase che in un paese normale sarebbe banale: "Si può tirarsi indietro perché siamo in democrazia, quindi non è che c'è un obbligo, un vincolo". Risposta di Gentiloni: "Escludo che lo possa fare. E comunque è molto complicato che un Paese vada frontalmente contro l'orientamento europeo. Molto complicato. Telefonare a Orban e chiedere come gli è andata".

Fermiamoci un attimo, perché qui non c'è niente da interpretare. Alla domanda "l'Italia può scegliere?", la risposta di chi l'Europa l'ha governata è: no. Il vincolo non sta in una legge scritta — sta nel fatto che chi dissente viene punito: fondi congelati a decine di miliardi, procedure d'infrazione, isolamento politico, pressione quotidiana fin dentro le urne. "Telefonare a Orban" non è un argomento: è un avvertimento col profumo di Mafia. Un esempio per educarne cento. Gentiloni non lo dice con rabbia, lo dice con la naturalezza dell'amministratore che descrive il funzionamento dell'impianto: in Europa la sovranità del voto è decorativa, conta l'orientamento, e l'orientamento si forma altrove.

Il paradossò è completo se si nota chi, nella scena, difende la democrazia: non il politico, ma il "giornalista". Il signore che pure vuole "rilanciare la federazione europea su difesa" e "aprire al debito comune" spiega senza battere ciglio che il proprio paese non può dire di no a mettere miliardi in armi — miliardi che, intanto, il rapporto Iriad ha già quantificato in cosa costeranno: welfare, pensioni e istruzione al macello per 83 miliardi di spesa militare nel 2035. Il governo ha chiesto 28 miliardi alla Commissione: metà finiranno in sicurezza, armi e guerra. Ma il punto non è nemmeno quanto: è che secondo l'ex commissario non si può nemmeno discutere se.

E c'è il finale che nessuno dei presenti ha colto. Orban, l'esempio da telefonare, dopo anni di congelamenti e assedio è rimasto vittima proprio di quella macchina: isolato, sanzionato, e infine sconfitto. Gentiloni lo cita come monito — "vedi che fine fa chi si oppone" — senza accorgersi che sta descrivendo un'Unione che punisce l'elettore per aver votato male, finché l'elettore, opportunamente istruito, non vota come conviene a Bruxelles. Se questa è la democrazia europea, Telese aveva torto a dirlo con aria di obiezione: aveva ragione. Il resto della trasmissione — Aprile compresa — è passato oltre, salvo poi chiedersi la sera stessa, in qualche salotto, perché mai la gente non li vota più.

Questa classe politica deve sparire. Non domani: alla velocità della luce.

🔗 Intermagazine — Gentiloni a In Onda: "L'Italia non può prendere il ruolo di Orban" 🔗 Il Fatto Quotidiano — Riarmo europeo: a rischio welfare, pensioni e istruzione (rapporto Iriad) 🔗 Avvenire — Gentiloni: "La Ue è finita sotto assedio. Apra al debito comune"

#Gentiloni #Riarmo #UE #Sovranità #Italia
intermagazine.eu ON AIR - Gentiloni: "Ucraina, l'Italia non può prendere il ruolo di Orban, crisi del debito? Enorme turbolenza ma non vedo al momento… Paolo Gentiloni, ex premier ed ex Commissario Ue agli affari economici e monetari, è intervenuto a 24 Mattino su Radio 24. Ecco le sue dichiarazioni: "Io credo che le opposizioni, in generale, dovrebbero mantenere una linea di sostegno all'Ucraina. Penso…
  • 🤬 8
  • 👏 1
Post #37199 560
La carta della metilazione.
Guardatela bene quando un coglione vi promette di risolvere il vostro problema "genetico" con una o tre pillole.
  • 👍 3
  • ❤ 2
Post #37198 563
Le cazzate fitte come la nebbia.
  • 👍 2
  • 🔥 2
  • ❤ 1
Post #37197 636
🦠 "INFETTA MOLTI, NE DANNEGGIA POCHI." IL BMJ SCRIVE LA RISPOSTA E NON LA LEGGE.

L'8 ottobre 2026 il British Medical Journal pubblica un editoriale su Helicobacter pylori (Katelaris, BMJ 2026;395:e100987, DOI 10.1136/bmj-2026-100987), in coda a una revisione clinica sulla gestione dell'infezione. Il quadro: il batterio causa la maggior parte delle ulcere peptiche e dei tumori dello stomaco, miliardi di persone lo portano, il rischio a vita di ulcera è del 15-20%, quello di tumore gastrico dell'1-2%, circa un milione di tumori l'anno. La trasmissione non è ancora chiarita, la resistenza agli antibiotici varia per regione, la cura è una corsa a combinare farmaci sempre nuovi.

E dentro l'editoriale c'è la frase che contiene tutto, scritta di passaggio come una premessa: "Come molti patogeni, l'Helicobacter pylori infetta molti ma ne danneggia relativamente pochi". Per un ingegnere questa non è una premessa: è il dato centrale. Se il batterio fosse la causa, i numeri sarebbero invertiti, e chi lo porta starebbe male quanto lo porta. La differenza tra i miliardi che lo ospitano in silenzio e i pochi che si ammalano non sta nel batterio, che è lo stesso per tutti: sta nel terreno. E il terreno, qui, ha un nome preciso che l'editoriale non pronuncia: l'acidità dello stomaco.

Lo stomaco è la prima barriera immunologica del corpo: un ambiente a pH attorno a 2 che sterilizza quasi tutto ciò che entra con il cibo. L'Helicobacter è l'eccezione, e sopravvive solo perché produce ureasi e si seppellisce nello strato di muco. Ma in uno stomaco con acidità corretta resta un ospite controllato. Quando l'acidità si abbassa, si chiama ipocloridria; quando scompare, acloridria. E in quel territorio aperto il batterio, che tutti abbiamo e che tutti potremmo avere, smette di essere un ospite.

La realtà è che la medicina non conosce l'ipocloridria e l'acloridria: non le cerca, non le misura, non le nomina. Pensa sempre al patogeno, mai al terreno che lo tiene a bada. Il risultato è sotto gli occhi dell'editoriale stesso: decenni di corsa agli antibiotici, resistenze crescenti, e un paragrafo dopo l'altro su batterio, farmaco, resistenza, senza una riga sulla barriera che decide se il batterio conta o no. Eradicare l'ospite in uno stomaco rimasto senza acido è potare il ramo e lasciare la radice.

Di questa storia ho scritto la serie più completa che esista, in cinque parti. Se volete capire perché bruciore, reflusso, anemia, gonfiore e infezioni ricorrenti possano avere tutte la stessa origine silenziosa, partite da qui:

1^ parte: https://www.evolutamente.it/ipocloridria-ed-acloridria-questi-sconosciuti-prima-parte/ 2^ parte: https://www.evolutamente.it/ipocloridria-acloridria-conseguenze-parte-seconda/ 3^ parte: https://www.evolutamente.it/ipocloridria-acloridria-parte-terza/ 4^ parte: https://www.evolutamente.it/ipocloridria-acloridria-parte-4/ 5^ parte: https://www.evolutamente.it/ipocloridria-acloridria-parte-5/

E per chi vuole il pezzo operativo: https://www.evolutamente.it/migliorare-la-produzione-di-acido-gastrico-migliora-la-digestione-e-la-salute-generale/

📄 Fonte: Katelaris P, "Helicobacter pylori: a global problem needing local solutions", BMJ 2026;395:e100987, 8 ottobre 2026 — https://www.bmj.com/content/395/bmj-2026-100987

Seguiteci sul nostro canale Telegram: https://t.me/evolutamente

#HelicobacterPylori #Ipocloridria #Acloridria #Stomaco #AcidoGastrico #Medicina
EvolutaMente.it IPOCLORIDRIA ED ACLORIDRIA. QUESTI SCONOSCIUTI... (prima parte) - EvolutaMente.it IPOCLORIDRIA ED ACLORIDRIA Dato l’enorme lavoro che c’è alle spalle ti chiediamo un piccolo contributo per favorire la diffusione di queste informazioni anche nel futuro, tra le altre cose senza scopi commerciali. L’editore. Uno dei problemi principali che…
  • ❤ 7
  • 👍 3
  • 💯 1
Post #37196 555
🐊 ALL'ALBA IL COCCODRILLO SPALANCA LE FAUCI VERSO IL SOLE. NOI SPALANCHIAMO IL FRIGORIFERO AL CHIUSO.

Se avete mai visto un coccodrillo fermo sulla riva all'alba con la bocca spalancata verso il sole che sorge, non stavate guardando una minaccia: stavate guardando la manutenzione di un motore. Il coccodrillo è a sangue variabile: di notte l'acqua lo tiene fresco, e la mattina il corpo va riportato alla temperatura operativa, perché senza calore non digerisce, non scatta, non combatte. Le fauci aperte sono il suo pannello solare: la mucosa della bocca è scura, umida e fittamente vascolarizzata, e il sangue che le passa attraverso si scalda coi raggi radenti dell'alba. La stessa bocca, nel pomeriggio, diventa un radiatore: aperta, respira e raffredda per evaporazione. Un'apertura, due macchine: riscaldamento la mattina, condizionatore il pomeriggio.

Cioè: un animale la cui linea naviga da quando al mondo c'erano i dinosauri, e che i dinosauri non ha mai visto estinguersi, comincia ogni giornata caricandosi al sole prima ancora di muoversi. Prima il sole, poi il cibo.

E qui il punto che riguarda noi. Non siamo a sangue variabile, ma la luce per il nostro metabolismo è comunque un segnale, non scenografia. È misurato: Fleury e colleghi (Journal of Endocrinology, 2017, PMID 28154004) hanno mostrato che l'esposizione a raggi ultravioletti sotto la soglia dell'arrossamento riduce la disfunzione metabolica e la steatosi epatica in topi sovrappeso, tramite il rilascio di ossido nitrico, indipendentemente dalle calorie mangiate. Lo stesso gruppo nel 2020 (Diabetologia, PMID 31713010) ha confermato il ruolo dell'ossido nitrico e del tessuto adiposo bruno. Luce che tocca la pelle, metabolismo che risponde.

Il coccodrillo lo sa da sempre. Noi abbiamo disinstallato l'interruttore: sveglia al chiuso, colazione al chiuso, luce bianca sul soffitto, e poi ci chiediamo perché il motore non risponde. La regola del coccodrillo, tradotta per un primate che vive in casa: prima la luce vera del mattino, fuori dalla finestra, poi tutto il resto. Dieci minuti di sole radente valgono più di qualunque cosa tu metta nel piatto, prima di loro.

📄 Fonti: Fleury N et al., Journal of Endocrinology, 2017 — PMID 28154004; Dhamrait GK, Fleury N et al., Diabetologia, 2020 — PMID 31713010

Seguiteci sul nostro canale Telegram: https://t.me/evolutamente

#Coccodrillo #Luce #SoleDelMattino #Metabolismo #RitmoCircadiano #Natura
Telegram Evolutamente.it Il canale Telegram di Evolutamente.it - Angelo Rossiello
  • ❤ 3
  • 👍 3
Post #37195 512
🚵 QUINDICI ORE DOPO AVER VINTO IL LOMBARDIA, ERA AL VIA DI UNA GARA DI MOUNTAIN BIKE. PER DIVERTIMENTO.

Paul Seixas sabato ha vinto il Lombardia, uno dei cinque monumenti, la gara che di solito manda in crisi i migliori a ottobre. Domenica mattina, quindici ore dopo, era al via della Roc d'Azur, la gara di mountain bike più affollata d'Europa. Ha chiuso 64°, a 18 minuti dal vincitore Jordan Sarrou. E le sue parole valgono più del risultato: "Volevo divertirmi. Ho lasciato passare quelli che correvano, per non intralciarli. Ho aspettato Bruno e abbiamo fatto il percorso insieme, a un ritmo tranquillo. Non sono ancora costruito per la MTB, era per l'esperienza. Non volevo rischiare: finire con la clavicola rotta non sarebbe stato il massimo".

Il campione che il giorno dopo la vittoria della vita va a pedalare con i bikers, si fa superare, aspetta un amico e si diverte. Nessun contatore, nessuna metrica: solo un ragazzo che ama la bicicletta.

Qui c'è tutta la lezione di salute che serve: il movimento che dura una vita è quello che fai per gioia, non per il podio. Il podio è un effetto collaterale della passione, non il suo scopo. Seixas ha vinto il Lombardia proprio perché la bici, per lui, non è ancora diventata un lavoro che pesa.

Il miglior allenamento del mondo è quello che non ti accorgi di fare.

📄 Fonte: dichiarazioni di Paul Seixas, Roc d'Azur, 11 ottobre 2026 — https://x.com/lucxsronald/status/2109221320697254079

Seguiteci sul nostro canale Telegram: https://t.me/evolutamente

#PaulSeixas #Lombardia #Ciclismo #MountainBike #Passione #Movimento
X (formerly Twitter) Lukáš Ronald Lukács (@lucxsronald) on X Paul Seixas is insane and this just shows how big passion he has for cycling. Just a 15 hours after his monument win at Lombardia he started at MTB race Roc d’Azur. He finished 64th, 18 minutes …
  • ❤ 3
  • 👏 3
Post #37193 490
Oggi l'ASD TRIATHLON DI GIOIA TEAM ha raccolto 2 medaglie.
Secondo di categoria Antonucci a San Benedetto del Tronto.
Anche ad Ostia un ottimo terzo di categoria
  • 👍 3
Post #37192 557
🦴 LA CARTILAGINE NON HA VASI SANGUIGNI: SI NUTRE DI CARICHI. E CHI PEDALA, A PARITÀ DI FATICA, LA LASCIA A DIGIUNO.

C'è un mito che dura da decenni: l'impatto consuma le articolazioni, quindi meglio i movimenti "protettivi", meglio la bici, niente corsa se tieni al ginocchio. Il 28 settembre 2026 è uscito uno studio che misura nel sangue la risposta opposta: l'articolazione non è un ricambio da custodire, è un tessuto metabolicamente vivo, che parla quando lo carichi e tace quando non lo carichi.

I dati, prima dell'interpretazione. Demir e colleghi, European Journal of Applied Physiology, 28 settembre 2026 (PMID 42806071, DOI 10.1007/s00421-026-06453-w): 20 giovani sani, due sedute in giorni separati, 30 minuti di camminata e 30 minuti di bicicletta, prelievi prima, subito dopo, e a 30 e 60 minuti. Quattro marcatori circolanti legati alla cartilagine.

Risultati, uno per uno. La MMP-3, l'enzima che smonta la matrice della cartilagine, cioè il segnale catabolico, cala nel recupero con entrambe le modalità, ma dopo la camminata cala molto di più. Il COL2A1, il collagene di tipo II, quello della cartilagine, dopo la camminata sale e resta su fino a 60 minuti dopo; dopo la bicicletta, variazioni minime o non significative. La YKL-40, marcatore di attività dei condrociti, le cellule che mantengono la cartilagine, stesso copione: accesa dalla camminata, ferma dalla bici. La resistina sale con entrambe: quella è risposta generale all'esercizio, non del tessuto.

La lettura da ingegnere è una sola: stesso motore, due messaggi diversi. La bicicletta fa lavorare l'apparato cardiovascolare, ma il carico sull'articolazione è quasi nullo, e un tessuto che non riceve cicli di carico non riceve nemmeno il segnale di mantenere e rinnovare la propria struttura. Il meccanismo lo conosciamo dalla fisiologia: la cartilagine non ha vasi, viene nutrita dal liquido sinoviale che i carichi ciclici spingono dentro e fuori dalla matrice, come una pompa. Nessuna pompa, nessuna consegna.

Gli autori stessi precisano che questi marcatori circolanti non sono la prova diretta di ciò che accade dentro l'articolazione né degli effetti a lungo termine. È la prudenza giusta: il dato è un segnale, non una promessa. Ma la direzione del segnale è quella della fisiologia di un tessuto progettato per essere caricato: la camminata accende il ricambio, la bici lo spegne, a parità di fatica. E l'idea che "l'impatto rovina il ginocchio" va ribaltata: rovina il ginocchio il decennio di sedia, non il passo.

E c'è il paradosso che chiude il cerchio: quando arrivano i problemi di ginocchio, il consiglio medio è passare in bicicletta, per non caricare l'articolazione. Questo studio misura il rovescio: la bici è la modalità che i marcatori della cartilagine non riconoscono nemmeno. La terapia standard è la modalità del digiuno articolare.

E qui il Mitochondrial Training: la camminata batte già la bicicletta sul piano articolare; la corsa è la camminata con più cicli di carico al minuto, stessa pompa, più giri. È interpretazione, non dato dello studio, ma coerente con tutto ciò che sappiamo del corpo costruito per la locomozione. La bici resta uno strumento magnifico per il motore mitocondriale, e la uso anche io; ma il tessuto articolare parla la lingua dell'impatto. Chi vuole vivere a lungo con le proprie ginocchia non le mette sotto vetro: le fa lavorare, con carichi progressivi, per tutta la vita. Il motore si allena con la Zona 2, la cartilagine si allena con i passi.

Chi mi segue nel metodo lo sa già: il corpo non è un'automobile con i ricambi, è un sistema che si adatta a ciò che gli chiedi. Chiedigli di portarti a spasso, ogni giorno. A piedi.

📄 Fonte: Demir OB, Okuyan HM, Gökbel T, Dingirdan Gultekinler B., European Journal of Applied Physiology, 28 settembre 2026 — PMID 42806071 — DOI 10.1007/s00421-026-06453-w — https://link.springer.com/article/10.1007/s00421-026-06453-w

Seguiteci sul nostro canale Telegram: https://t.me/evolutamente

#Cartilagine #Corsa #Camminata #MitochondrialTraining #Articolazioni #Ginocchia
SpringerLink Acute circulating cartilage-related biomarker responses differ between walking and cycling in healthy young men European Journal of Applied Physiology - The acute effects of different exercise modalities on circulating biomarkers indirectly associated with cartilage-related processes remain incompletely...
  • 👍 7
  • 👏 3
  • ❤ 2
Post #37191 534
🐱 PIOMBO IN 99 PRODOTTI SU 100. E NELLA STESSA CIOTOLA C'È ANCHE L'ORMONE INDUSTRIALE.

Altro motivo per dare solo cibo vero anche alle vostre piccole bestiole. Vi spiego perché, coi numeri.

Il mese scorso vi ho raccontato cosa succede nella ciotola del gatto dal punto di vista della vitamina D: colecalciferolo industriale, la molecola del veleno per topi, obbligatorio per normativa in tutti gli alimenti completi, a dose standard, per 15-18 anni di vita (articolo sul blog, link in fondo). Dicevo che la capsula per il gatto era arrivata prima ancora che per noi. Aspettavo il resto del pacchetto, ed è arrivato.

Il 2 ottobre 2026 il Clean Label Project, ente americano indipendente che fa test di trasparenza sui prodotti, ha pubblicato il rapporto sul cibo per gatti: 100 prodotti tra i più venduti, 62 marchi, analizzati da un laboratorio indipendente accreditato per 122 contaminanti industriali e ambientali. Risultati standardizzati per apporto calorico, metodo dichiarato, tutto verificabile.

I numeri, uno per uno. Piombo rilevato nel 99% dei prodotti. Cadmio nel 96%. Arsenico nel 94%. Il glifosato cresce di circa il 40% per ogni ingrediente vegetale in più tra i primi dieci della lista. Lo ftalato DEHP è circa 5 volte più alto nelle lattine e nelle buste. Il pesce porta circa 18 volte più mercurio del resto (e nel pesce in scatola fino a 28 volte più degli altri umidi) e circa 2,5 volte più cadmio. Il secco, quello che sta nella ciotola tutto il giorno, contiene circa 3 volte più piombo dell'umido.

E c'è l'inganno dell'etichetta, che è poi lo stesso dei prodotti per umani: in più di un prodotto su tre il primo ingrediente dichiarato è carne o pesce, ma nella lista dei primi dieci prevalgono gli ingredienti vegetali. Il carnivoro obbligato mangia grano e soia col glifosato, con la carne in vetrina: vetrina appunto.

Attenzione, niente complottismo: come dice lo stesso rapporto, i metalli non vengono aggiunti apposta. Arrivano con le materie prime, dal suolo, dall'acqua, dal pesce, dalla lavorazione, dall'imballaggio. Il punto da ingegnere è un altro, ed è lo stesso della vitamina D: i limiti di sicurezza esistono una sostanza alla volta. La ciotola ne porta cento insieme, ogni giorno, per tutta la vita, e l'effetto cronico della miscela non è mai stato studiato da nessuno. È il buco di letteratura identico a quello dell'ormone addizionato per legge. E l'etichetta, che dovrebbe essere il contratto col consumatore, contiene il marketing: dei 122 contaminanti testati, non uno era scritto in etichetta.

E il dato che inchioda la difesa del "è inevitabile": l'85% dei prodotti a base di pollame rispettava lo standard di purezza dell'ente, contro il 25,7% dei prodotti a base di pesce. I metalli si possono tenere bassi scegliendo le fonti e controllando i fornitori. Quando un marchio non lo fa, è una scelta di costo, non di destino.

Il gatto qui è la sentinella, non il caso a parte: predatore obbligato, nutrito a vita col sistema industriale del cibo ultraprocessato. Quello che la ciotola fa a lui in quindici anni, lo stesso sistema lo fa a noi in ottanta, più lentamente, con le stesse materie prime e gli stessi contaminanti. La differenza è che il gatto non legge l'etichetta. Noi sì, e non serve a niente finché l'etichetta non misura.

Consigli pratici, da persona che legge i dati, non da veterinario: umido meglio del secco (tre volte meno piombo) (anche se il veterinario consiglia solo le crocchette di merda), pollame meglio del pesce (diciotto volte meno mercurio), lista ingredienti corta e senza vegetali in cima. E ogni volta che potete, cibo reale: la preda non ha glifosato. Né piombo. Né un'etichetta che promette e non misura.

LA DIETA BARF RISOLVE TUTTI I PROBLEMI.

📄 Fonte: Clean Label Project, "Cat Food Category Report", 2 ottobre 2026 — https://cleanlabelproject.org/cat-food-study/ 📄 Articolo correlato: https://www.evolutamente.it/vitamina-d-gatti-colecalciferolo-renale/

Seguiteci sul nostro canale Telegram: https://t.me/evolutamente

#Gatti #CiboVero #CiboPerGatti #Piombo #Glifosato #VitaminaD #SaluteAnimale
Clean Label Project Cat Food Study Independent testing of 100 cat food products from 62 brands found heavy metals in up to 99% of samples, plus mercury spikes in fish-based formulas. See the full findings.
  • 👍 5
  • ❤ 2
  • 💯 1
Post #37190 505
La diabesità è in calo negli USA per la prima volta negli ultimi decenni.
Secondo alcuni analisti il merito sarebbe dei peptidi GLP-1 che ormai assumono oltre 20 milioni di persone nel paese.
Io dico, speriamo non ci sarà l'epidemia di qualcos'altro dopo.
  • 👍 6
Post #37189 509
L'acido folico per tutti mi ricorda il vaccino che protegge te e gli altri.
  • 🤬 1
Post #37188 522
🍞 IL REGNO UNITO METTE L'ACIDO FOLICO NELLA FARINA DI TUTTI. "COSTA POCO E PREVIENE": L'ABBIAMO GIÀ VISTA.

I fatti, prima. Il governo britannico ha disposto che dal fine 2026 la farina di grano non integrale venga fortificata con acido folico (dichiarazione ministeriale DHSC/DEFRA del 18/11/2024, HLWS221). Obiettivo dichiarato: evitare circa 200 difetti del tubo neurale l'anno, ~20% dei casi.

Ora l'aritmetica da ingegnere, che è il cuore del problema. Quei 200 casi riguardano le prime settimane di gravidanza. La farina finisce nel pane di tutti: circa 68-69 milioni di persone (ONS, stima 2024) esposte ogni giorno, a vita, senza consenso e senza controllo della dose. Un caso evitato ogni ~340 mila abitanti, in cambio dell'esposizione quotidiana di tutti gli altri. "200 bambini valgono qualunque cosa": giusto. La domanda non è SE prevenire, ma COME. E la strada che funziona esiste.

Prima però, la molecola. L'acido folico è acido pteroylmonoglutammico: la forma ossidata di sintesi, che in natura non esiste. I folati veri sono le forme ridotte dentro il cibo: fegato, uova, verdure a foglia. Il copione è quello della vitamina D dalla lanolina e della melatonina di Merck e BASF: si prende un segnale che la natura consegna dentro un pacchetto, si isola il pezzo sintetico, il pezzo sostituisce il pacchetto. E la beffa è doppia: gli "esperti" delle mutazioni MTHFR dicono che col tuo gene l'acido folico non si converte e ti vendono il metilfolato. Lo stato ti mette nel pane la forma che non converti, il mercato ti vende l'altra forma sintetica a pagamento. Il cibo reale non lo vende nessuno: non ha margini.

Sul merito, i numeri promessi hanno un problema che la patologa Clare Craig segnala da settimane: i difetti del tubo neurale erano già in calo prima dell'acido folico, la causa è multifattoriale, e le serie storiche mescolano diagnosi prenatale e interruzioni. La riduzione promessa è una proiezione, non una misura.

I rischi di esporre tutti non sono teorici: l'acido folico non metabolizzato circola anche a basse dosi croniche, con la B12 bassa ne maschera il segnale mentre il danno neurologico avanza (Health Council olandese, 2000), e sul cancro l'effetto è duale: la carenza favorisce l'avvio, l'eccesso sembra accelerare le lesioni già avviate. Il dato più pulito arriva dalla Norvegia, paese non fortificato: pazienti trattati con acido folico e B12 hanno mostrato un'incidenza di cancro aumentata del 21% e maggiore mortalità (Ebbing et al., JAMA, 18/11/2009, PMID 19920236). Ed è andata nella direzione sbagliata.

La prevenzione mirata FUNZIONA, ed è scienza solida. Lo studio MRC del 1991 (Lancet, PMID 1677062) ha mostrato che 4 mg di acido folico prima del concepimento nelle donne con precedente gravidanza colpita riducono le ricorrenze del 72%. Molecola giusta, persona giusta, finestra giusta. Quello che nessuno ha mai dimostrato è che la stessa molecola di sintesi a tutta la popolazione, ogni giorno, per tutta la vita, faccia più bene che danno. Quello è il passaggio venduto senza prove, e il "costa poco" serve esattamente a coprirlo.

Chiudiamo il cerchio: "costa poco e previene" l'abbiamo già sentita da anni e il 3 ottobre, era la microsimulazione della vitamina D contro il diabete, "fa risparmiare perché previene", caduta al primo PMID (articolo sul blog, fonti citate). Quando l'argomento è economico e l'esposizione è di massa, la verifica minima è misurare prima e dopo su tutta la popolazione. Non è prevista dal decreto. Il "poco costo" è per chi somministra; il costo intero lo pagano, senza saperlo, 68 milioni di persone che non avevano chiesto niente.

TANTO IO IL PANE NON LO MANGIO.

📄 Fonti: HLWS221 (18/11/2024, UK Parliament); BDA "Folic acid fortification in the UK" (2024); Ebbing M et al., JAMA 2009;302(19):2119-2126 (PMID 19920236); MRC Vitamin Study, Lancet 1991;338:131-137 (PMID 1677062); Clare Craig, @ClareCraigPath su X (ottobre 2026).

Seguiteci sul nostro canale Telegram: https://t.me/evolutamente

#AcidoFolico #Folati #Fortificazione #VitaminaD #ConflittoDiInteressi #Nutrizione
Telegram Evolutamente.it Il canale Telegram di Evolutamente.it - Angelo Rossiello
  • 👍 8
Post #37187 569
💣 LO ZUCCHERO PAGÒ HARVARD PER INCOLPARE IL GRASSO. LO SAPPIAMO DAL 2016. E ADESSO DITEMI CHI FINANZIA IL TERRORE SUL SOLE.

Settembre 2016, JAMA Internal Medicine. Kearns, Schmidt e Glantz, Università della California San Francisco, pubblicano un'analisi storica dei documenti interni della Sugar Research Foundation. Non un'opinione: carte d'archivio.

Cosa dicono le carte, in fatti. Negli anni Cinquanta emergevano i primi segnali che lo zucchero (saccarosio) fosse un rischio per le malattie coronariche. Nel 1965 la Sugar Research Foundation sponsorizza la sua prima ricerca sul tema: una revisione della letteratura poi pubblicata sul New England Journal of Medicine. La fondazione ne stabilì l'obiettivo, contribuì con articoli da includere e ricevette le bozze. Il finanziamento e il ruolo dell'industria non furono dichiarati. La revisione indicò grassi e colesterolo come cause alimentari della malattia coronarica e minimizzò le prove sul saccarosio. Gli autori concludono che l'industria sponsorizzò un programma di ricerca negli anni Sessanta e Settanta che riuscì a mettere in dubbio i rischi dello zucchero, indicando nel grasso il colpevole.

Una rivista tra le più autorevoli al mondo, un ente finanziatore con un interesse commerciale, nessuna dichiarazione. Il verdetto è nei documenti.

Ora la domanda da ingegnere, che è tutta mia e te la lascio come ragionamento, non come dato: se un settore ha già dimostrato di poter plasmare per decenni ciò che i medici credono e le linee guida raccomandano senza dichiararsi, come si guarda al resto?

Il grasso demonizzato per mezzo secolo: scelta alimentare di massa costruita su una revisione finanziata da chi vendeva l'alternativa. Il colesterolo come nemico pubblico: ancora oggi si discute quanto il bersaglio fosse giusto. I "livelli" di riferimento: di vitamina D, di ferritina, di colesterolo, scritti da comitati che non sempre dichiarano chi li ha finanziati. E il sole.

Sul sole la storia è la stessa, rovesciata. Per decenni un messaggio unico: evitalo, copriti, proteggiti, sempre. Intanto la letteratura ci dice un'altra cosa: l'esposizione solare è associata a minor rischio di alcuni tumori e di sclerosi multipla (articoli del blog, fonti citate), l'esposizione mattutina protegge, la luce regola l'orologio circadiano e il metabolismo. E la capsula di vitamina D, che dovrebbe sostituire il sole, nei trial randomizzati di questi mesi ha alzato il numero senza spostare la clinica (serie 2026 sul blog, PMID in ogni articolo). Chi guadagna se la gente evita il sole e compra la molecola? La domanda non è un'accusa. È un metodo: quello della storia dello zucchero.

Il metodo è semplice e non richiede di credere a niente: chiedere sempre chi ha pagato lo studio, chi ha scritto la linea guida, chi vende la soluzione al problema che quella stessa linea guida ha definito. Lo zucchero ha insegnato che quando la risposta è "la stessa industria", la scienza di quegli anni va riletta. Sarà così anche altrove? Non lo so. Ma pretendere le carte, come hanno fatto Kearns, Schmidt e Glantz, è l'unico atteggiamento che questo canale riconosce.

Il paper è del 2016. Il sole, intanto, è ancora lì, gratis, e non ha un ufficio marketing.

📄 Fonte: Kearns CE, Schmidt LA, Glantz SA. "Sugar Industry and Coronary Heart Disease Research: A Historical Analysis of Internal Industry Documents". JAMA Internal Medicine, 2016;176(11):1680-1685. DOI: 10.1001/jamainternmed.2016.5394 (pubblicato online il 12 settembre 2016, corretto il 3 ottobre 2016).

Seguiteci sul canale Telegram: https://t.me/evolutamente

#Zucchero #ConflittoDiInteressi #Sole #VitaminaD #Colesterolo #Trasparenza
Telegram Evolutamente.it Il canale Telegram di Evolutamente.it - Angelo Rossiello
  • 👍 9
  • ❤ 1
Older posts →

About this channel

How can I read @evolutamente without a Telegram account?
TGViewer shows the public web preview Telegram publishes for Evolutamente.it: recent posts, photos, videos and the subscriber count, with no app, login or account.
How many subscribers does Evolutamente.it have?
Evolutamente.it (@evolutamente) has 7.3K subscribers on Telegram, refreshed roughly every 30 minutes.
Does Evolutamente.it know I viewed it here?
No. Public channel previews carry no viewer identity, and TGViewer has no accounts or tracking of what you look up.
Threads Profile ViewerView any public Threads profile without an account.Open ThreadLook →Writing with AI? Make it sound human.Metric37 rewrites AI drafts so they read naturally. Free AI detector, 1,500 words free.Try Metric37 →