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Come Don Chisciotte PIU' SALUTE di Valentina Bennati

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Non c’è niente di più incontrollabile di una persona sana, consapevole e felice.
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❇️ La Svezia spegne gli schermi: imparare ha bisogno di lentezza
 
La Svezia, uno dei Paesi che più aveva creduto nella scuola digitale, sta facendo marcia indietro: meno tablet, meno schermi, più libri, quaderni e scrittura a mano.
La scelta nasce da un dato difficile da ignorare: negli ultimi anni le competenze di lettura, attenzione e apprendimento degli studenti sono peggiorate nei test internazionali.
 
Secondo lo psicoterapeuta Alberto Pellai, la Svezia sta facendo la cosa giusta.
Il digitale accelera, semplifica, gratifica subito, ma spesso lascia poco sedimentato dentro. Imparare, invece, richiede lentezza, fatica. Scrivere a mano, orientarsi in una pagina, sottolineare, attivano nel cervello percorsi più profondi rispetto allo scorrimento rapido sugli schermi.

Il punto non è la nostalgia della carta né il rifiuto del futuro. È chiedersi che tipo di esseri umani stiamo formando. Una scuola sempre più digitale rischia di creare menti costantemente connesse, ma meno capaci di concentrazione, immaginazione autonoma e pensiero critico. Perché sapere non è cliccare: è trasformare ciò che si incontra in esperienza interiore.
 
La lezione svedese apre allora una domanda che riguarda tutti: in una società ossessionata dalla velocità, siamo ancora capaci di difendere la lentezza della crescita?
Forse il vero progresso non è riempire ogni spazio di tecnologia, ma custodire ciò che rende umano l’apprendimento, ovvero attenzione, profondità, tempo.

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www.tgcom24.mediaset.it La Svezia torna a carta e penna. Pellai: "Il digitale a scuola ha impoverito i cervelli. L'esempio svedese sia da monito" La Svezia torna a libri, carta e penna dopo i risultati degli studenti nei test internazionali. Il commento dello psicoterapeuta Alberto Pellai
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❇️ Erbe di campo: riscoprire sapori antichi che fanno bene

In primavera
la natura offre spontaneamente alcune delle piante più preziose per il nostro benessere. Accanto alle classiche lattughe coltivate, è questo il momento ideale per riscoprire le erbe selvatiche commestibili come, ad esempio, tarassaco, ortica, cicoria, acetosella e pratolina, ricche di vitamine, minerali e sostanze amare utili per sostenere il fegato e stimolare il metabolismo dopo l’inverno.
 
Un tempo queste erbe erano parte della tradizione contadina, oggi invece rischiano di essere dimenticate. Eppure, stanno tornando d’attualità anche in città, dove sempre più mercati biologici, gruppi di acquisto e negozi naturali propongono erbe spontanee raccolte in modo controllato oppure coltivate senza trattamenti chimici.
 
Le erbe di campo possono trasformarsi in zuppe, frittate e tisane, ma il modo migliore per apprezzarne gusto e proprietà è consumarle crude in insalata, abbinate a olio extravergine d’oliva, limone, frutta secca o erbe aromatiche fresche. Il loro sapore intenso e leggermente amarognolo aiuta a riattivare digestione e depurazione naturale.
 
Chi desidera raccoglierle personalmente dovrebbe scegliere luoghi lontani dal traffico e dall’inquinamento, evitando sempre le piante che non conosce bene. Alcune specie commestibili, infatti, possono essere confuse con erbe tossiche.
Riscoprire le erbe spontanee significa non solo mangiare in modo più naturale e stagionale, ma anche recuperare un legame autentico con il territorio e con i ritmi della natura.

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❇️ Afte ricorrenti, un segnale da non sottovalutare

Le afte e il bruciore alla bocca
non andrebbero considerati solo un fastidio locale da “spegnere” con prodotti sintomatici. Spesso rappresentano un segnale che il corpo invia quando qualcosa è in squilibrio. Stress prolungato, abbassamento delle difese immunitarie, carenze nutrizionali, disturbi intestinali, alimentazione infiammatoria, stanchezza cronica o tensioni emotive possono riflettersi proprio nella mucosa orale, una delle zone più sensibili dell’organismo.
 
In una visione olistica il sintomo non è un nemico da zittire, ma un messaggio da ascoltare. Per questo è importante osservare il proprio stile di vita nel suo insieme: qualità del sonno, livello di stress, alimentazione, digestione, ritmi quotidiani ed equilibrio emotivo.
Anche piccoli cambiamenti concreti possono aiutare. Ad esempio, ridurre/abolire fumo, alcol, zuccheri raffinati, e cibi molto acidi, piccanti o ultra-processati può diminuire l’infiammazione. Aumentare l’apporto di vitamine del gruppo B, vitamina C e zinco attraverso l’alimentazione o un’integrazione mirata può sostenere la mucosa orale. Utile anche mantenere una buona idratazione e favorire il benessere intestinale con fermenti lattici e cibi freschi e di stagione.
Infine, è importante anche evitare traumi continui (per esempio spazzolamento troppo energico, apparecchi mal tollerati o dentifrici irritanti).
 
Tra i rimedi naturali più utilizzati per alleviare afte e bruciore orale ci sono risciacqui delicati con bicarbonato o malva, gel lenitivi a base di aloe vera, calendula e propoli, insieme a tecniche di rilassamento utili per ridurre il carico di stress che spesso favorisce le recidive.
Per un’azione locale mirata possono essere impiegati anche tintura madre di Plantago major o estratto analcolico di propoli oppure miele di timo, apprezzati per le proprietà lenitive e protettive sulle ulcere aftose. Tra le pratiche tradizionali segnalo, inoltre, l’“oil pulling”, tecnica della Medicina Ayurvedica che utilizza risciacqui con olio di sesamo biologico per sostenere l’equilibrio del cavo orale, favorire la guarigione delle mucose e aiutare a prevenire nuove infiammazioni.
 
Il corpo possiede una straordinaria capacità di riequilibrio, ma ha bisogno di essere sostenuto con ascolto, costanza e attenzione quotidiana.

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Ayurvedic Point Oil pulling, una nuova moda nata migliaia di anni fa Carmen Tosto - dr. Antonio Morandi Uno dei più recenti trend salutistici in voga negli ultimi tempi è la pratica chiamata Oil pulling Ovviamente...
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❇️ Dallari assolto: la giustizia restituisce verità a un medico delle cure domiciliari
 

Cinque anni di accuse, gogna mediatica e procedimenti disciplinari. Poi la sentenza del Tribunale di Ferrara: «assolto perché il fatto non sussiste».
Il dottor Alberto Dallari, finito sotto processo per la morte di un paziente Covid poi deceduto in ospedale, è stato completamente scagionato. La vicenda, che per anni è stata usata come simbolo contro le cure domiciliari, si è chiusa con il riconoscimento giudiziario di un dato preciso: Dallari quel paziente lo aveva seguito, monitorato e curato. Resta il peso di una lunga campagna di delegittimazione personale e professionale, mentre oggi la verità processuale ribalta la narrazione costruita attorno al suo nome.
 
È una vicenda che dovrebbe imporre almeno una riflessione: negli anni della paura, troppi medici delle cure domiciliari – impegnati ogni giorno ad assistere pazienti direttamente nelle loro case, con umanità e senso di responsabilità – sono stati trasformati nel dibattito pubblico in bersagli ideologici prima ancora che i fatti venissero accertati. Eppure, molti di loro, lontano dalle telecamere e dalle polemiche, hanno continuato semplicemente a fare il proprio dovere: visitare, curare, rispondere al telefono giorno e notte, non lasciare soli i malati.
 
La piena assoluzione di Alberto Dallari non restituisce solo verità a un singolo medico, ma riconosce implicitamente il valore e la serietà professionale di chi, in quei mesi difficili, ha continuato a curare sul territorio.
E una sentenza così netta, arrivata dopo anni di fango, meriterebbe oggi lo stesso spazio, la stessa evidenza e la stessa forza con cui furono diffuse le accuse. Perché quando una persona viene assolta completamente dopo essere stata esposta alla pubblica gogna, non si chiude solo un processo, si ristabilisce una verità che nessun silenzio dovrebbe più oscurare.

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Associazione IppocrateOrg Caro Alberto Dallari : anche la giustizia dei tribunali ha finalmente riconosciuto la verità - Associazione IppocrateOrg La verità, anche quando viene seppellita sotto tonnellate di fango, torna sempre a galla. E torna a galla potente, come un vulcano sottomarino che emerge.
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❇️ La domanda più importante non è “perché?”
 
Ci sono momenti in cui la vita spezza all’improvviso tutte le nostre certezze: una perdita, una malattia, un disastro, una guerra.
Davanti al dolore nasce sempre la stessa domanda: “Perché?”.
Cerchiamo una spiegazione che renda l’assurdo più sopportabile. Ma ci sono ferite che non si lasciano spiegare. Le cose accadono e, a volte, non possiamo fare nulla per evitarlo.
 
È proprio lì che crolla l’illusione più grande: quella di avere il controllo del tempo, del destino, delle persone che amiamo.
E allora, forse, la domanda più importante non è più “Perché succede?”, ma “Come sto vivendo il tempo che mi è stato dato?”. Perché quando comprendiamo davvero quanto la vita sia fragile, cambiano anche le priorità. Ci accorgiamo di quanto tempo perdiamo dietro ciò che non conta e iniziamo a chiederci se stiamo amando abbastanza, se siamo davvero presenti, se stiamo vivendo o semplicemente lasciando passare i giorni.
 
La precarietà della vita può renderci più duri oppure più umani. Può insegnarci che il tempo non è infinito, che certe parole andrebbero dette prima, che alcuni abbracci non andrebbero rimandati.
E, forse, essere vivi significa proprio questo: smettere di attraversare i giorni distrattamente, dare valore alle piccole cose prima che diventino mancanze, imparare a perdonare, a fermarsi, ad esserci davvero per qualcuno.
Perché, alla fine, ciò che resta non è quanto siamo riusciti a controllare la vita, ma quanto amore siamo riusciti a mettere dentro il tempo che ci è stato dato.

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Post #1438 8.65K
❇️ Obbligo antitetanico e fine del monovalente: una questione che riguarda tutti

Il vaccino antitetanico monovalente (IMOVAX TETANO) sparirà dall’Italia entro il 2026. Non per ragioni di sicurezza, ma per scelte industriali e commerciali.

In un Paese dove la vaccinazione antitetanica resta obbligatoria per molte categorie di lavoratori, scompare così l’unico vaccino dedicato esclusivamente al tetano. Chi dovrà mettersi in regola sarà quindi indirizzato verso vaccini combinati che includono anche difterite e pertosse.

Il punto sollevato dal dottor Serravalle è difficile da ignorare: la salute pubblica non può ridursi a logiche di semplificazione industriale o di ottimizzazione del mercato. E il consenso informato rischia di perdere significato quando le alternative scompaiono.

L’articolo di AsSIS è da leggere perché apre una questione che va oltre il singolo vaccino: il rapporto tra obbligo sanitario, libertà terapeutica e potere decisionale delle aziende farmaceutiche.

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AsSIS - Associazione di Studi e Informazione sulla Salute Scompare l’antitetanica: la salute sacrificata alle logiche di mercato - AsSIS Non è un’indiscrezione, non è un complotto, è una manovra di mercato scritta nero su bianco, eseguita con la freddezza di chi considera i pazienti non come
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Post #1437 6.35K
❇️ Figli soli online: l’età digitale corre più veloce della loro capacità di difendersi

Nel 2025 la Polizia Postale ha trattato oltre 2.600 casi di pedopornografia online, con 224 arresti e centinaia di episodi di adescamento, sextortion e cyberbullismo.
Un fenomeno in crescita che oggi si alimenta anche attraverso strumenti sempre più sofisticati, compresa l’intelligenza artificiale.

Il punto è che molti ragazzi, a quell’età, non hanno ancora gli strumenti emotivi, cognitivi e relazionali per comprendere davvero i rischi del mondo digitale. Passano molte ore sui social, nelle chat e online, spesso senza un controllo adeguato, e possono così essere esposti a manipolazioni, ricatti, contenuti violenti o sessuali capaci di influenzare profondamente la loro crescita e il loro equilibrio emotivo.
L’intelligenza artificiale rende tutto ancora più insidioso: immagini false, identità costruite ad arte, conversazioni credibili e contenuti creati per ingannare diventano sempre più difficili da riconoscere.

Per questo il problema non è solo tecnologico, ma soprattutto educativo.
Lasciare un minore da solo davanti a uno smartphone significa spesso lasciarlo solo davanti a un mondo che non è ancora in grado di gestire.

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Il Tirreno Pedopornografia, Polizia postale: "2.623 casi online nel 2025, 224 arresti" Il Tirreno Nel 2025 la Polizia postale ha trattato 2.623 casi di pedopornografia online, con 224 arresti, 1.085 denunce e oltre mille perquisizioni. Sono inoltre quasi 2.900 i siti illegali oscurati. I dati emergono dal report diffuso in occasione della Giornata nazionale…
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❇️ Uova: il superfood che protegge il cervello (e non va temuto)

Le uova non sono un alimento “da limitare”: sono, al contrario, uno dei pilastri di un’alimentazione equilibrata. Una recente ricerca evidenzia il loro ruolo chiave nel supporto alla salute cerebrale, grazie alla presenza di nutrienti fondamentali come la colina, precursore dell’acetilcolina, indispensabile per memoria e comunicazione tra neuroni.

Non solo: le uova apportano luteina e zeaxantina, carotenoidi che si accumulano nel cervello e contribuiscono a migliorare le prestazioni cognitive e a contrastare lo stress ossidativo. A questo si aggiungono gli acidi grassi omega-3 e i fosfolipidi del tuorlo, essenziali per il corretto funzionamento dei recettori dei neurotrasmettitori.

I dati osservati su ampi gruppi di popolazione sono interessanti: consumare uova con regolarità è associato a una riduzione significativa del rischio di Alzheimer dopo i 65 anni. Anche quantità moderate mostrano benefici ma, secondo Joan Sabaté, professoressa presso la Loma Linda University School of Public Health e responsabile principale dello studio, "chi ne consuma almeno cinque a settimana presenta una riduzione del rischio fino al 27%".

Va quindi ridimensionata l’idea che “troppe uova facciano male”. Per la maggior parte delle persone sane, il problema non è l’eccesso, ma semmai la carenza.
La colina contenuta nelle uova è, tra l'altro, cruciale anche per la salute del fegato, favorendo il trasporto dei grassi e contrastando la steatosi epatica.

Alcuni suggerimenti pratici:

✅ Inserisci le uova nella dieta settimanale con regolarità, anche 1 al giorno, a meno di allergia alle uova (tra le più comuni, soprattutto nei bambini) o di specifiche controindicazioni mediche.
✅ Preferisci uova biologiche da galline allevate all’aperto (codice 0).
✅ Non eliminare il tuorlo: è la parte più ricca di nutrienti.
✅ Abbinale a verdure e grassi buoni per massimizzare l’assorbimento dei carotenoidi.
✅ Evita cotture eccessive: meglio morbide o alla coque per preservare le proprietà nutrizionali.

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❇️ Famiglia nel bosco e art. 403: il confine sottile tra tutela e controllo

Qualche giorno fa la Corte d’Appello dell’Aquila ha dichiarato improcedibile il ricorso dei genitori e, ad oggi, i tre figli della cosiddetta “famiglia nel bosco” restano in casa-famiglia, con la responsabilità genitoriale sospesa e una decisione definitiva ancora nelle mani del Tribunale per i minorenni.
È un caso che continua a dividere l’opinione pubblica, ma pone una domanda che va oltre il dibattito emotivo: quando lo Stato può davvero allontanare un figlio dalla sua famiglia?
A riguardo, è utile la lettura dell’analisi dell’Avv. Rosa Di Dato, che evidenzia come negli ultimi anni si sia registrato un ricorso sempre più ampio, talvolta controverso, all’articolo 403 del Codice Civile.

L’art. 403 c.c. è una norma rigorosa perché consente l’intervento immediato della pubblica autorità solo in presenza di un pericolo grave e attuale per il minore (abbandono, rischio concreto per la salute, danno fisico o psichico imminente). È una misura cautelare eccezionale, attivabile solo in emergenza, non uno strumento ordinario.
La domanda diventa, di conseguenza, inevitabile: da cosa dovevano essere protetti quei bambini? Se il pericolo non è chiaro e dimostrabile, l’intervento rischia di trasformarsi da tutela a forzatura ed è qui che l’analisi del legale apre un nodo delicato: l’applicazione di questo potere sta restando entro i limiti fissati dalla legge?

Un ulteriore passaggio dell’articolo dell’Avv. Di Dato che stimola la riflessione riguarda "un’asimmetria" del sistema: da un lato la difficoltà nel sostenere le famiglie in crisi, dall’altro risorse rilevanti per il collocamento dei minori in struttura.
È uno squilibrio che solleva interrogativi sui confini dell’intervento pubblico che rischia di non limitarsi ai soli casi di grave pregiudizio, ma di estendersi anche a contesti semplicemente distanti da modelli educativi più diffusi.

Il punto, allora, non riguarda più solo questo caso.
Riguarda una domanda più ampia: stiamo scivolando verso una società in cui i figli crescono meno dentro la famiglia e sempre più dentro un perimetro esterno di controllo?

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❇️ Quattro aggiunte semplici che cambiano la tua alimentazione

Se vuoi migliorare la qualità della tua alimentazione senza complicarti la vita, ci sono ingredienti piccoli ma strategici che fanno la differenza. Ad esempio, germe di grano, alghe, erbe aromatiche e aglio.
Entriamo nel concreto.

Germe di grano

È la parte più viva del chicco, ricca di nutrienti essenziali: vitamine del gruppo B, vitamina E, minerali e acidi grassi buoni. Aggiunto a yogurt, zuppe o verdure, dà un tocco di gusto e un supporto concreto a pelle, capelli e vitalità generale. Evitalo se sei celiaco/a.

Alghe
Piccole quantità bastano. Concentrano minerali e vitamine in modo difficilmente replicabile altrove e aiutano a “ripulire” l’organismo grazie alla loro capacità di legare alcune sostanze indesiderate. Usale sminuzzate in minestre o insalate: aumentano il valore nutrizionale e riducono il bisogno di sale. Attenzione solo in caso di problemi tiroidei per il contenuto di iodio.

Erbe aromatiche
Sono uno strumento eccezionale. Rosmarino, timo, salvia e simili stimolano la digestione e hanno un’azione protettiva sull’organismo. Usale fresche, a fine cottura: è lì che danno il meglio.

Aglio
Poco elegante forse, ma estremamente efficace. Sostiene il sistema cardiovascolare, ha proprietà antisettiche e aiuta a mantenere il sangue più fluido. Inserirlo con regolarità nella cucina quotidiana è una scelta semplice ma concreta.

In sintesi: non servono rivoluzioni, ma scelte intelligenti e costanti. Sono i dettagli a costruire, nel tempo, un’alimentazione che funziona davvero.

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❇️ Salute dei minori e scelte terapeutiche: a Siena il 2° incontro nazionale

Dopo il successo dell’appuntamento inaugurale di Milano, l’8 maggio Siena ospiterà la seconda tappa del ciclo nazionale di incontri “La Salute dei Bambini”, uno spazio di confronto sui temi della tutela della salute dei minori e della libertà di scelta in ambito terapeutico.

Esperti di diversi ambiti affronteranno temi attuali, dall’epigenetica alla prevenzione vaccinale, fino ai profili etici e giuridici legati ai diritti dei minori. La scelta di Siena non è casuale, infatti ci sarà spazio anche per un dibattito sul suo polo vaccinale e sulle possibili criticità.

Promosso da numerose realtà associative nazionali, l’evento si inserisce in un più ampio percorso di informazione e sensibilizzazione rivolto a famiglie e cittadini. L’ingresso è a offerta libera, con posti limitati: è richiesta la prenotazione (contatti nel volantino allegato).

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Post #1432 7.39K
Comunicato Stampa lancio il progetto Anslemi 2.0 (5).pdf965.5 KB
❇️ Sanità, presentato a Trevi il progetto “Anselmi 2.0”

Liste d’attesa e difficoltà di accesso alle cure restano tra le principali criticità del SSN. Anche da queste problematiche prende le mosse il progetto “Anselmi 2.0”, presentato a Trevi l’11 aprile scorso dal Comitato di Scopo (2CS) ) e illustrato dalla professoressa Laura Teodori nel corso di un incontro pubblico.

Il piano propone una riorganizzazione del sistema sanitario basata su maggiore autonomia dei medici, tutela dei dati sanitari e rafforzamento della personalizzazione delle cure.
I promotori contestano, inoltre, un modello sanitario eccessivamente basato su protocolli standardizzati, richiamando la necessità di un approccio di medicina di precisione centrato sull’unicità del paziente e sul ruolo del medico come garante della decisione clinica, anche nell’utilizzo delle tecnologie.

I contenuti del progetto saranno ora oggetto di confronto con istituzioni e operatori del settore.

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Post #1431 5.83K
❇️ Luce naturale e metabolismo: un fattore sottovalutato

Viviamo per la maggior parte del tempo al chiuso, esposti a luce artificiale.
Ma la luce naturale non è solo “sfondo”: è un vero regolatore del metabolismo.

Una recente ricerca su persone con diabete di tipo 2 mostra che l’esposizione alla luce diurna può migliorare glicemia e utilizzo dell’energia.
Un fattore semplice, spesso ignorato, che può incidere più di quanto si pensi sulla nostra salute quotidiana.

⬇️ ⬇️ ⬇️


https://comedonchisciotte.org/il-metabolismo-ha-bisogno-di-luce-sole-una-leva-sottovalutata-nel-diabete-di-tipo-2/

di Valentina Bennati

Uno studio recente piccolo, ma ben strutturato, su persone con diabete di tipo 2, ha osservato cosa accade quando si reintroduce semplicemente più luce naturale nella quotidianità ...

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Post #1430 5.43K
❇️ Non tutti i docenti sono maestri

L’insegnante deve insegnare. Per farlo serve una capacità empatica e comunicativa, la fascinazione. Se non apri il cuore, non apri nemmeno la testa delle persone. Gli insegnanti dovrebbero essere sottoposti a un test di personalità che valuti queste cose. Se uno non sa affascinare è meglio che cambi lavoro [...]

Educare vuol dire condurre qualcuno all’evoluzione, dall’impulso all’emozione, dall’emozione al sentimento. Un ragazzo che ha sentimento non brucia un migrante che dorme su una panchina, non picchia un disabile. Se queste cose accadono è perché la scuola non ha educato. Per educare bisogna avere a che fare con la soggettività degli studenti, che oggi è messa fuori gioco. Se è vero che al posto dei temi si fa la comprensione del testo scritto, si è spostata la valutazione dalla soggettività alla prestazione. A questo punto è chiaro che anche la scuola è serva del modello tecnico. I ragazzi non contano più come soggetti ma solo nelle loro prestazioni [...]

È più facile correggere una comprensione del testo scritta che un tema. La realtà è che siamo passati da una scuola umanistica a un’educazione anglosassone, perdendo un’infinità di valori della prima. La scuola anglosassone è empirismo, pragmatismo, valutazione oggettiva [...]

Se uno non sa affascinare, comunicare, non può fare il maestro, il professore. Lo dice Platone: si impara per imitazione. Io aggiungerei anche per plagio. Preferisco un docente che plagia i ragazzi che uno che li demotiva. Direi loro che il ruolo va abolito.

Se uno non funziona lo sanno tutti ma non si può far nulla, perché è di ruolo. Che cos’è questa parola? Nessuno è di ruolo nella vita. Se un docente non è all’altezza va messo fuori gioco. Perché se si licenziano operai là dove si producono oggetti non lo si fa dove si formano le persone?"


* * *

Queste riflessioni di Umberto Galimberti, emerse in diverse interviste e conferenze degli ultimi anni, dicono una cosa semplice: i buoni maestri fanno la differenza.
E il punto è questo: i buoni maestri non coincidono sempre con chi ha il ruolo. Per questo vanno riconosciuti e cercati. Perché quando mancano, al loro posto c’è il vuoto oppure qualcosa di peggio.

Un buon maestro non semplifica tutto. Obbliga a pensare, anche quando è difficile. Non cerca consenso, ma chiarezza. Insegna a distinguere, a prendere posizione, a reggere il dubbio senza scappare.
E, soprattutto, cerca ogni volta la chiave giusta per aprire la mente di chi ha davanti, tenendo conto delle differenze: perché non esiste un modo unico per far capire le cose.

Il richiamo al “plagio”, probabilmente usato in senso provocatorio, resta però un punto critico dal mio punto di vista: un maestro non deve occupare la mente di chi impara, ma mettere nelle condizioni di usarla in autonomia.

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❇️ Il fattore invisibile che fa la differenza

Non basta chiedersi “che microbo è?”.
La domanda giusta è anche: “in che condizioni lo incontra il nostro corpo?”.
A parità di esposizione, infatti, non tutti sviluppano gli stessi sintomi. E non è un dettaglio.

Il decorso di un’infezione dipende anche dal “terreno”: l’equilibrio tra sistema immunitario, metabolismo e benessere psico-fisico.
Nella pratica quotidiana questo si traduce in fattori molto concreti:

- qualità del sonno,
- gestione dello stress,
- alimentazione equilibrata,
- attività fisica regolare,
- tempo di qualità all’aria aperta,
- limitata esposizione agli inquinanti,
- salute del microbiota.

Non si tratta di contrapporre microbo e organismo, ma di capire come interagiscono.
Ed è proprio su ciò che possiamo modulare ogni giorno che si gioca una parte importante della nostra capacità di reagire e recuperare.

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❇️ Vaccini mRNA e sa/mRNA: appello internazionale chiede verifiche urgenti e trasparenza

Un appello internazionale, firmato da medici, scienziati, operatori sanitari, giuristi e politici eletti di vari Paesi, chiede ai governi verifiche urgenti e trasparenti sui vaccini a mRNA e sa/mRNA.
In Italia l’iniziativa è promossa da AsSIS e CMSi, che sostengono la richiesta di una valutazione indipendente, pubblica e libera da conflitti di interesse.

Le richieste sono semplici e concrete:
– pubblicazione dei dati completi su sicurezza ed efficacia
– indagini indipendenti sui prodotti
– verifica su possibili contaminanti in alcuni lotti
– sospensione cautelativa fino a chiarimenti

QUI una sintesi scientifica che segnala questioni ancora aperte: differenze negli eventi avversi tra lotti, distribuzione nell’organismo delle nanoparticelle lipidiche e possibili effetti legati alla risposta immunitaria e alla presenza di DNA residuo.
Non è una presa di posizione ideologica, ma una richiesta di metodo: più dati, più controlli, più trasparenza.

Possono firmare solo:
Operatori sanitari → https://forms.gle/TYA3vwrq5j6caStk7
Giuristi → https://forms.gle/6726Ak2hT4QEhgxG9
Politici eletti → https://forms.gle/HxTkadJhjkjUVeQX8

Se non rientri nelle categorie, puoi comunque contribuire a diffondere queste informazioni. È fondamentale: chiedere chiarezza è un diritto, condividere una responsabilità.

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www.northgroup.info NORTH group is a coalition of engaged citizens from Northern Europe raising awareness about the potential harms posed by modified mRNA therapeutics.
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❇️ Citisina e metodi naturali: le strade per smettere di fumare

Smettere di fumare non è una questione di forza di volontà pura, ma di strategia. E soprattutto, non esiste un unico metodo valido per tutti.

Da un lato ci sono gli approcci farmacologici, come la citisina, una sostanza di origine naturale usata da decenni nei Paesi dell’Europa orientale e oggi disponibile anche in Italia all’interno di percorsi strutturati.
Agisce sui recettori della nicotina, riducendo il desiderio di fumare e i sintomi di astinenza. Il trattamento è breve e può aumentare in modo significativo le probabilità di successo, soprattutto nei fumatori più dipendenti o in chi ha già provato a smettere senza riuscirci.

Dall’altro lato ci sono gli approcci non farmacologici, che lavorano su abitudini, stress e meccanismi automatici. Tecniche come mindfulness e respirazione aiutano a gestire il desiderio forte di accendere una sigaretta; l’attività fisica riduce tensione e irrequietezza; la fitoterapia può sostenere sonno e umore; mentre interventi come agopuntura o supporto psicologico possono affiancare il percorso.
Ma il vero nodo è il cambiamento delle routine quotidiane: senza quello, le ricadute sono molto probabili.

La domanda chiave è: servono sempre i farmaci?
La risposta è no. In caso di dipendenza lieve o moderata, molte persone riescono a smettere anche senza. Ma quando la dipendenza è forte, o ci sono stati più tentativi falliti, un supporto farmacologico può essere valutabile. QUI ulteriori informazioni sulla CITISINA (principio attivo estratto dal Cytisus laburnum, pianta dai caratteristici fiori gialli simili al glicine) che di recente è diventata rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale.
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Geopop Come funziona la citisina e quanto è efficace il farmaco per smettere di fumare rimborsabile in Italia La citisina, inserita dall’OMS tra i farmaci essenziali, diventa rimborsabile dal SSN da marzo 2026. Aiuta a smettere di fumare nel 40-60% dei casi, ma richiede un percorso strutturato di 25 giorni, piano terapeutico e astinenza immediata dal fumo per evitare…
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❇️ Dai quello che sei (anche quando non vuoi)

Amare significa dare, sì. Ma dare cosa? Non ciò che voglio io, bensì ciò di cui l’altra persona ha bisogno in quel momento. E per capirlo bisogna saper ascoltare davvero, entrare nel suo stato d’animo. Altrimenti si rischia di offrire la cosa sbagliata: parole a chi ha bisogno di silenzio, soluzioni a chi ha bisogno solo di essere accolto.
E succede spesso. Più di quanto pensiamo.

Perché per cogliere davvero l’altro serve una condizione precisa: essere in contatto con se stessi.
Se sono centrato, vedo meglio, ascolto meglio, intuisco meglio.
Se invece sono distratto, di corsa, pieno di rumore dentro, non riesco a fermarmi. E senza presenza non c’è relazione. Senza relazione, non c’è amore.

L’amore, infatti, non è solo un’emozione. È qualcosa che prende forma nei gesti, anche piccoli: uno sguardo, una parola giusta, un silenzio rispettoso. Deve arrivare all’altro nel modo giusto, altrimenti resta intenzione.
E qui sta il punto: noi diamo sempre quello che siamo. Non solo quello che facciamo o diciamo, ma lo stato in cui ci troviamo. Se dentro c’è serenità, arriva. Se dentro c’è tensione o rancore, arriva anche quello, anche quando cerchiamo di mascherarlo.

Per questo amare davvero implica un lavoro su di sé. Conoscersi, accettarsi, fare spazio anche alle proprie parti più scomode e trasformarle.
Non è un percorso rapido né semplice, ma è inevitabile se si vogliono costruire relazioni autentiche. Forse è anche questo il senso più concreto dell’amare il prossimo come se stessi: il modo in cui stai con te stesso determina il modo in cui starai con gli altri.
Perché non puoi offrire stabilità, se dentro vacilli.

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❇️ La solitudine che non si vede

A Catanzaro una donna si è lanciata dal balcone con i figli: lei e due bambini sono morti, una terza figlia è grave. Una tragedia che ha spinto la città a fermarsi, proclamando il lutto cittadino, e che ha colpito profondamente tutti.

Qualcuno ha parlato di possibili fragilità psicologiche, come una depressione post partum.
Ma queste condizioni diventano devastanti soprattutto quando crescono nel vuoto.
Quando non intercettate, quando non ascoltate, quando restano chiuse dentro.

Ed è qui che emerge la contraddizione più dura del nostro tempo: viviamo iperconnessi, ma sempre più isolati.
I social danno l’illusione di una presenza continua, ma spesso sostituiscono, invece di affiancare, le relazioni vere. Mostrano vite perfette proprio mentre, dietro le quinte, nella vita reale, ci sono difficoltà quotidiane e possono aprirsi crepe profonde che nessuno vede.

La solitudine oggi non fa rumore, non si lascia riconoscere facilmente. E proprio per questo è pericolosa.
E forse è proprio lì che andrebbe spostato lo sguardo: non solo su ciò che è accaduto, ma su tutto quello che, attorno, non ha funzionato.
Perché la solitudine, più che una condizione individuale, sta diventando una struttura collettiva. E quando cresce, piano piano si porta via tutto il resto.

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quicosenza Tragedia a Catanzaro: 3 vite spezzate nel cuore della notte, proclamato il lutto cittadino Il dramma a Catanzaro: una madre si lancia dal balcone con i tre figli piccoli: morti la donna e due bambini, gravissima la primogenita di 6 anni
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Post #1424 7.77K
❇️ Cereali e legumi germogliati: più nutrienti, più disponibili

Negli ultimi anni ho osservato un interesse crescente verso cereali e legumi, soprattutto tra chi desidera un’alimentazione più naturale e vegetale. Sono, in effetti, alimenti preziosi: apportano proteine, fibre, minerali, vitamine e sostanze bioattive come polifenoli e GABA, utili per il benessere generale dell’organismo.

Detto questo, è importante sapere che nella loro forma secca contengono anche alcuni fattori antinutrizionali, come acido fitico, ossalati e inibitori enzimatici, che possono ridurre l’assorbimento dei nutrienti.
La germinazione è uno dei metodi più semplici e antichi per migliorarne la qualità. Quando il seme “si risveglia”, attiva i suoi enzimi naturali, riducendo le sostanze di disturbo e rendendo i nutrienti più disponibili e facilmente assimilabili.

Questo processo rende anche gli alimenti più digeribili e può aumentare la presenza di composti benefici associati a effetti positivi sul metabolismo, sulla regolazione della glicemia e sul sistema cardiovascolare.
In pratica, i cereali e i legumi germogliati diventano più “vivi”, più leggeri e sviluppano maggiori proprietà salutistiche.

Suggerimenti pratici:
- Metti in ammollo legumi e cereali integrali per 8–12 ore prima della germinazione
- Cambia l’acqua almeno una volta durante l’ammollo
- Prova a far germogliare lenticchie, ceci, orzo e grano saraceno (sono i migliori per iniziare): bastano un germinatore a più livelli (facile da trovare nei negozi di alimentazione naturale o anche online) e qualche giorno
- Versa l’acqua dall’alto ogni giorno, scenderà tra i vassoi. Elimina sempre quella in eccesso
- Quando sono pronti, integra i germogli in insalate, zuppe o piatti freddi per massimizzare i benefici
- Inizia con piccole quantità per abituare l’intestino, puoi conservare in frigo e consumare entro 3-4 giorni.

QUI una rassegna che mostra come la germinazione migliori valore nutrizionale, assorbimento e digeribilità di cereali e legumi, rendendoli più funzionali alla salute.

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