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Come Don Chisciotte PIU' SALUTE di Valentina Bennati

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Non c’è niente di più incontrollabile di una persona sana, consapevole e felice.
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❇️ Rigenerare il corpo: scienza, frequenze e nuove possibilità terapeutiche

E se la chiave per rigenerare il corpo fosse nell’informazione, più che nella materia? È da questa domanda che prende forma la visione di Carlo Ventura, medico, cardiologo, biologo molecolare, già professore ordinario all’Università di Bologna e tra i protagonisti di SpoletOlistica 2026, una tre giorni di confronto aperto tra professionisti sanitari, ricercatori e pubblico, in programma al Teatro Menotti di Spoleto dall’8 al 10 maggio.

Ventura propone un cambio di paradigma netto: la medicina rigenerativa non più solo come intervento farmacologico o chirurgico, ma come dialogo vibratorio tra cellule.
Una prospettiva sostenuta da oltre 150 pubblicazioni scientifiche, che mette al centro un’idea ancora poco esplorata ma sempre più discussa: le cellule non sono semplici ingranaggi biochimici, ma sistemi sensibili capaci di ricevere, elaborare e trasmettere informazioni.

Le sue ricerche indicano che ogni molecola del corpo vibra e comunica attraverso segnali meccanici, elettrici ed elettromagnetici. Vere e proprie “melodie cellulari” che potrebbero racchiudere il codice della rigenerazione dei tessuti.
Non si tratta di suggestioni, ma di una frontiera emergente della biologia: un linguaggio invisibile che, se compreso e modulato, potrebbe affiancare (e trasformare) le terapie tradizionali.

A Spoleto, però, non sarà solo la voce di Carlo Ventura a stimolare il dibattito.
SpoletOlistica 2026 offrirà tre giorni di incontri e conferenze a chi lavora nella salute, ma anche a chi vuole capire come stanno cambiando le idee di cura, benessere e prevenzione.
È proprio dal dialogo tra discipline, esperienze e punti di vista diversi che possono nascere le intuizioni più solide e le svolte inattese. Perché è nel confronto – non nelle certezze isolate – che la medicina, e il modo in cui pensiamo alla cura, possono davvero evolvere.

QUI alcune delle voci presenti.

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VB



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SpoletOlistica NDE-OBE Convegno Nazionale Clinica Scienza Spiritualità 🎓 RELATORI AUTOREVOLI: Medici, Anestesisti, Neuroscienziati, Esperti in Rianimazione, Infermieri, Psicologi, Scienziati e Ricercatori Spirituali 🔬 FOCUS SCIENTIFICO: Esperienze di Premorte e “Viaggi” Fuori dal Corpo 🗣️ TESTIMONIANZE SPECIALI ❓ DOMANDE E CONFRONTO…
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Post #1402 5.99K
❇️ Ascoltare il dolore per vivere meglio

Gli animali si fermano quando stanno male.
Noi, invece, abbiamo imparato a non fermarci mai. A continuare a funzionare, a sopprimere i segnali, a delegare l’ascolto a qualcun altro.

Ma cosa succederebbe se iniziassimo a prestare davvero attenzione al nostro corpo e al nostro dolore?
Se smettessimo di zittirlo e provassimo a comprenderne il linguaggio?


Il dolore non è solo sofferenza.
È un segnale.
Ascoltalo. Capisciti. Agisci con consapevolezza.

⬇️ ⬇️ ⬇️

https://comedonchisciotte.org/il-dolore-non-ti-lascia-dove-sei/

di Valentina Bennati

Il dolore non ci lascia dove siamo. Ci costringe a prendere posizione. Non ci permette di restare fermi, distratti, passivi. Possiamo anestetizzarlo, certo ...

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Post #1401 11.2K
❇️ Il richiamo silenzioso: cogliere l'Assoluto

Siamo schiacciati da sotto e da sopra. Siamo sottomessi a miliardi d’influenze, la malvagità che ci attraversa è la somma tra il nostro demone interno e le forze del male che ci sovrastano.
Ma io credo che alla fine, a vincere, sarà il bene. Bisognerà che cresca la nostra capacità di cogliere l’Assoluto, al di là delle contingenze umane.

Viviamo in un mondo refrattario alla spiritualità, e del resto la strada verso lo spirito è così impervia...
Ma la mia esperienza di musicista mi insegna a non disperare: il pubblico non è omogeneo, non so mai se applaudono la gradevolezza delle mie canzoni o la spiritualità che me le ha ispirate. Ho la sensazione, però, che una parte del mio uditorio percepisca e condivida questa tensione, noto, a volte, un ascolto quasi religioso.

Nell’89 cantai in Vaticano, davanti a Giovanni Paolo II, e per l’emozione sbagliai le parole d’un brano. Attribuirono l’infortunio alla presenza papale.
In realtà, ad emozionarmi, fu la reazione del pubblico: migliaia di ragazzi, così coinvolti nelle mie stesse vibrazioni da mandarmi, emotivamente, nel pallone. E allora dico: c’è, nella gente, un bisogno di spiritualità del quale i più non sono ancora consapevoli. Aspettiamo che venga alla luce.


(Franco Battiato)

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❇️ Capperi: molto più di un semplice condimento

Da presenza discreta nei piatti della tradizione a protagonisti silenziosi della nutrizione: i capperi stanno guadagnando un’attenzione nuova, anche in ambito scientifico. Questi piccoli boccioli della Capparis spinosa, tipici del paesaggio mediterraneo, non sono solo un’esplosione di sapore, ma un concentrato di composti bioattivi.

Una interessante review li descrive come una fonte particolarmente ricca di flavonoidi, a partire dalla quercetina, nota per le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Accanto a questa, molecole come il kaempferolo e altri polifenoli contribuiscono a un’azione sinergica che può avere effetti positivi su infiammazione, metabolismo e salute cardiovascolare.

Il valore dei capperi, infatti, non sta in un singolo principio attivo, ma nella complessità del loro profilo fitochimico.
È proprio questa combinazione a renderli interessanti anche dal punto di vista nutraceutico, con possibili benefici sulla regolazione della glicemia e sullo stress ossidativo.

Insomma, i capperi non sono un semplice tocco di sapore, ma un ingrediente con un valore nutrizionale concreto. Inserirli nella dieta quotidiana significa arricchirla di molecole protettive senza appesantirla.
Consiglio per sfruttarne al meglio le proprietà: è preferibile scegliere capperi conservati sotto sale marino piuttosto che in salamoia. Basta un rapido risciacquo sotto acqua corrente per ridurre l’eccesso di sodio senza compromettere i composti benefici.

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PubMed Central (PMC) Caper (Capparis spinosa L.): An Updated Review on Its Phytochemistry, Nutritional Value, Traditional Uses, and Therapeutic Potential Caper (Capparis spinosa L.) is a perennial shrub of the family Capparaceae, endemic to circum-Mediterranean countries. Caper carries a renowned nutritional value, especially in terms of vitamins and antioxidants related to the occurrence of ...
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Post #1399 12.8K
❇️ Meningite: emergenza reale o percezione distorta?

Non è una malattia da sottovalutare. Ma nemmeno un’epidemia fuori controllo. In Europa si registrano ogni anno poche migliaia di casi su centinaia di milioni di persone, con un’incidenza molto bassa. E lo stesso Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie la definisce una patologia relativamente rara.

Eppure, il racconto pubblico in questi ultimi giorni segue un’altra logica: quella dell’allarme. E quando singoli episodi diventano “emergenze”, il problema non è più solo sanitario, ma informativo.
Dove finisce il dato e dove inizia la narrazione?
E, soprattutto, cosa rischiamo quando la percezione supera la realtà?

Come dico sempre, è fondamentale non limitarsi ai titoli o al racconto mediatico, ma approfondire con strumenti e fonti adeguate. Questa analisi del dottor Serravalle, pediatra di comprovata esperienza, rappresenta un punto di partenza solido per orientarsi tra dati e percezioni.

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AsSIS - Associazione di Studi e Informazione sulla Salute "ALLARME MENINGITE”? NO, ALLARME DISINFORMAZIONE - AsSIS C’è un focolaio localizzato in Inghilterra che diventa, per alcuni giornali, un’emergenza europea.
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Post #1398 8.91K
❇️ Primavera senza starnuti: utilità degli oli essenziali nelle allergie

Non tutte le soluzioni contro le allergie respiratorie sono farmacologiche. Sempre più ricerche esplorano strategie complementari per controllare i sintomi. Ad esempio, uno studio clinico randomizzato ha valutato l’efficacia dell’inalazione di oli essenziali in pazienti con rinite allergica persistente, mostrando un miglioramento significativo dei sintomi e della qualità della vita rispetto al gruppo di controllo.

I partecipanti hanno inalato per circa 5 minuti, due volte al giorno, una miscela di oli essenziali di legno di sandalo, incenso e ravensara diluita in olio di mandorle (0,2%). Il flaconcino veniva semplicemente posizionato vicino al viso, respirando normalmente. Risultato: benefici concreti su ostruzione nasale, rinocongiuntivite e affaticamento.

Questi dati aprono nuove prospettive per una gestione integrata delle allergie, particolarmente utile nei periodi critici come la primavera, quando i sintomi tendono a intensificarsi. Da un punto di vista naturopatico, però, non basta agire sui sintomi: è fondamentale considerare l’organismo nella sua interezza. Le reazioni allergiche segnalano che il sistema immunitario non funziona al meglio e che la naturale capacità di guarigione del corpo ha bisogno di supporto. I pollini non sono “i nemici”: comprendere cosa è successo nell’organismo permette di favorire la tolleranza naturale. Per questo, i trattamenti non dovrebbero limitarsi a interventi sintomatici, anche se naturali, ma mirare a riequilibrare e armonizzare il terreno organico.

N.B.
Scegliere sempre oli essenziali puri al 100%.

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Wiley Online Library Corrigendum to “Effect of Inhalation of Aromatherapy Oil on Patients with Perennial Allergic Rhinitis: A Randomized Controlled… Click on the article title to read more.
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❇️ Metodo Di Bella, nuove evidenze: possibile ruolo anche contro Alzheimer e Parkinson

Al webinar del 7 marzo, dedicato al tema “Il GH autocrino e ipofisario, nodo critico nel circuito tumorale e obiettivo strategico nella terapia oncologica”, di cui avevo dato notizia nei giorni scorsi, sono stati presentati dati provenienti da studi clinici, sperimentali, osservazionali ed epidemiologici che rafforzano il quadro scientifico a sostegno del Metodo Di Bella (MDB).
Le evidenze illustrate non solo confermano le proprietà antitumorali e antinfettive della multiterapia, ma aprono anche a possibili applicazioni in ambito neurologico.

In particolare, è emerso come alcune componenti del MDB possano esercitare un’azione protettiva sul sistema nervoso, con potenziali ricadute nella prevenzione e nel trattamento di patologie neurodegenerative in crescente diffusione, quali Alzheimer, Parkinson e declino cognitivo senile.

Su questi aspetti interviene il dottor Giuseppe Di Bella, che da anni prosegue il lavoro di raccolta e analisi dei dati clinici relativi alla terapia ideata dal padre, offrendo una sintesi articolata delle evidenze disponibili e delineando prospettive di ricerca e applicazione che meritano attenzione e approfondimento:

⬇️ ⬇️ ⬇️

https://comedonchisciotte.org/non-solo-tumori-come-il-metodo-di-bella-dice-addio-a-alzheimer-e-parkinson-proteggendo-il-sistema-nervoso/

di Giuseppe Di Bella

Revisionando la letteratura sui componenti della multiterapia biologica MDB, sono emersi dati scientifici, studi clinici, sperimentali, osservazionali ed epidemiologici ...

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Post #1396 6.66K
❇️ Mangiare sano non basta: come ridurre davvero i pesticidi a tavola

Chi mangia tanta frutta e verdura rischia di ritrovarsi con livelli più elevati di pesticidi nell’organismo. È quanto emerge da uno studio pubblicato sull’International Journal of Hygiene and Environmental Health che ha analizzato oltre 1.800 persone, confermando un legame diretto tra dieta e contaminazione interna. Tra gli alimenti più spesso associati a residui elevati figurano fragole, spinaci e peperoni.

Il problema, però, non è solo la singola sostanza, ma il cosiddetto “effetto cocktail” perché nella dieta quotidiana si assumono alla fine miscele di pesticidi, i cui effetti combinati sono ancora poco conosciuti. Un altro problema è che i sistemi di monitoraggio intercettano solo una parte dei composti realmente presenti, rendendo probabile una sottostima dell’esposizione.

Sia chiaro: frutta e verdura restano essenziali per la salute, ridurle sarebbe un errore. Piuttosto, va gestito il rischio. Quindi, come fare?
Lavare sotto acqua corrente è necessario ma non sufficiente. Un passaggio più efficace è l’ammollo in acqua e bicarbonato (un cucchiaino per litro) per circa 10 minuti, seguito da un risciacquo accurato. Strofinare o usare una spazzola aiuta a rimuovere i residui superficiali. Sbucciare può ridurre ulteriormente la presenza di pesticidi, ma comporta anche una perdita di fibre e nutrienti.

Va, inoltre, chiarito un limite: alcuni pesticidi sono sistemici, cioè penetrano nei tessuti del vegetale, e non possono essere eliminati con i lavaggi domestici.
E il biologico? Può aiutare a ridurre l’esposizione ai pesticidi, ma non è uno scudo totale. Anche i prodotti bio possono contenere tracce, per l’uso di sostanze consentite o per contaminazioni ambientali inevitabili.

Per questo la strategia più efficace non è affidarsi a una sola scelta, ma combinare più accorgimenti:
- lavare sempre con cura
- trattare correttamente gli alimenti e variare il più possibile la dieta, evitando di consumare sempre gli stessi prodotti più esposti
- quando possibile, scegliere biologico perché può contribuire a ridurre ulteriormente il carico complessivo.
In sintesi, non esiste il “cibo perfetto” né il rischio zero, ma esiste una gestione consapevole: meno automatismi e più attenzione a come e cosa si porta in tavola.

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Post #1395 8.3K
❇️ Dalla tradizione contadina alla dispensa: perché la malva resta utile oggi

Nella campagna toscana dove sono cresciuta, la malva era ovunque. Non la chiamavamo “pianta officinale”, era semplicemente quella che si raccoglieva al bisogno, quando c’era da calmare un’irritazione o preparare una tisana “che fa bene a tutto”.
Ed è proprio questo il punto: la malva è una di quelle piante umili ma incredibilmente utili da avere in casa. Funziona e lo fa su più fronti.

Il suo segreto sono le mucillagini, sostanze che creano una sorta di film protettivo naturale. Risultato: lenisce, idrata e protegge mucose e pelle, rendendola efficace per gola, intestino e piccole infiammazioni.
In pratica calma gola e tosse quando le mucose sono irritate, aiuta l’intestino in modo delicato, lenisce pelle e gengive in caso di arrossamenti ed è adatta anche alle persone più sensibili, proprio per la sua azione dolce.

C’è però un dettaglio fondamentale che spesso si ignora: le mucillagini sono molto delicate e si deteriorano facilmente con il calore eccessivo.
Questo significa che il modo di prepararla fa la differenza: meglio infusione in acqua tiepida o anche a freddo (lasciando la malva in acqua per alcune ore) oppure, se si vuole usare acqua calda, non deve mai arrivare a bollire. È una differenza pratica ma decisiva perché, se trattata male, la malva perde gran parte della sua efficacia.

La si può usare come infuso da bere (anche 3-4 tazze al giorno lontano dai pasti) o per impacchi locali. Ed è qui che torna l’idea semplice da cui tutto parte: non serve molto, basta averla a disposizione e usarla nel modo giusto.
Perché la malva non è una scoperta moderna. È una di quelle certezze silenziose della tradizione contadina: sempre pronta, sempre utile, spesso sottovalutata.

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❇️ Vaccini anti-Covid, gli effetti avversi al centro di un incontro a Massarosa

Negli ultimi anni il tema delle reazioni avverse e delle possibili conseguenze dei vaccini a mRNA è emerso con forza arrivando anche nelle sedi istituzionali con audizioni e testimonianze che non si possono più ignorare.
Mentre le autorità sanitarie continuano a indicare un profilo beneficio-rischio favorevole, sempre più medici, associazioni e pazienti chiedono attenzione su una casistica tuttora sottovalutata dalla maggior parte delle persone.

In questo contesto si inserisce l’incontro “Ciò di cui si tace”, in programma domenica 12 aprile al Teatro Vittoria Manzoni di Massarosa (LU).
Interverrà il dottor Maurizio Federico (ISS), insieme ai professionisti dello Studio Medico Libero di Lucca che porteranno la loro esperienza clinica.

Previsto uno spazio per le domande. Ingresso a offerta libera. Per info e prenotazioni: studiomedicoliberolucca@gmail.com
o i numeri in locandina.

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Post #1393 8.4K
❇️ Salmone: cosa sapere prima di metterlo nel carrello

Un recente servizio della trasmissione Falò della televisione pubblica della Svizzera italiana accende i riflettori su uno dei pesci più popolari sulle nostre tavole: il salmone. Considerato da molti un alimento sano e ricco di omega-3, il salmone è però oggi soprattutto un prodotto dell’acquacoltura intensiva. Gran parte del pesce che troviamo nei supermercati proviene, infatti, da grandi allevamenti in mare dove i salmoni sono concentrati in gabbie ad alta densità.

In queste condizioni aumentano parassiti e malattie e diventa necessario intervenire con mangimi molto energetici e trattamenti per sostenere la crescita e limitare le perdite.
Il risultato è un prodotto diverso dal salmone selvaggio: più grasso, con caratteristiche nutrizionali differenti e legato a un sistema produttivo industriale che solleva questioni anche etiche, oltre che di salute, viste le condizioni di allevamento e lo stress a cui i pesci sono sottoposti.

Un aspetto spesso ignorato è la stagionalità.
Anche il pesce ha le sue stagioni, legate ai cicli naturali e ai periodi di pesca.
Il salmone selvaggio, per esempio, si trova soprattutto tra fine primavera ed estate, mentre quello disponibile tutto l’anno è quasi sempre di allevamento. Lo stesso vale per molte specie mediterranee: acciughe e sardine sono migliori nei mesi caldi, lo sgombro in primavera e autunno, mentre orata e branzino sono più tipici dei mesi freddi.

Indicazione utile: se acquisti salmone, meglio sceglierlo selvaggio e non di allevamento, verificando l’origine in etichetta; ancora meglio è non consumarlo troppo spesso e variare le specie, puntando sul pesce locale e di stagione.
Dunque, meno salmone industriale e più varietà di pesce pescato nel periodo giusto. È una scelta che aiuta sia la salute sia una spesa davvero consapevole.

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Play RSI Salmone indigesto - Falò - Play RSI di Francoise Weilhammer, Marie-Laure Widmer Baggiolini Oggi non c’è molta differenza tra l’allevamento del salmone e quello intensivo di polli e maiali. Ciò implica un’alimentazione molto ricca a base di farina di pesce e una densità che può arrivare fino…
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Post #1392 12.5K
❇️ La cosa di cui ha più bisogno l'umanità in questo momento

Hai bisogno di più sapere?
È un maggior numero di informazioni che salverà il mondo, o computer più veloci, più analisi scientifiche o intellettuali?

Non è la saggezza la cosa di cui ha più bisogno l'umanità in questo momento?
Ma cos'è la saggezza e dove si trova?

La saggezza deriva dalla capacità di stare calmi.
Osserva e ascolta. Non serve altro.
Calma, osservazione e ascolto attivano l'intelligenza non concettuale dentro di te.
Lascia che la quiete guidi le tue parole e le tue azioni.


(Eckhart Tolle)

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Post #1391 13.7K
❇️ Nulla resta davvero dove lo lasciamo

Si pensa all’Artico e si immagina silenzio, ghiaccio, natura quasi intatta. Un luogo lontano da tutto.
E invece, a quanto pare, non è così. Nuove ricerche sulla neve e sui ghiacci delle Svalbard hanno trovato tracce di sostanze che fanno parte della nostra vita quotidiana: farmaci, composti usati nei cosmetici, residui legati alle plastiche. In alcuni casi compaiono persino in concentrazioni superiori a quelle di inquinanti “storici” come pesticidi e policlorobifenili.
La cosa più interessante è che da quelle parti non vengono prodotte. Arrivano da molto lontano, trasportate dalle correnti atmosferiche e poi catturate dalla neve, che funziona un po’ come una spugna. Il ghiaccio poi le conserva nel tempo, trasformandosi in una sorta di archivio chimico delle attività umane.

Non è l’ennesima storia catastrofista. È piuttosto un promemoria piuttosto concreto: ciò che produciamo e utilizziamo non resta mai davvero dove pensiamo. Le tracce delle nostre abitudini finiscono perfino nei luoghi che immaginiamo più isolati. Ed è proprio qui che questi studi diventano utili: non solo per segnalare un problema, ma per capire meglio quali sostanze circolano davvero nell’ambiente. Informazioni preziose per ripensare materiali, processi e prodotti prima che diventino contaminanti diffusi.

In fondo il punto è semplice. Il pianeta non ha zone “fuori sistema”. E forse la vera sfida è proprio questa: imparare a progettare quello che usiamo sapendo che, prima o poi, finirà da qualche altra parte. E che quel “qualche altra parte” non è mai davvero lontano: spesso è solo un passaggio intermedio prima di tornare a noi, magari attraverso l’acqua che beviamo o lungo la catena alimentare.
Perché ciò che disperdiamo nell’ambiente raramente scompare. Più spesso fa il giro e poi ritorna.

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❇️ Dopo il coma, Stramezzi parla: dalla medicina del Covid alla nuova sfida contro i tumori

Dopo giorni di apprensione, il dottor Andrea Stramezzi è tornato a casa. Ancora provato, ma in netto miglioramento.
E proprio poche ore dopo le dimissioni dal Policlinico di Milano ha deciso di parlare. Nell’intervista rilasciata ad Adalberto Gianuario su Byoblu, il medico racconta l’esperienza drammatica del coma e il ritorno alla vita, ringraziando per le tante preghiere e i messaggi ricevuti.

Ma il colloquio va oltre la sua vicenda personale.
Stramezzi torna a parlare di medicina e della strada che sta seguendo oggi: l’assistenza ai malati oncologici e la ricerca su nuovi approcci terapeutici. In particolare, approfondisce la terapia metabolica dei tumori, un approccio che punta a rafforzare il sistema immunitario e a togliere nutrimento alle cellule tumorali, intervenendo sui meccanismi metabolici che le alimentano.
Nel dialogo cita anche studi e ricerche che vanno in questa direzione e ribadisce un principio che ha guidato tutta la sua attività: il medico non deve smettere di cercare soluzioni quando i pazienti chiedono aiuto.

Un’intervista intensa, tra testimonianza personale e riflessione sulla medicina, che riporta al centro una figura che durante l’emergenza Covid ha scelto di restare accanto ai malati, curandoli nelle loro case, e che oggi continua a farlo con chi affronta le battaglie più difficili.
A lui l’augurio di una piena e rapida ripresa e di poter continuare il suo lavoro con la stessa dedizione e umanità che tanti pazienti gli riconoscono.

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ByoBlu “SONO USCITO DAL COMA E STO BENE, LE PREGHIERE SONO STATE ASCOLTATE” – ANDREA STRAMEZZI Iscriviti al canale Whatsapp di Byoblu Dopo cinque giorni di coma e un ricovero in terapia intensiva, il dottor Andrea Stramezzi è tornato a casa e sta bene. Suo figlio Pietro aveva dato la notizia dell’uscita dal coma sabato 7 marzo, da allora il medico…
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❇️ Troppo tempo davanti a pc e smartphone? 5 esercizi per salvare collo e schiena

Quante ore passi ogni giorno con lo sguardo sullo smartphone o davanti al computer? Quella che sembra una posizione innocua, mantenuta a lungo, può mettere sotto stress collo e schiena, causando tensioni muscolari, rigidità cervicale e dolori sempre più diffusi nella vita quotidiana.

Per ridurre questi rischi è fondamentale prestare attenzione alla postura: lo schermo dovrebbe trovarsi il più possibile all’altezza degli occhi, la schiena mantenuta diritta e le pause durante il lavoro o lo studio davanti al monitor dovrebbero essere frequenti perché brevi momenti di movimento aiutano a sciogliere le tensioni accumulate e a migliorare la mobilità della colonna.

Di seguito alcuni esercizi semplici, da eseguire a casa o in ufficio, utili per rilassare collo e schiena:

1. Rotazioni del collo
Seduti o in piedi, mantieni la schiena dritta. Ruota lentamente la testa verso destra, mantieni 5 secondi, poi a sinistra. Poi inclina il collo lateralmente verso la spalla destra e sinistra, sempre 5 secondi. Ripeti 5–6 volte. Aiuta a ridurre rigidità cervicale e tensione nelle spalle.

2. Scrollate di spalle
Seduti o in piedi, solleva entrambe le spalle verso le orecchie, mantieni 2 secondi e rilascia lentamente. Fai 10 ripetizioni. Poi prova a ruotare le spalle in avanti e indietro, 5 volte ciascuna direzione. Serve a rilassare trapezio e muscoli superiori della schiena e migliorare la postura.

3. Allungamento del torace
Porta le mani dietro la nuca o incrocia le dita dietro la schiena. Spingi i gomiti all’indietro e apri il petto, mantenendo la schiena dritta. Mantieni la posizione 15–20 secondi, ripeti 2–3 volte. Contrasta la postura a spalle chiuse e testa in avanti tipica dell’uso del computer e smartphone.

4. Inarcamento e distensione della schiena (da seduti)
Seduti sulla sedia con schiena dritta, poggia le mani sulle ginocchia. Inspira, spingi il petto in avanti e inarca la schiena. Espira, incurva la schiena e porta il mento verso il petto. Ripeti 5 volte. Mobilizza la colonna vertebrale e aiuta a prevenire rigidità lombare.

5. Stretching dei polsi e delle mani
Allunga un braccio in avanti con il palmo verso l’alto. Con l’altra mano, tira delicatamente le dita verso il basso. Mantieni 10–15 secondi per lato. Poi ruota il polso in cerchi lenti, 5 volte in ogni direzione. Utile a prevenire dolore e rigidità da digitazione prolungata.

Ricorda: integrare nella routine quotidiana brevi pause di movimento e mantenere una postura corretta sono piccoli accorgimenti che, nel tempo, possono fare una grande differenza per la salute della colonna vertebrale e per il benessere generale.

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❇️ Una famiglia divisa, bambini feriti: una storia che riguarda tutti noi

Ci sono vicende che non possono essere archiviate come semplice cronaca perché toccano qualcosa di molto più profondo: il rapporto tra lo Stato, la famiglia e i diritti dei bambini.
Il caso della cosiddetta “Famiglia nel Bosco” rientra tra queste.

Qui non stiamo parlando di maltrattamenti accertati o di violenze sui minori. Stiamo parlando di due genitori e di bambini che sono stati separati in nome di un giudizio di “non idoneità” legato soprattutto a uno stile di vita fuori dagli schemi. Una famiglia che ha scelto di vivere e di educare i propri figli in modo diverso da quello considerato ordinario.

Fino a che punto lo Stato può spingersi nel decidere cosa sia una famiglia “giusta”?
Perché, quando dei bambini vengono allontanati dai loro genitori, non si tratta mai di una misura neutra. È una frattura profonda. Non riguarda soltanto l’organizzazione della vita quotidiana, riguarda i legami affettivi, la sicurezza emotiva, l’equilibrio psicologico di figli che chiedono semplicemente di poter stare con mamma e papà.

La salute dei bambini non è solo fisica. È anche mentale ed emotiva. E chi ha dei figli o lavora con l’infanzia sa quanto una separazione forzata possa lasciare ferite profonde, soprattutto quando avviene in un clima di conflitto, di esposizione mediatica e di incertezza sul proprio futuro.

Per questo oggi due domande non possono essere eluse:
Chi riparerà il dolore di questi bambini?
Chi si assumerà la responsabilità delle conseguenze che decisioni così drastiche possono lasciare nella loro vita?

Non si tratta di ideologia. Si tratta di buon senso, di proporzionalità e soprattutto del principio fondamentale secondo cui l’interesse dei minori dovrebbe sempre essere la priorità assoluta.

Molti cittadini stanno chiedendo che si faccia chiarezza e che venga tutelato il diritto dei bambini a crescere, quando possibile, con i propri genitori. Se anche tu pensi che questa vicenda meriti attenzione, riflessione e una risposta concreta, puoi approfondire ed eventualmente sostenere queste DUE INIZIATIVE CIVICHE:

🟢 La petizione per chiedere al Ministro della Giustizia di intervenire a tutela della famiglia e del primato educativo dei genitori.

🟢 La petizione per chiedere che i bambini possano tornare tra le braccia della loro mamma e del loro papà.

Il silenzio, davanti a storie come questa, non è mai neutrale.

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RaiNews Bimbi nel bosco, ricorso dei legali contro il loro trasferimento e l'allontanamento della madre Battaglia legale nel vivo. L'istanza chiede la sospensiva dell'ordinanza del Tribunale per i minorenni dell'Aquila. Il ministero della Giustizia invia ispettori. I giudici abruzzesi: "Toni aggressivi, rispetto per le istituzioni chiamate a operare"
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❇️ Acne persistente: latte, glicemia e intestino tra le cause spesso ignorate

L’acne non è solo un problema da adolescenti. Sempre più spesso compare anche in età adulta e, quando diventa persistente, limitarsi a trattamenti locali raramente basta. Rimedi mirati sulla pelle (come leggere applicazioni di olio essenziale di lavanda miscelato con tea tree) possono aiutare a ridurre l’infiammazione, ma per ottenere risultati duraturi è necessario intervenire sulle cause profonde.

Negli ultimi anni la ricerca ha evidenziato diversi fattori metabolici e nutrizionali coinvolti. Tra questi spicca il legame tra acne e consumo di latte e latticini. Parallelamente è stata osservata una correlazione con l’aumento della resistenza insulinica: per questo molti esperti suggeriscono un’alimentazione a basso indice glicemico. Ridurre gli zuccheri rapidi e i picchi glicemici può contribuire ad abbassare i livelli di androgeni liberi e a diminuire la produzione di IGF-1 (Insulin Like Growth Factor 1), una molecola con azione proinfiammatoria coinvolta nei processi acneici.

Un ruolo sempre più discusso riguarda anche gli omega-3. Alcuni studi indicano che questi acidi grassi essenziali possono contribuire a modulare l’infiammazione cutanea e a migliorare l’equilibrio delle ghiandole sebacee, rendendoli un nutriente chiave nella gestione dell’acne.

Non meno importante è la salute dell’intestino. Alterazioni del microbiota intestinale e stati infiammatori cronici possono riflettersi sulla pelle: per questo il riequilibrio intestinale, attraverso dieta mirata e sostegno del microbiota, è considerato un tassello fondamentale.

Sul fronte dell’integrazione, sostanze come l’inositolo, utile per il metabolismo ormonale, e oligoelementi come manganese, rame, zinco e cromo possono facilitare il percorso.
In sintesi, la pelle spesso racconta ciò che accade dentro l’organismo: affrontare l’acne in modo efficace significa guardare oltre lo specchio e intervenire su alimentazione, infiammazione e equilibrio metabolico.

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❇️ Accendi il tuo fuoco: cosa ci insegna oggi Caterina da Siena

Se sarete quello che dovete essere,
metterete fuoco in tutta Italia.

(Santa Caterina da Siena)

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Ci sono parole che attraversano i secoli e continuano a parlare alla nostra vita, come quelle pronunciate da una donna straordinaria, Caterina, che visse nel XIV secolo, in un mondo dominato da uomini e dalle gerarchie ecclesiastiche.
Eppure, sebbene giovanissima, senza titoli, senza studi ufficiali e senza ruolo politico, riuscì a parlare con autorevolezza a papi e governanti perché aveva trovato qualcosa che nessuno poteva toglierle: la fedeltà alla propria coscienza. La sua forza non veniva dal potere. Veniva da una verità che sentiva forte in lei.

Caterina non cercava consenso a tutti i costi, cercava autenticità. Per lei “essere quello che si deve essere” significava vivere secondo la verità dell’anima e della propria vocazione. Non imitare gli altri, non piegarsi alla paura o al potere, ma diventare pienamente ciò che Dio ha pensato per ciascuno.
Quando una persona smette di imitare modelli imposti, di cercare l’approvazione altrui e inizia a vivere secondo ciò che sente giusto e vero, accade qualcosa di potente: la sua vita diventa una luce che accende anche gli altri e cambia l’ambiente attorno.
Il fuoco di cui parla Caterina, infatti, è proprio questo: non è distruzione, è fuoco che illumina e risveglia. È il fuoco della chiarezza, della coerenza, del coraggio contagioso.

Oggi questa frase risuona ancora più radicale perché viviamo in un tempo in cui è facile smarrirsi, tra aspettative sociali, modelli imposti, ritmi che logorano la salute e una continua pressione a dimostrare qualcosa. Diventare “quello che dobbiamo essere” oggi significa, allora, ascoltare la propria coscienza, prendersi cura della propria interiorità, scegliere ciò che nutre la vita invece di ciò che la svuota, avere il coraggio di cambiare direzione quando qualcosa non è più vero per noi.

Si può iniziare da una domanda semplice: “Sto vivendo la vita che nasce dalla mia verità, oppure quella che gli altri si aspettano da me?”
Ogni volta che qualcuno ha il coraggio di tornare a se stesso, nel mondo si accende una piccola luce. E quando le luci diventano molte, smettono di essere soltanto scintille. Diventano fuoco.

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❇️ GH e tumori: il webinar gratuito del 7 marzo aperto a medici e cittadini

Il 7 marzo si terrà un webinar gratuito con crediti ECM dedicato a un tema centrale e controverso dell’oncologia: il ruolo dell’ormone della crescita (GH) nel circuito tumorale e l’azione della somatostatina come suo antagonista fisiologico.

L’iniziativa, promossa dal team del Metodo Di Bella, punta ad approfondire basi scientifiche, dati documentati e implicazioni cliniche legate a quello che viene definito il “nodo critico” comune alle neoplasie.

L’iscrizione è gratuita e va effettuata tramite il portale Motus Animi, dove sono disponibili modalità di partecipazione, dettagli sui crediti ECM e tutte le informazioni utili. È possibile registrarsi anche come uditori.

È un’occasione di aggiornamento rivolta in particolare ai medici di famiglia, ma aperta a chiunque voglia capire meglio un argomento al centro della ricerca oncologica.

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Metodo di Bella Come fare l'ISCRIZIONE GRATUITA al Webinar del 7 marzo (con crediti ECM) Per iscriversi è necessario registrarsi sul portale di Motus Animi ( collegati quì ) Sul sito potrete trovare Modalità di Iscrizione , Crediti e dettagli …
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❇️ Non è morto: il Dottor Andrea Stramezzi combatte in rianimazione

Il dottor Andrea Stramezzi è ricoverato in condizioni critiche presso il Policlinico di Milano, dove si trova attualmente in terapia intensiva e in stato di coma. Nelle ultime ore si sono diffuse voci sulla sua presunta morte, ma al momento non esiste alcuna conferma ufficiale di decesso da parte dei familiari o delle autorità sanitarie.

Soccorso ieri sera tardi in fin di vita, resta riserbo sulle cause dell’accaduto. Il figlio e numerosi sostenitori hanno lanciato sui social un appello alla preghiera e alla vicinanza, chiedendo rispetto e prudenza nella diffusione delle notizie.

Medico chirurgo e odontoiatra, Stramezzi è diventato noto al grande pubblico per l’impegno profuso nelle terapie domiciliari durante gli anni del Covid e per le posizioni critiche verso la gestione sanitaria espresse più volte pubblicamente.

In queste ore difficili, mentre lotta tra la vita e la morte, il clima è quello dell’attesa silenziosa. E della speranza che possa riprendersi e tornare ai suoi affetti e al suo lavoro.

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