❇️ 5G: la Toscana avvia uno studio sul rischio tumori (che già rischia di non partire)
Nei giorni scorsi la Regione Toscana con una delibera ha affidato ad ARPAT (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana) e ARS (Agenzia Regionale di Sanità) l'esecuzione di uno studio biennale su sei città capoluogo (Firenze, Prato, Livorno, Pisa, Lucca e Arezzo) per capire le possibili implicazioni sulla salute del 5G.
In base a quanto stabilito lo studio dovrebbe cominciare nel 2025 e terminare a fine 2026 e avrebbe l'importante l'obiettivo di far luce sulla possibile associazione tra esposizione ai campi elettromagnetici da 5G e insorgenza di tumori infantili, leucemia, linfomi non-Hodgkin, tumori del sistema nervoso centrale e casi di aborto spontaneo.
A tal fine sono stati stanziati oltre 220 mila euro, ma chissà se la ricerca riuscirà effettivamente a prendere in via e ad arrivare in porto.
Infatti sono partite subito a raffica le critiche e il medico Roberto Burioni e il commissario dell' AGCOM Antonello Giacomelli sono scesi subito in campo a difendere strenuamente l'esposizione alle radiofrequenze dei campi elettromagnetici.
Infine, poche ore fa l’agenzia Dire ha fatto sapere che non tutta la giunta sarebbe d’accordo sull’iniziativa, tanto che l'assessore ai Servizi informativi e alla connettività della Toscana diffusa, Stefano Ciuoffo, avrebbe chiesto un ripensamento dopo aver votato a favore della delibera.
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VB
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