❇️ Etica, fondamento di una carriera rispettabile
I valori possono essere diversi da persona a persona e può succedere che non corrispondano sempre a quelli del proprio ambiente lavorativo; tuttavia l'onestà, in primis con se stessi, è un principio imprescindibile ...almeno così dovrebbe essere.
Non sempre lo è.
Chapeau, quindi, a Ole Saeter, attaccante norvegese del Rosenborg che ha rifiutato un'ottima offerta arrivata dal Maccabi Haifa, squadra che milita nel massimo campionato di Israele.
"Non rappresenterò un Paese che mette fine a vite innocenti. Nessuna somma di denaro può comprare i miei valori”, ha dichiarato determinato e sereno il norvegese, che ha proseguito: "Anche se mi offrissero 500 milioni, non li accetterei. Non voglio soldi macchiati di sangue sul mio conto in banca."
La notizia è circolata sul web, ma - al momento in cui scrivo - non mi risulta che sia stata data dalle grosse testate giornalistiche italiane.
Invece, torna in mente l'imbarazzante episodio di Sanremo, quando la conduttrice Mara Venier ha, prima interrotto, e poi preso pubblicamente le distanze, dalle dichiarazioni che il cantante Galhi aveva fatto sul palco dell'Ariston per dire stop al genocidio di Gaza (la Venier il giorno successivo, durante la puntata di Domenica In, era tornata sul fatto per ribadire la solidarietà a Israele e nell'occasione aveva anche letto con enfasi una lettera scritta dall'amministratore delegato Rai Roberto Sergio).
In un ambiente professionale sempre più competitivo e globalizzato, dove le pressioni per raggiungere risultati eccellenti sono forti tanto da oscurare spesso e volentieri la morale, è bello vedere che esistono ancora persone che, nelle scelte e nelle decisioni del contesto lavorativo, tengono in considerazione l'integrità e la responsabilità verso la propria coscienza.
È bene parlarne (soprattutto è bene far circolare questo tipo di informazioni il più possibile, a vantaggio delle nuove generazioni).
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VB
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