❇️ La vitamina D può prevenire la demenza
L'integrazione della vitamina D potrebbe essere particolarmente vantaggiosa per evitare il declino cognitivo secondo gli autori di uno studio pubblicato su Alzheimer's & Dementia: Diagnosis, Assessment & Disease Monitoring che è stato firmato dai ricercatori dell'Hotchkiss Brain Institute dell'Università di Calgary in Canada in collaborazione con i colleghi dell'Università di Exeter nel Regno Unito.
Gli autori di questo lavoro scientifico hanno valutato gli effetti della vitamina D sull'incidenza della demenza in 12.388 partecipanti e hanno visto che l'esposizione alla vitamina D è associata a un'incidenza di demenza inferiore del 40% rispetto a nessuna esposizione.
Inoltre hanno riscontrato che gli effetti della vitamina D sono significativamente maggiori nelle donne rispetto ai maschi, nelle persone senza deterioramento cognitivo rispetto a chi presenta già lievi segni e in chi non ha il gene APOEe4 (che è noto per essere associato a un rischio maggiore di Alzheimer).
Si stima che attualmente più di 50 milioni di persone in tutto il mondo convivano con la demenza e non ci sono farmaci in grado di arrestare o invertire la progressione della malattia.
La carenza di vitamina D, invece, è un fattore di rischio modificabile ed è bene considerarlo.
La fonte di gran lunga principale di approvvigionamento della vitamina D è la luce solare e la stagione estiva è sicuramente la più indicata per sintetizzarla. Durante i mesi più freddi chi si trova in stato di carenza dovrebbe integrarla. La vitamina D, tra l'altro, ha attività antimicrobica che favorisce una maggiore copertura verso tutti i microrganismi patogeni (batteri o virus che siano).
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VB
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