❇️ Il selenio protegge la funzione renale
Studi su animali hanno evidenziato che la carenza di selenio ha effetti diretti sul danno renale e che la sua integrazione può alleviare la nefrotossicità indotta da alcune sostanze (come nitrato di piombo) e da alcuni farmaci utilizzati in caso di cancro (ad esempio ciclofosfamide, cisplatino e streptozotocina).
Anche studi di popolazione hanno confermato l'effetto protettivo del selenio sulla funzione renale mostrando che i livelli plasmatici di selenio nei pazienti con malattia renale cronica non dializzati sono inferiori a quelli tipici delle persone sane.
Recentemente un lavoro condotto da più università cinesi ha approfondito in modo completo la relazione tra selenio e funzione renale apportando nuovi contributi interessanti.
Si tratta della prima ricerca fatta su adulti con ipertensione, una popolazione ad alto rischio di sviluppare malattia renale cronica, e ha evidenziato un'associazione inversa tra selenio plasmatico e rischio di declino delle funzioni renali. Gli stessi autori del lavoro scrivono che "se i risultati fossero confermati potrebbero avere importanti implicazioni cliniche e di salute pubblica".
Il SELENIO è un oligoelemento essenziale che svolge un ruolo cruciale nei processi antinfiammatori e antiossidanti.
Le noci brasiliane ne sono particolarmente ricche (ne bastano un paio per soddisfare il fabbisogno giornaliero), ma è presente in quantità diverse in numerosi altri alimenti: sgombro, tonno, salmone, pollo, tacchino, frattaglie, uova, quinoa e altri cereali, funghi shitake, semi di girasole e altra frutta oleosa. Invece la concentrazione di selenio nelle verdure è variabile a seconda della sua concentrazione nel terreno.
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VB
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