❇️ Conferma che il Parkinson inizia nell'intestino
Secondo diversi studiosi e ricercatori il Parkinson inizia nell'intestino, quindi molto lontano dal cervello, e comincerebbe anni prima rispetto alla diagnosi e ai primi segni motori.
Il Parkinson è indubbiamente una malattia multifattoriale, sintomi evidenti di questa patologia sono tremori incontrollabili, movimenti rallentati e la sensazione di avere i piedi incollati al suolo. Derivano dalla perdita di neuroni in una regione del cervello che aiuta a controllare il movimento, TUTTAVIA la malattia inizierebbe molto prima di questi sintomi, si sospetta infatti che la morte di questi neuroni avvenga solo in fase relativamente avanzate della patologia mentre, invece, segnali da parte del sistema nervoso enterico si presenterebbero anche vent'anni prima.
La stitichezza, ad esempio, è un possibile segnale, ed è stato visto che è presente in circa il 70% dei pazienti con malattia di Parkinson. Studi epidemiologici hanno sottolineato, inoltre, un ruolo dell'infiammazione intestinale nelle fasi iniziali della malattia di Parkinson, mentre alcuni ricercatori hanno evidenziato livelli aumentati di citochine pro infiammatorie nei pazienti con Parkinson mostrando che l'incidenza della malattia tra le persone con intestino infiammato è superiore del 28% rispetto ai controlli.
Una ulteriore conferma che l'intestino è coinvolto nella genesi di questa patologia neurodegenerativa è arrivata di recente dai ricercatori della Columbia University Inrving Medical Center che hanno evidenziato che ciò che innesca i cambiamenti gastrointestinali iniziali nel Parkinson potrebbe essere un attacco immunitario mal indirizzato.
Risultati importanti che sollevano la possibilità che il rilevamento precoce – e quindi l’interruzione – di una risposta immunitaria nell’intestino potrebbe prevenire un attacco successivo ai neuroni del cervello e fermare il Parkinson sul suo cammino.
La ricerca è stata pubblicata su Neuron.
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VB
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