❇️ La memoria dei polli
Una volta le galline trovarono la volpe in mezzo al sentiero. Aveva gli occhi chiusi, la coda non si muoveva. “È morta, è morta” gridarono le galline. "Facciamole il funerale”.
Difatti suonarono le campane a morto, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in fondo al prato. Fu un bellissimo funerale e i pulcini portavano i fiori.
Quando arrivarono vicino alla buca la volpe saltò fuori dalla cassa e mangiò tutte le galline. La notizia volò di pollaio in pollaio. Ne parlò perfino la radio, ma la volpe non se ne preoccupò.
Lasciò passare un po’ di tempo, cambiò paese, si sdraiò in mezzo al sentiero e chiuse gli occhi. Vennero le galline di quel paese e subito gridarono anche loro: “È morta, è morta! Facciamole il funerale”.
Suonarono le campane, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in mezzo al granoturco. Fu un bellissimo funerale e i pulcini cantavano che si sentivano fino in Francia.
Quando furono vicini alla buca, la volpe saltò fuori dalla cassa e mangiò tutto il corteo. La notizia volò di pollaio in pollaio e fece versare molte lacrime. Ne parlò anche la televisione, ma la volpe non si prese paura per nulla.
Essa sapeva che le galline hanno poca memoria e campò tutta la vita facendo la morta.
E chi farà come quelle galline vuol dire che non ha capito la storia.
* * *
Il funerale della volpe è una favola scritta dal grande Gianni Rodari per i più piccoli; è un racconto che, ricordo, mi colpì molto da bambina e che poi ho amato leggere a mio figlio perché, con linguaggio molto semplice, aiuta comprendere che la storia può ripetersi.
Sì, la storia può ripetersi, toccando a volte anche abissi inumani. Sta a noi ricordare e, di conseguenza, evitare che certe cose accadano di nuovo. La memoria, infatti, aiuta a riconoscere una situazione di pericolo, un déjà-vu a chilometri di distanza.
Almeno dovrebbe. Purtroppo molte volte non è così e ciò che è accaduto nel 2020-2022, in particolare, ce ne ha dato esempio.
Infatti, se ci si pensa bene, è assurdo: ogni 27 gennaio ricorre il Giorno della Memoria e tutti gli anni, da anni, siamo chiamati a commemorare le vittime dell'olocausto nazista, vittime di esperimenti sanitari e pratiche eugenetiche, vittime della discriminazione.
Eppure, come se la storia non avesse insegnato nulla, in nome di farmaci non adeguatamente sperimentati e velocemente messi in commercio, sono stati fomentati odio e divisione, si è ghettizzato.
In nome di questi cosiddetti “vaccini” le persone sono state ricattate, affamate, private dello stipendio. E molta gente, la stragrande maggioranza, ha giustificato tutto questo.
Come i polli, evidentemente, abbiamo memoria corta.
Invece dobbiamo non dimenticare e ricordare.
Dobbiamo imporci di essere vigili. Sempre.
Ricordare il male, ricordare la menzogna, ma anche ricordare il Bene.
La memoria è un dovere. Anche perché niente è superato e potranno sopraggiungere altri mali. E il male non è solo fuori, negli altri, nei sistemi politici o nei poteri sovranazionali, ma anche in ognuno di noi e va combattuto con coraggio e instancabile lotta interiore cercando, con le scelte di ogni giorno, di fare del nostro meglio per nutrire il Bene.
Come dice Gandalf ne Il Signore degli anelli di Tolkien: “Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo, il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare”.
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VB
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