❇️ Antibiotici fluorochinolonici: troppi eventi avversi, richiamo ad un uso limitato
Quando ci prescrivono o consigliano un medicinale ci affidiamo, convinti che sia dimostrata la sua utilità e sicurezza. Ma non sempre è così.
Ad esempio, gli antibiotici fluorochinolonici ad uso sistemico ed inalatorio (ciprofloxacina, delafloxacina, levofloxacina, lomefloxacina, moxifloxacina, norfloxacina, ofloxacina, pefloxacina, prulifloxacina, rufloxacina) sono stati associati a reazioni avverse gravi, invalidanti, di lunga durata e potenzialmente irreversibili: allucinazioni, psicosi, disturbi del sonno, disturbi dell'udito, della vista, del gusto e dell'olfatto, danni muscolo-scheletrici, neuropatie, tendiniti, fino ad arrivare, in svariate casistiche, alla rottura del tendine di Achille per cui diverse persone in tutto il mondo, dopo l'assunzione di questi medicinali, si sono ritrovate con seri disturbi della deambulazione.
L’Agenzia Italiana per il Farmaco nei giorni scorsi ha inviato una nota ai medici per raccomandare di limitare la prescrizione di tale classe di antibiotici “solo nelle indicazioni approvate e dopo un'attenta valutazione dei benefici e dei rischi sul singolo paziente”
Nella nota AIFA ricorda agli operatori sanitari di avvertire i pazienti “del rischio di tali gravi reazioni avverse e della potenziale natura persistente e grave di tali effetti” e di prestare particolare cautela “nei pazienti che siano trattati contemporaneamente con corticosteroidi, negli anziani, nei pazienti con insufficienza renale e nei pazienti che abbiano subito trapianti di organi solidi, poiché in questi pazienti il rischio di tendinite e di rottura del tendine può essere aumentato”.
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https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1804929/2023.06.08_NII_Antibiotici-Fluorochinolonici_IT.pdf
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VB
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