❇️ Più movimento e meno cibo
Tra le comunità indigene che abitano le foreste tropicali della pianura boliviana si registrano i più bassi tassi di malattie cardiache e cerebrali e il motivo, secondo una recente ricerca che ha preso in esame due di queste società (la comunità Tsimane e la comunità Moseten), è che esistono livelli ottimali di consumo di cibo e di esercizio fisico che riducono il rischio di ammalarsi.
Con l'avvento dell'industrializzazione negli Stati Uniti e in Europa si è goduto di un maggiore accesso al cibo, ma si è diventati anche più sedentari svolgendo lavori per lo più intellettuali o comunque che coinvolgono di meno l'attività fisica. Questo, nel tempo, ha minato la salute generale aumentando i rischi di malattie cardiovascolari e degenerative, come la demenza e l’Alzheimer.
Sappiamo tutti quanto sia importante l'attività fisica, ma è davvero difficile, a volte, decidersi e cominciare, vittime come siamo di uno stile di vita frenetico e intossicante che ci fa sempre sentire di non avere tempo. Va detto anche che è importantissimo avere regolarità ed essere costanti, se vogliamo vedere risultati, tanto nella forma fisica che in termini di salute: l’utilizzo quotidiano dei muscoli, infatti, non è determinante solo per la loro tonicità, e quindi per il nostro aspetto, ma è soprattutto necessario per il benessere sia del corpo che della mente e quindi di tutto l’organismo.
Per chi non ama la palestra, bastano un po’di ingegno e volontà per dedicarsi anche a casa a ginnastica e stretching e, durante la giornata fuori, usare i piedi o la bicicletta ogni volta che si può.
La continuità premia.
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VB
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