❇️ Quasi 7 pazienti su 10: il dato italiano sul cuore che Peter McCullough definisce una “bomba”
Uno studio italiano di Salvucci e colleghi, pubblicato su Cureus, ha analizzato 1.431 pazienti sottoposti a ecocardiografia ambulatoriale tra il 2018 e il 2022.
Il dato più rilevante è l’aumento del coinvolgimento pericardico rilevabile ecocardiograficamente, passato dal 22% nel periodo pre-pandemico al 68,8% nel 2021-2022, con il picco negli anni della campagna vaccinale. Lo studio ha inoltre rilevato che, anche dopo aver considerato l’infezione da SARS-CoV-2, la vaccinazione risultava associata a circa il doppio delle probabilità di riscontrare un coinvolgimento pericardico (OR 2,08).
È proprio questo aspetto ad attirare l’attenzione di Peter A. McCullough, MD, MPH, cardiologo e internista statunitense, che nel suo commento sottolinea come il dato possa indicare una presenza molto più ampia di alterazioni pericardiche subcliniche, cioè non necessariamente accompagnate da una diagnosi clinica di pericardite o da sintomi evidenti. La questione posta da McCullough è dunque precisa: se si cercano soltanto le forme clinicamente manifeste, quante alterazioni pericardiche possono essere rimaste semplicemente non rilevate?
È un lavoro italiano che merita di essere conosciuto e discusso ben oltre la cerchia degli addetti ai lavori perché mette a disposizione dati clinici concreti su un fenomeno che potrebbe essere stato largamente sottostimato.
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VB
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