🔎IL RISVEGLIO DELLA CRITICA: LIBERARSI DAI FALSI MITI🔍
Il Nih (National Institutes of Health) del U.S. Department of Health & Human Services, ha commissionato
uno studio sui difetti e le incertezze nei calcoli dell'eccesso di mortalità globale registrato negli anni pandemici al famoso epidemiologo John P.A. Ioannidis.
Gran parte dello studio si risolve in una critica sulla correttezza dei modelli in uso e sull'attendibilità dei dati sulla mortalità complessiva in eccesso forniti dai diversi Paesi, quegli stessi modelli e quegli stessi dati utilizzati sinora, senza particolari obiezioni, per le stime statistiche effettuate nei singoli Stati.
Ora, se è indicativo il fatto che il massimo Istituto pubblico di sanità americano finanzi uno studio del genere
proprio nel momento in cui non si riesce più a nascondere la preoccupazione sugli anomali eccessi di mortalità registrati negli USA e nel mondo, dirimente è la circostanza che il lavoro venga commissionato senza fornire ai ricercatori quelle informazioni di cui certamente il Nih è in possesso, quanto meno per la situazione USA.
Certamente non si può non concordare sulla
necessità che siano resi pubblici i dati di dettaglio sulle cause di morte, che è, per l'appunto, lo scopo che ci siamo prefissi con
lo studio sull'eccesso di mortalità pubblicato e trasmesso alle istituzioni lo scorso 9 aprile.
Ma da lì a mettere in discussione il dato in sé dell'eccesso di mortalità generale degli ultimi due/tre anni ce ne corre, e sorge il dubbio che si stia tentando di sostenere, in modo più o meno velato, il
negazionismo del fenomeno.
Se vi è una certezza al mondo è che i morti non risorgono (tranne, a volte, che per l'ISTAT), ma se è agevole capire perché i principali organi di "informazione" censurino le risultanze del nostro Report sulla mortalità totale in eccesso per dare spazio alle voci contrarie, resta priva di spiegazioni (o magari no...) la censura applicata da coloro che asseriscono di combattere per la verità e la giustizia, dando puntuale risonanza a notizie di scarso rilievo o a dubbi personaggi, per tacere sistematicamente su qualunque tipo di lavoro
serio, gratuito e indipendente svolto da chi, operando con rigore e professionalità, può evidentemente mettere a rischio la "visibilità" altrui.
E' ora di iniziare a cogliere i particolari, è ora di metter da parte i falsi miti e i falsi eroi, è ora che apprendiamo a saper distinguere, se veramente vogliamo risollevare le sorti di questo Paese.
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