QUANDO L’OCEANO BLU DIVENTA OCEANO ROSSO
Teoria applicata al mercato NO VAX
In economia si usa distinguere i mercati in due:
oceano rosso caratterizzato da una continua lotta tra competitor, per sconfiggere la concorrenza e accaparrarsi una più grande market share, sono settori oggi esistenti aventi confini definiti e accettati da tutti, insieme alle loro best practice; le aziende o i professionisti che operano in questi oceani cercano di superare la performance dei rivali per accaparrarsi una quota sempre maggiore della domanda preesistente
oceano blu, mercato sconosciuto, inesplorato, dove non c’è quindi competizione, e dove è possibile avere maggiori opportunità di crescita, sia in termini di profitto che di rapidità. Sono spazi di mercato incontrastato dove le regole del gioco competitivo non sono ancora state delineate, in grado di sfruttare domanda sopita o del tutto nuova
Il mercato professionale legale era diventato un oceano rosso, si poteva primeggiare solamente avendo grandi capacità e/o competenze cercando di superare la performance dei rivali o operando in campi di nicchia. Si parla di un ridotto riscontro economico di circa il 63,7% degli avvocati presenti in Italia, il quale non riesce a fatturare più di 38.000,00 euro , il che può essere definito un reddito fuori soglia tenuto conto delle aliquote irpef e cassa forense che lo decurtano ancora di un buon 25/30%. Sostanzialmente è il reddito di un dipendente ma senza le coperture di infortunio, malattia, maternità…ecc..
Nel 2020 arriva il COVID. Era evidente ciò che stava per succedere, almeno per chi avesse una certa dimestichezza con taluni argomenti. Dunque, era doveroso scendere in campo: costasse quel che costasse.
Alcuni di noi hanno lasciato i campi (le nicchie di appartenenza) per diventare barricadieri dei diritti umani, rischiando carriera e reddito …
I ricorsi che si facevano erano autofinanziati dai legali che li sottoscrivevano, nessuno pensava ad arricchirsi in quel momento, erano in gioco i diritti umani ed eravamo troppo pochi come avvocati, forse nemmeno 100 in tutta Italia…
Poi i mesi sono passati, ed in molti hanno intuito che la battaglia poteva diventare un business e che finalmente potevano smettere di fare la fame oppure di arricchirsi ulteriormente; dunque, sono arrivati i predatori senza scrupoli e senza ne arte ne parte.
E’ arrivata la corsa a presenziare, non per divulgare ma per accaparrarsi clientela, sgambetti, più o meno evidenti a chi poteva essere competitor, diffamazioni, colpi bassi a non finire, insulti gratuiti.
Ed in un attimo l’oceano di quiete che poteva diventare una fucina giuridica in cui creare diritto e cause vincenti si è trasformato più che in un oceano rosso in un lupanare
E’ chiaro che il lavoro dei professionisti deve essere retribuito a tariffa (magari convenzionata, ma a tariffa) ma il punto cardine è che bisogna essere professionisti, non basta essere iscritti all’albo – taluni che professano nemmeno hanno l’abilitazione – ma occorre essere preparati.
Che dire?
State attenti quando vi affidate a qualcuno, verificate il curriculum e cercate di indagare l’esperienza quanto meno indagate la consecutio.
Da parte mia e del gruppo dei colleghi di cui faccio parte vi assicuro che vigileremo affinchè la deontologia, la diligenza e la probità dell’avvocatura torni ad essere vessillo di affidabilità.
Solo se diventiamo credibili e non ci mischiamo con pagliacci e predatori (ben identificabili e taluni noti) possiamo avere l’ardire di esigere di essere ascoltati dalle istituzioni. edited by laura
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Forwarded from Canale in chiusura (Laura Mana)