I BAMBINI NON SONO PROPRIETÀ DELLO STATO E DELLE ISTITUZIONI
Qual è il fine dell'educazione ?
Quando si è bambini, quando si è giovani si è pieni di energia.
Quest'energia è pensiero, sentimento, interesse, entusiasmo, passione, amore o anche odio. Poi la scuola inizia a decurtare quell'energia dandole un forma, dirigendola verso vari modelli, finché da adulti, la poca energia rimanente viene soffocata dalla società.
Ecco, il processo del controllare o disciplinare quest'immensa energia umana è una convenienza sociale.
La società, anziché indirizzare l'uomo verso la ricerca di verità che dovrebbe essere il suo unico scopo, perché crea la vera libertà, una libertà che si autodisciplina e che non necessita di un controllo esterno, preferisce formare l'uomo per soffocarne l'energia, per controllarlo, omologandolo ad un modello socialmente accettabile.
La funzione dell'educazione, della scuola dovrebbe essere aiutare i giovani a fiorire, comprendersi, far sì che possano affacciarsi alla vita di adulti colmi di vitalità e di amore per scoprire cos'è vero; e invece ciò che oggi fanno le scuole di ogni ordine e grado è soffocare e regimentare l'energia e la vitalità dei giovani, obbligarli a pensare secondo schemi predefiniti, reprimere la loro sete di conoscenza, reprimere il dubbio che crea una sana ribellione, limitare la loro naturale intelligenza che è il terreno dove fiorisce la vera libertà, per far sì che, una volta adulti, possano essere "assorbiti" dalla società.
Cosa c'è di giusto in questo?
Perché mai questo dovrebbe essere preferibile alla scelta di insegnare a vivere realmente liberi dalle gabbie sociali?
Perché è ritenuta accettabile e sana una famiglia che cresca i figli senza amore ma obbligandoli all'istruzione e ai dictat voluti dallo Stato, mentre sono considerate nocive le famiglie che danno ai bambini ciò di cui hanno più bisogno in assoluto, cioè amore e libertà di scoprire sé stessi senza doversi conformare ad un ideale sociale?
Chi decide come deve essere cresciuto un bambino?
I bambini non sono proprietà dello Stato, né della magistratura, così come non lo è l'individuo, il corpo umano...qualsiasi creatura che vive su questa terra appartiene al mondo, non a una istituzione, vuoi che sia politica o religiosa.
Ai genitori appartiene la responsabilità dei piccoli per il semplice e naturale fatto che li mettono al mondo e fintantoché questi non saranno in grado di essere autonomi, come accade per qualsiasi essere vivente, per qualsiasi specie animale.
Un conto è la salvaguardia di esseri indifesi quando sono vittime di abusi e violenza, e in quel caso è doverosa, altro è l'ingerenza di uno Stato che vuole imporre cosa e come pensare, come crescere, come educare, come conformarsi alla società, alle credenze, ai pregiudizi, alle mode, per trasformare l'essere umano in automa e reprimerne le sue immense potenzialità e con esse la possibilità di essere veramente liberi, liberi dagli schemi e dai modelli che si vogliono imporre, liberi di vivere in un modo diverso da quello omologato dalle Istituzioni, liberi di sentire e pensare anche diversamente dal mondo intero.
Questo non è accettabile, ma per cambiare questo ci vuole passione, coraggio e una rivoluzione interiore che riaccenda quell'energia, quella curiosità, quel desiderio di avvicinarsi al vero che è in ognuno di noi è che è stato spento da secoli di irregimentazione culturale e sociale.
Avv. Olga Milanese
Presidente di Umanità e Ragione
www.umanitaeragione.eu