SENZA INFLUENZA 🌺🌺🌺
Studio tedesco-canadese su trent'anni di dati sanitari della popolazione del Regno Unito, che documenta un aumentato rischio di demenza del 39% in più post-vaccini anti-influenzali e del 12% in più post-anti-pneumococcici. Nessun rischio in eccesso invece con altri comuni vaccini quali tetano, pertosse, herpes zoster e difterite. Lo studio è destinato a far discutere e soprattutto - almeno in un mondo normale - a stimolare ricerche approfondite non solo epidemiologiche ma anche e soprattutto di natura farmaco-tossicologica, cellulare e molecolare, che chiariscano come agiscono i vaccini al di là delle più ovvie proprietà immunizzanti.
Interessante intanto il commento dell'editoriale che accompagna lo studio: "La sua pubblicazione [dello studio] dimostra l'obiettività dei risultati sulla sicurezza del vaccino, dato che la direzione dei risultati che suggeriscono un'associazione tra la vaccinazione e un grave esito sanitario non ne ha precluso la pubblicazione" (sic!) [grassetto mio]
A conferma implicita dunque del diffuso pregiudizio a favore dei vaccini che ostacola la pubblicazione di studi che possano metterne in dubbio la sicurezza e in generale l'opportunità di un impiego generalizzato e acritico.
Prosegue l'editoriale: "La corretta interpretazione di studi come questo sarebbe migliorata se esaminata da un gruppo scientifico indipendente dalle autorità sanitarie pubbliche che autorizzano, raccomandano, acquistano o promuovono i vaccini."
Sacrosanto! Ed è precisamente quanto tanti ricercatori senza conflitti di interesse, inclusa la CMSi, da sempre chiedono alle istituzioni: senza alcuna influenza indebita.
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