La rivoluzione non è il risultato di un processo naturale, ma il processo attraverso il quale la classe rivoluzionaria, grazie alla sua forza soggettiva, genera un movimento di massa in conformità con le forme oggettive della rivoluzione.
La nozione semplicistica che "nel punto estremo dell'oppressione scoppierà inevitabilmente la rivoluzione" è errata; la teoria di Lenin sulla situazione rivoluzionaria spiega che lo scoppio della rivoluzione è il risultato della combinazione tra una crisi oggettiva di "doppia impossibilità di continuare come prima" e una potente forza soggettiva della classe rivoluzionaria (organizzazione e azione).
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