LA QUESTIONE DI FONDO 🌺🌺🌺
Oggi discutevamo un caso di valutazione tra pari di uno studio scientifico proposto per la pubblicazione a una rivista internazionale. Tra le tante cose che non ci siamo detti conviene precisare che c'è anche un aspetto, frequentissimo e anzi costante negli studi scientifici specie di ambito biomedico: la veridicità e correttezza dei dati su cui lo studio è fondato non le verifica nessuno, né l'editor né tanto meno i revisori (salvo casi talmente particolari da non meritare nemmeno di esser menzionati). Certo, un falso totale ha buone probabilità di essere scoperto sul medio-lungo termine, specialmente se ad esser falsificati sono dati di uno studio che attrae particolare attenzione e che riguardano fenomeni osservabili da vari punti di vista (è il caso in certa misura di questo studio che si fondava sulla prevalenza di una determinata malattia neurodegenerativa in una certa nazione). Ma si pensi ad esempio a uno studio di laboratorio che riporti i risultati di esperimenti su colture cellulari o animali. C'eravate voi a osservare lo svolgimento di quegli esperimenti? Oppure i numeri riportati in tabelle e grafici sono il risultato di un passatempo domenicale degli autori? Ovvio che un poco estremizziamo, a scopo provocatorio. Ma nemmeno tanto. Non per instillare sfiducia e scoramento bensì per stimolare un sano e distaccato scetticismo. La ricerca scientifica è un caotico procedere di correnti che si scavano il percorso in territori inesplorati. Pretendere di ridurla a una visita guidata a un parco-avventura si può anche fare a scopo didattico, a condizione però che magari presi dall'entusiasmo del neofita non si perda il senso di realtà.
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