📩 Durov attacca il Cremlino: “imporre un messenger non funziona”
Pavel Durov, fondatore di Telegram, ha espresso dure critiche verso la decisione del governo russo di imporre un messenger nazionale obbligatorio per i cittadini, sostenendo che questa strategia non abbia mai funzionato né promosso sicurezza reale. Secondo Durov, obbligare gli utenti a usare una specifica app di messaggistica non aumenta la protezione dei dati né riduce i rischi informatici, ma rischia invece di limitare la libertà di scelta e l’innovazione tecnologica.
Il tema emerge in un contesto più ampio di controlli statali sul traffico dei dati e sulle comunicazioni private, con le autorità russe che spingono per soluzioni “sovrane” e controllate, mentre aziende come Telegram sostengono che l’adozione forzata di servizi nazionali non risolve le sfide di sicurezza, e che la fiducia degli utenti si costruisce con trasparenza e standard elevati, non con imposizioni.
🔗 Fonte: Reuters
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