I ricercatori hanno scoperto una tendenza preoccupante nelle app mobili sviluppate per i Giochi Olimpici di Parigi del 2024: queste raccolgono molte più informazioni personali degli utenti rispetto a quanto dichiarato ufficialmente. Tra gli studi, 12 applicazioni Android popolari tra i partecipanti sono state analizzate, rivelando una serie di fatti sorprendenti.
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L’app ufficiale dei Giochi Olimpici, installata oltre 10 milioni di volte, è promossa come strumento essenziale per gli appassionati” si legge nel report, ”ma monitora anche la posizione esatta dell’utente, accede alla fotocamera, registra audio e manipola i file multimediali”. Inoltre, analizza la cronologia di navigazione web e condivide queste informazioni con gli inserzionisti. Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) non nasconde la raccolta di questi dati, che poi condivide con giganti come Facebook, Google, Apple e X (ex Twitter).Non solo l’app ufficiale solleva dubbi. Bonjour RAT P, un servizio di navigazione parigino con oltre 10 milioni di download, è risultato il più invadente, raccogliendo 18 su 38 tipi di informazioni consentite, la maggior parte delle quali condivise con terze parti. Seguono TheFork e Citymapper, rispettivamente con 15 e 14 tipi di dati raccolti, anche se, per Citymapper, la finalità pubblicitaria non è menzionata esplicitamente.
Secondo gli analisti di Cybernews, alcune app richiedono permessi che potrebbero essere considerati pericolosi, pur dichiarando di non raccogliere dati. Ad esempio, Stakeholder Experience & Access Tool (SEAT) necessita di accesso a archiviazione esterna, contatti e calendario. Anche PinQuest, un gioco sulla conoscenza olimpica, insolitamente richiede l'accesso alla fotocamera e ai file.
Il ricercatore Mantas Kasiliauskis spiega: “
I dati di posizione sono essenziali per funzioni come la navigazione delle sedi olimpiche, ma dovrebbero rimanere sul dispositivo. In caso di violazioni, però, la sicurezza degli utenti potrebbe essere compromessa”.Si incoraggiano i fan a prestare attenzione ai permessi richiesti dalle app, a fornire solo le informazioni strettamente necessarie e a verificare frequentemente le impostazioni di privacy sui propri dispositivi. Per ridurre il rischio di perdite di dati, è consigliato anche eliminare le app non utilizzate.
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