🔍 Telegram e Privacy: nuovo strumento di ricerca Utenti in tempo reale
Telegram ha recentemente lanciato un nuovo strumento, denominato CCTV (Close-Circuit Telegram Vision), il quale ha sollevato non poche domande riguardo la privacy degli utenti del famoso servizio di messaggistica. Questa nuova funzione utilizza il servizio "Persone nelle Vicinanze" di Telegram per rintracciare la posizione degli utenti in tempo reale.
"Persone nelle Vicinanze" è una funzione di Telegram pensata per aiutare gli utenti a trovare altre persone che stanno utilizzando l'app nella stessa zona. Tuttavia, il nuovo strumento CCTV estende questa funzionalità, permettendo di cercare da remoto gli utenti che hanno attivato questa funzione, non solo nelle vicinanze, ma in tutto il mondo.
Un rappresentante della CCTV ha affermato che le misure di sicurezza attuali per proteggere la funzionalità "Persone nelle Vicinanze" non sono sufficientemente efficaci. Secondo la pagina GitHub del progetto, CCTV può monitorare in tempo reale la posizione degli utenti, rendendo possibile una sorta di sorveglianza globale.
Durante un test condotto da 404 Media, lo strumento ha identificato circa 70 utenti di Telegram situati vicino a coordinate specifiche. Gli utenti trovati corrispondevano a quelli che l'applicazione Telegram mostrava come vicini al punto specificato.
In risposta alle domande sulla funzionalità del nuovo strumento, l'ufficio stampa di Telegram ha ribadito che la funzione "Persone nelle vicinanze" è stata creata per gli utenti che desiderano condividere la loro posizione, e che l'opzione è sempre disabilitata di default. Inoltre, i dati mostrati dallo strumento CCTV sono approssimativi (entro 800 metri) e disponibili solo per gli utenti che hanno scelto esplicitamente di condividere la loro posizione.
Tuttavia, gli sviluppatori di CCTV hanno spiegato che lo strumento utilizza l'API di Telegram collegata alla funzione "Persone nelle vicinanze". In questo modo, il software raccoglie latitudine e longitudine arbitrarie come dati di input, eliminando la necessità di falsificare i dati GPS.
Tutto ciò pone la questione fondamentale: si tratta di una innovativa funzionalità di ricerca o di un'intrusione nella privacy degli utenti?
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