92.000 dispositivi NAS D-Link sono ad alto rischio di attacchi malware a causa di due gravi difetti di sicurezza. Malintenzionati stanno attivamente cercando di sfruttare queste falle di sicurezza che si pensa possano riguardare tutti i D-Link NAS (Network-Attached Storage) disponibili su Internet.
Questi difetti sono classificati come CVE-2024-3272 (punteggio CVSS: 9,8) e CVE-2024-3273 (punteggio CVSS: 7,3) che hanno un effetto sui prodotti D-Link legacy che hanno raggiunto lo stato di fine vita (EoL). Di fronte a questi dati, D-Link ha dichiarato nel suo avviso che non prevede di rilasciare una patch e invita invece i clienti a sostituire i propri dispositivi.
"
La vulnerabilità risiede nell'uri nas_sharing.cgi, che presenta due problemi principali: una backdoor facilitata da credenziali codificate e una vulnerabilità di iniezione di comandi tramite il parametro di sistema", afferma il ricercatore di sicurezza noto come netsecfish nel suo rapporto del marzo 2024.🛡 Rischi e Misure Protettive
Sfruttare efficacemente questi difetti potrebbe consentire l'esecuzione arbitrale di comandi sui dispositivi NAS D-Link interessati. Ciò potrebbe consentire agli autori delle minacce di accedere a informazioni sensibili, alterare le configurazioni del sistema e persino attivare un attacco di rifiuto del servizio (DoS). Si ritiene che questi problemi riguardino i modelli DNS-320L, DNS-325, DNS-327L e DNS-340L.
La società di intelligence sulle minacce GreyNoise ha riferito di aver riscontrato tentativi di sfruttare queste falle per diffondere il malware botnet Mirai, che potrebbe dare a gli aggressori il pieno controllo dei dispositivi D-Link.
In assenza di una soluzione da parte di D-Link, la Shadowserver Foundation suggerisce di disconnettere questi dispositivi o di proteggerli attraverso firewall in caso di accesso remoto, per mitigare possibili minacce.