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⁣🕵️‍♂️ Allarme per il nuovo spyware Android e iOS dell’italiana RCS Lab

Secondo il Threat Analysis Group(TAG) di Google, la società italiana RCS Lab, produttrice di sistemi di sorveglianza venduti alle forze dell’ordine, avrebbe collaborato con provider di servizi Internet per diffondere app dannose su dispositivi Android e IOS di vittime in Italia e Kazakistan.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati direttamente sul blog ufficiale di Google in un post scritto dei ricercatori del TAG in collaborazione con Project Zero, sempre di Google.

Nel testo si afferma la volontà dell’azienda italiana RCS Lab, produttrice di spyware per le forze di polizia e la sorveglianza, di compromettere smartphone al fine di diffondere il proprio tool, oltre l’utilizzo per il quale verrebbe concepito ma verso vittime anche in Italia. In questa maniera RCS Lab riesce a fornire ai propri clienti l’accesso diretto ai dispositivi compromessi senza intervento alcuno da parte delle ignare vittime.

“Sebbene l’uso delle tecnologie di sorveglianza possa essere legale ai sensi delle leggi nazionali o internazionali, spesso vengono utilizzate dai governi per scopi antitetici ai valori democratici: prendere di mira dissidenti, giornalisti, operatori dei diritti umani e politici dei partiti di opposizione”, queste alcune delle preoccupazioni esposte dal team di ricerca di Google.

Il commercio di spyware è, infatti, una fiorente attività in forte espansione, utile e richiesta dai governi per entrare in possesso di armi altrimenti non raggiungibili con le proprie capacità interne. La diffusione con metodi massivi come questo si identifica come un pubblico pericolo, proprio per gli eventuali utilizzi illeciti di questi software malevoli, che impatterebbero su un numero importante di cittadini colpiti.

RCS Lab non ha ancora diffuso alcun comunicato in merito alla vicenda che la vede direttamente coinvolta, né ha risposto al momento alle richieste di Google.

Rimane il grave problema operativo che sta dietro queste attività commerciali: la scoperta delle vulnerabilità.
Tutto il lavoro è infatti basato sul funzionamento del software spyware sviluppato, funzionamento che sarà possibile solo sfruttando vulnerabilità non ancora note. Scoprire una vulnerabilità non nota e tenerla segreta, appunto per far funzionare il proprio spyware, è e sarà sempre un’attività molto pericolosa per tutta la Rete.
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