"Violazioni significative della sicurezza informatica", questo l'esito del verdetto che ha visto la Carnival, una compagnia di crociera statunitense, colpevole di aver esposto dati sensibili dei clienti.Il prezzo da pagare equivale a 5 milioni di dollari, di cui 1,25 sono già stati saldati dalla stessa Carnival.
A causare tutto questo sono stati quatto attacchi informatici avvenuti tra il 2019 e il 2021. Secondo il capo eletto del Dipartimento di giustizia dello stato, due dei quattro attacchi corrispondono a ransomware.
La Carnival non è riuscita a rispondere a tali attacchi in quanto ha violato la regolamentazione governativa sulla sicurezza informatica: la norma dettava di utilizzare l'autenticazione a più fattori, che avrebbe reso più solida la difesa della rete interna.
A giustificare la cospicua somma di denaro a penare la compagnia vi è anche il fatto che la stessa non ha fornito formazione sulla sicurezza informatica ai propri dipendenti né segnalato attacchi, nonostante ne fosse a conoscenza da Maggio 2019: ben 10 mesi prima che denunciasse la violazione.
Inoltre Carnival dal 2018 al 2020 ha presentato certificazioni di sicurezza informatica improprie.
La dichiarazione esplicava che Carnival non ha segnalato violazioni e che per l'azienda erano estremamente importanti la privacy e la protezione dei dati.