A conclusione della sentenza relativa alle attività di riciclaggio di denaro perpetrate dall'exchange di criptovalute BitMEX, uno dei quattro tribunali distrettuali federali di New York avrebbe condannato Arthur Hayes, fondatore ed ex-CEO, a due anni di libertà vigilata e a sei mesi di domiciliari.
Arthur Hayes, insieme agli altri co-fondatori di BitMEX – Benjamin Delo e Samuel Reed – e al primo dipendente della società, Gregory Dwyer, si è dichiarato colpevole di violazioni del Bank Secrecy Act (BSA), il 24 febbraio scorso, ammettendo di aver volontariamente omesso di stabilire, implementare e mantenere un programma antiriciclaggio (AML) su BitMEX.
Il 7 aprile, Cointelegraph ha riferito che Hayes si è si è consegnato volontariamente alle autorità dopo che i federali avevano formulato le prime accuse. Hayes è stato poi rilasciato dopo aver pagato una cauzione di 10 milioni di dollari in attesa di un futuro procedimento a New York.
Sfatando il mito del riciclaggio del denaro facile tramite le criptovalute, una nuova analisi evidenzia il potenziale della tecnologia blockchain e delle criptovalute per tracciare i crimini finanziari.
Malgrado numerosi progetti all'interno dell'ecosistema crypto siano costantemente vittime di attacchi mirati, i malintenzionati hanno ormai difficoltà ad incassare i fondi rubati.
Discutendo con Cointelegraph, Dmytro Volkov, chief technology officer del crypto exchange CEX.IO ha affermato che l'idea che le criptovalute siano utilizzate principalmente dai criminali è confutata, aggiungendo:”
Nel caso di Bitcoin (BTC), il cui libro mastro della blockchain è pubblicamente disponibile, un exchange serio con un team di analisi competente può facilmente monitorare e contrastare hacker e riciclaggi prima che il danno sia fatto".