Nelle ultime ore è stato individuato un attacco denial of service (DDoS) nei confronti di un provider di comunicazione che, di conseguenza, "
ha impedito per un breve periodo l'accesso a numerosi siti, compresi quelli governativi", ha affermato la direzione nazionale per la sicurezza informatica (INCD). Nel primo pomeriggio del giorno successivo l’INCD ha affermato su Twitter "
abbiamo ripristinato con successo ogni funzione governativa", frase che fa rimanere con molti interrogativi. Non ha di fatto specificato l'origine di questo attacco, che consiste nel saturare i server della vittima seppellendolo sotto le richieste.Sebbene l'accesso al sito del governo israeliano sia stato ripristinato all'interno di Israele, nelle prime ore dalla pubblicazione del tweet era
"irraggiungibile a livello internazionale", afferma NetBlocks, specializzato nel monitoraggio di Internet in tutto il mondo.I giornalisti della stampa istraeliana non sono riusciti ad accedere ai siti di molti ministeri israeliani poco dopo le 20:00 (ora italiana). Secondo il quotidiano Haaretz, una fonte anonima all'interno dell'industria della difesa del paese afferma che si tratta del più grande attacco informatico mai lanciato contro il paese.
Il Dipartimento delle Comunicazioni ha affermato di aver condotto una
"valutazione della situazione con i servizi di emergenza del Dipartimento a seguito di un diffuso attacco informatico ai siti del governo". Volendo fare delle ipotesi sul colpevole di questi attacchi,negli ultimi mesi diversi siti israeliani sono stati oggetto di attacchi informatici attribuiti da esperti dall'Iran, nemico giurato dello Stato ebraico; non è quindi impossibile pensare che anche questa volta ci sia lo zampino di questa nazione. Non si sa se questo è stato un attacco singolo, oppure nei prossimi mesi vedremo un attacco ancor più su larga scala.