👾 Malware: l'Italia è bersagliata dagli infostealer
Nell'ultimo semestre, i malware più attivi in Italia sono stati gli Infostealer, ovvero progettati per rubare i dati degli utenti. Sembrano essere assenti invece i ransomware.
Sono state pubblicate le 10 famiglie di malware che hanno colpito l'Italia nel primo semestre 2021: ci sono state infatti 238 campagne malevoli da cui derivano ben 33 famiglie di malware. I dieci malware più presenti fanno parte degli Infostealer, che possono essere usati singolarmente o tramite delle campagne.
Di sicuro, i dati rubati producono dei benefici nel Dark Web. Ecco la lista dei malware più usati in Italia:
• Formbook: usato in ben 37 campagne, utilizza estensioni quali .iso .zip .rar e si può nascondere in file HTML; (osservato per la prima volta)
• ASTesla: sfrutta messaggi riconducibili a DHL ed invita a scaricare gli allegati. Una volta installato, comunica tramite HTTP, FTP e bot di Telegram;
• Ursnif: si tratta di un trojan bancario. Invia email riconducibili a portali quali INPS, Agenzia delle Entrate e simili. Ci sono degli allegati Excel contenenti delle macro che, se scaricate, installeranno il malware;
• Lokibot: utilizzato nel 2020 sottoforma di email proveniente dall'Università della Sapienza, nel 2021 è stato utilizzato in campagne di phishing come email proveniente dall'Intesa Sanpaolo;
• Flubot: un malware che si diffonde tramite SMS, legato a false informazioni riguardanti DHL. Flubot preoccupa molto poiché è estremamente facile da trasmettere e molto difficile da bloccare;
• Emotet: questo malware è stato rilevato in 10 campagne. Dal 2014 sfruttava una botnet (CaaS) per offrire agli utenti attacchi DDoS o phishing;
• IceID: questo malware sostituisce Emotet poiché è ancora più pericoloso, dato che riesce a lanciare attacchi RAT e banking trojan;
• sLoad: viene trasmesso tramite la PEC (Posta Elettronica Certificata), utilizzata per comunicazioni ufficiali. Si basa sempre su email fasulle con allegati .zip
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