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Come Don Chisciotte PIU' SALUTE di Valentina Bennati

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Non c’è niente di più incontrollabile di una persona sana, consapevole e felice.
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❇️ La fonte naturale più ricca di Vit. C biodisponibile

Per prevenire il raffreddore, aumentare la resistenza dell’organismo ai germi patogeni e ridurre la sensibilità alle infezioni, l’ACEROLA è un valido aiuto. Le sue bacche sono la fonte naturale più generosa di vitamina C biodisponibile. I globuli bianchi (le nostre sentinelle di difesa) richiedono un’abbondante riserva di vitamina C e, se ne sono ben fortificati, riescono a contrastare meglio virus e batteri.

Ma la vitamina C possiede anche altre proprietà:
- incrementa l’assorbimento del ferro,
- protegge le cellule dallo stress ossidativo,
- contribuisce alla normale funzione del sistema nervoso e della funzione psicologica,
- promuove la formazione del collagene aiutando a mantenere le normali funzioni di vasi sanguigni, ossa, cartilagini, pelle, denti e gengive.

Le persone avanti con l’età dovrebbero assumere dosi extra di vitamina C per contrastare le normali manifestazioni del processo di invecchiamento. E anche le donne in gravidanza per migliorare la capacità di resistenza della pelle all’espansione dell’utero.

Negli ultimi anni è stata pubblicata una quantità enorme di studi scientifici sulla vitamina C e le sue proprietà salutari.
Molto interessanti sono le ricerche di Thomas E. Levy che ha evidenziato, tra l’altro, la capacità della vitamina C di neutralizzare un’ampia varietà di sostanze tossiche.

N.B.

Oltre alle bacche di acerola, un'ulteriore buona fonte di vitamina C naturale è rappresentata dalle BACCHE DI ROSA CANINA.
In vendita spesso si trovano concentrati di sola vitamina C estratta da acerola e/o rosa canina. Ricordo, però, che la forza delle piante risiede nel fitocomplesso, di conseguenza personalmente mi lascia qualche dubbio l’estrazione del singolo costituente. Meglio allora optare per estratti secchi o integrali completi, con apparentemente un po’ meno vitamina, ma con tutta una serie di altri principi che vanno ugualmente a lavorare sull’organismo in modo sinergico.

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❇️ Decotto di foglie di fico per la dermatite atopica

LA DERMATITE ATOPICA è una condizione infiammatoria della pelle che si presenta con prurito, secchezza e arrossamento. Spesso tende a cronicizzare con continue remissioni e esacerbazioni e, in genere, viene trattata con creme idratanti, corticosteroidi e antistaminici locali, a volte anche con terapie orali. Farmaci che, alla lunga, possono dare effetti collaterali, pertanto ben vengano eventuali possibili alternative naturali.

Di recente, uno studio giapponese randomizzato e controllato, ha riscontrato che il consumo di the preparato con le foglie di fico allevia i sintomi e gli effetti positivi sono stati confermati in 14 su 15 partecipanti, infatti i valori dell’area dell’eczema e dell’indice di gravità sono stati significativamente ridotti nel gruppo trattato con the alle foglie di fico rispetto al gruppo trattato con placebo.

L’effetto, però, si è indebolito quattro settimane dopo la fine dell’intervento, suggerendo agli autori dello studio che proprio l’assunzione continua di the alle foglie di fico è efficace. Inoltre i ricercatori hanno valutato anche la sicurezza dell’uso continuativo di questo the sottoponendo tutti i pazienti a esami del sangue all’inizio, poi alla quarta, ottava e dodicesima settimana e gli esiti delle analisi hanno confermato la sicurezza del prodotto.
Da qui la loro conclusione: “Il consumo prolungato di the alle foglie di fico può essere un’alternativa sicura ed efficace alle attuali terapie per la dermatite atipica”. Con una precisazione, però: “I risultati di questo studio devono essere ulteriormente convalidati in un campione più ampio.”

N.B.

Spesso c’è una relazione tra dermatite, fenomeni allergici e infiammazione da cibo. Consigli alimentari personalizzati sulla base della storia e del terreno individuale, uniti a eventuali altri integratori naturali, a seconda della necessità, aiutano a recuperare pienamente la tolleranza immunologica e a migliorare anche le risposte allergiche cutanee.

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MDPI Efficacy and Safety of Fig (Ficus carica L.) Leaf Tea in Adults with Mild Atopic Dermatitis: A Double-Blind, Randomized, Placebo… Atopic dermatitis (AD) is a chronic, recurrent pruritic skin disease with repeated remissions and exacerbations. Various factors, such as allergies, skin conditions and lifestyle, combine to cause AD, making it difficult to cure completely. Although AD symptoms…
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❇️ Quello che pensiamo

Possiamo paragonare la mente umana a un giardino, il quale potrà essere coltivato con intelligenza o lasciato incolto; ma in entrambi i casi, curato o abbandonato, un giardino deve generare, e lo farà.

Se non vengono piantati semi utili, al loro posto cadranno in abbondanza gli inutili semi delle erbacce, e diffonderanno la loro specie.

Proprio come un giardiniere coltiva il suo pezzo di terra, togliendo le erbacce per far crescere i fiori e la frutta che predilige, così un uomo dovrà badare al giardino della sua mente, estirpando i pensieri erronei, inutili e impuri per coltivare fino alla perfezione i fiori e i frutti dei pensieri positivi, utili e puri.

Continuando a seguire tale processo, prima o poi un uomo scopre di essere il giardiniere della sua anima, colui che dirige la propria vita. Rivela a se stesso le leggi del pensiero, e comprende con sempre maggior esattezza come le forze della mente operino nella formazione della sua personalità, delle circostanze e del destino.

(James Allen)

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❇️ Semi di pompelmo per le infezioni della bocca (e non solo)

Le grandi proprietà del pompelmo furono scoperte nel 1979 dal Dr. Jacob Harich, il medico si rese conto che l’estratto ottenuto dai semi contusi mostrava una rapida e potente efficacia contro varie infezioni della bocca e dell’orecchio e negli anni successivi ha iniziato a curare con successo anche molti altri disturbi.

Di recente l’estratto è stato ulteriormente studiato in USA, Austria, Francia e Messico ed è stato sottoposto a vari test approvati da numerose istituzioni ufficiali. Risulta attivo contro batteri, lieviti, muffe, parassiti e virus. Le applicazioni più frequenti riguardano le infezioni della bocca ma le ultime sperimentazioni hanno dimostrato che si rivela efficace anche contro molti disturbi della pelle, dell’apparato genitale, gastrointestinale e respiratorio.
Per le infezioni della bocca (ascessi, stomatiti, gengiviti o afte) si può ricorrere a sciacqui disinfettanti. Si mettono 5 gocce di estratto in un bicchiere d’acqua e si utilizza tre volte al giorno. Per il mal di gola, invece, si diluiscono 10 gocce in un bicchiere d’acqua tiepida e si effettuano dei gargarismi più volte al giorno, anche 5/6 volte al dì. Invece, sciogliendo 10 gocce di estratto in mezzo bicchiere d’acqua, si ottiene un buon collutorio da usare in caso di sanguinamento delle gengive o dopo un intervento chirurgico alla bocca.

L’estratto di pompelmo può tornare molto utile anche in caso di herpes labiale. Si deve usare una parte di estratto diluito in 9 parti di acqua (1 goccia di estratto per 9 gocce d’acqua). Applicare direttamente sulla parte ma attenzione a non mettere mai a contatto il cotone usato con la soluzione: in questo modo si potrà conservare in frigo per qualche giorno.

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❇️ Efficacia dei semi di lino nella glicemia postprandiale

Uno studio brasiliano ha evidenziato che il consumo di semi di lino macinati crudi prima di colazione, diminuisce la risposta glicemica postprandiale negli uomini con diabete mellito di tipo 2. Si è trattato di uno studio clinico crossover randomizzato, 19 uomini con diabete mellito di tipo 2 sono stati reclutati per completare due sessioni sperimentali: ogni partecipante ha mangiato a casa sia la colazione senza semi di lino che, in un momento diverso, con l’aggiunta di semi di lino (15 grammi di semi di lino dorato macinati crudi subito prima del pasto). La glicemia è stata misurata a digiuno e dopo colazione a 15, 30, 45, 60, 90 e 120 minuti ed è emerso che l’aumento di picco glicemico e la risposta glicemica a due ore si sono ridotti nella sessione con i semi di lino rispettivamente del 17% e del 24%.

Già era noto che il consumo protratto per un certo periodo di tempo di semi di lino può abbassare i livelli di glucosio nel sangue,
tuttavia gli effetti sulla risposta glicemica postprandiale rimanevano sconosciuti, il pregio di questo studio è stato appunto di valutarli a distanza di 2 ore negli uomini con diabete di tipo 2 e il risultato è degno di considerazione dal momento che, abbassando l’escursione glicemica postprandiale, diminuiscono anche la produzione di specie reattive all’ossigeno, lo stress ossidativo, il danno proteico a livello di emoglobina glicosilata e la concentrazione di albumina glicata. Attenuare l’iperglicemia dopo pasto significa dunque migliorare diversi parametri come infiammazione, disfunzione endoteliale e possibile danno cardiovascolare.

I semi di lino contengono acido alfa linoleico
(Omega 3), fibre solubili e insolubili e composti fenolici (acidi fenolici lignani flavonoidi e tocoferoli) e forniscono numerosi benefici: con un consumo di 8-12 settimane si è riscontrata una diminuzione, non solo della glicemia e dell’emoglobina glicata, ma anche di trigliceridi, colesterolo totale, pressione sanguigna ed è emerso che migliora la sensibilità all’insulina in soggetti con pre diabete sovrappeso e obesità.

L’utilizzo dei semi di lino può quindi rappresentare una strategia dietetica semplice e conveniente che può essere adottata, sia da persone con diabete mellito di tipo 2, sia come supporto per la prevenzione e il trattamento delle malattie cardiache e il sostegno del sistema immunitario.

P.S.
I semi di lino vanno sempre consumati macinati freschi lontano da eventuali farmaci in quanto, a causa dell’alto contenuto in mucillagini e fibre, potrebbero ridurne l’assorbimento. Per lo stesso motivo meglio assumerli lontano anche da altri rimedi naturali.

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PubMed Acute Flaxseed Intake Reduces Postprandial Glycemia in Subjects with Type 2 Diabetes: A Randomized Crossover Clinical Trial - PubMed Background: Postprandial glycemic excursions are associated with impairment control of diabetes mellitus. Long-term consumption of flaxseed can lower blood glucose levels; however, its effects on the postprandial glycemic response remain unknown. Therefore…
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❇️ Emozioni e salute

Gioia, tristezza, dolore, preoccupazione, paura, rabbia, senso di colpa, rassegnazione, fiducia … le emozioni sono tante e ci accompagnano sempre, dalla nostra nascita fino all’ultimo istante di vita, influenzando le nostre decisioni, il nostro rapporto con gli altri e anche la nostra salute.
Alcune medicine orientali, antiche e sagge, collegano le malattie a varie cause: fattori climatici, alimentazione, avvelenamenti, traumi, epidemie, errori terapeutici a volte. Secondo questi saperi millenari anche le emozioni giocano un ruolo centrale ai fini del benessere: ciò che succede all’interno del nostro corpo è profondamente influenzato dal nostro modo di vivere nell’ambiente circostante e dal nostro modo di reagire ai suoi stimoli.

“In occidente la scienza degli ultimi due millenni ha considerato la malattia come un agente materiale che può essere eliminato solo da mezzi materiali e questo è completamente sbagliato – sosteneva il dottor Edward Bach, fondatore dell’omonimo metodo floriterapico, in una conferenza tenuta a Southport nel febbraio 1931 – “La malattia è invece un risultato, un prodotto terminale, uno stadio finale di qualcosa di molto più profondo che inizia oltre il piano fisico”.
Oggi anche la PsicoNeuroEndocrinoImmunologia studia le interazioni reciproche tra attività mentale, emozioni, comportamento, sistema nervoso, sistema endocrino e reattività immunitaria.

I sentimenti più dolorosi quando sono repressi, permangono e possono assumere nel tempo connotazioni sempre più negative.
Perché?
Perché i conflitti affettivi, le difficoltà professionali e i problemi economici col passare delle settimane, dei mesi e degli anni danno luogo a una secrezione pressoché continua di ormoni stressanti che, in assenza di una adeguata reazione, non vengono espulsi ma sono “immagazzinati” in qualche parte dell’organismo dove diventano veleno, come succede quando vengono sotterrati dei rifiuti chimici che finiscono per contaminare tutto il terreno. Le emozioni negative, se represse e trattenute, giorno dopo giorno finiscono così per minacciare le nostre difese immunitarie e renderci più vulnerabili a batteri, virus e malanni vari.

Che fare allora?
Dobbiamo riconoscere le nostre emozioni e comprenderle.
Non reprimerle
ma esprimerle.
Sfogarle ma non farci dominare, semmai imparare ad utilizzarle come fonte di energia.

Capire le nostre emozioni non è facile
, spesso non sono chiare neppure a noi stessi oppure in contemporanea ne esistono molteplici, alcune magari contraddittorie, e il più delle volte è complicato gestire questo magma informe e confuso di sensazioni che proviamo. Possiamo farlo solo attraverso un esame accorto e non sempre ci riusciamo da soli, può accadere di avere bisogno dell’aiuto di un terapeuta esperto che ci aiuti a comprendere ciò che proviamo e a trasformarlo in qualcosa di positivo.
Può essere un percorso impegnativo, ma ricorda che in fondo tutte le emozioni, a maggior ragione quelle più forti che ti fanno soffrire di più, vogliono darti una spinta per farti uscire dalla situazione che stai vivendo. Vogliono spronarti a creare altre condizioni migliori per la tua vita o per quella di chi hai accanto. Imparare, quindi, a riconoscerle e a gestirle meglio è importante per una vita più consapevole e felice.

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❇️ Benzene, i rischi per la salute vengono anche dall’ambiente domestico

Uno degli inquinanti cui prestare particolare attenzione è IL BENZENE poiché l’esposizione prolungata, anche a bassi livelli, è correlata a varie problematiche anche gravi di salute.

I rischi maggiori vengono dal traffico veicolare, questa sostanza chimica viene infatti rilasciata attraverso i gas di scarico degli automezzi. È anche contenuta nella benzina, di conseguenza, l’evaporazione della stessa nelle fasi di trasporto, stoccaggio e rifornimento è causa di esalazioni rischiose. Infine, non bisogna sottovalutare le fonti domestiche: i veleni a cui ci esponiamo quando siamo in luoghi chiusi possono essere molto più insidiosi di quanto immaginiamo. Il benzene, in particolare, in casa arriva da fuori, soprattutto se si abita in città ad alta densità di traffico, ma può finire nell’aria delle nostre stanze anche per colpa delle esalazioni di colle, vernici, cere per mobili e detergenti utilizzati per le pulizie. È liberato inoltre dal fumo di sigaretta: nelle abitazioni di chi fuma la concentrazione di questa sostanza è del 30-35% superiore a quella delle case dei non fumatori.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato il benzene come sostanza cancerogena in grado di produrre varie forme di leucemia in seguito a un’esposizione continuata anche a basse concentrazioni. Gli effetti cancerogeni del benzene sono stati a lungo indagatati anche dall’Istituto Ramazzini, prestigioso centro italiano per la ricerca indipendente e la prevenzione del cancro e delle malattie di origine ambientale .
Ma non è solo l’esposizione continuata ad essere pericolosa: anche brevi esposizioni, sempre a basse concentrazioni, possono provocare problemi di salute da non sottovalutare: vertigini, sonnolenza, aumento del battito cardiaco, tremori, confusione fino ad arrivare ad alterazioni della memoria e di alcune capacità psichiche e ad effetti irritanti sulla pelle e sulle mucose man mano che salgono i tempi di esposizione.

Dunque, gli effetti tossici provocati da questo composto organico hanno caratteristiche diverse e colpiscono organi sostanzialmente differenti sulla base della durata dell’esposizione.
Fare attenzione
è obbligatorio, anche perché in casa trascorriamo molte ore e i più vulnerabili sono i bambini e gli anziani che spesso passano la maggior parte delle loro giornate proprio all’interno delle pareti domestiche.

Come difendersi? Se ne parla in questo articolo:

⬇️ ⬇️ ⬇️

https://comedonchisciotte.org/benzene-i-rischi-per-la-salute-vengono-anche-dallambiente-domestico/


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❇️ Tracce indelebili

Singolare destino quello dei Santi di ieri e di oggi, di tutti i tempi, spesso ignorati e non accolti, considerati strani e inopportuni, messi da parte, non di rado anche perseguitati.

Uomini e donne che hanno ascoltato la voce dello Spirito che soffia nel cuore di ogni vivente e che hanno pensato e agito con amore facendo anche scelte scomode. A volte il mondo le ha ritenute persone folli o addirittura pericolose per il loro comportamento totalmente diverso da quello dell'ambiente circostante, capace di mettere a nudo contraddizioni e ingiustizie.

Quasi mai i Santi vengono riconosciuti finché sono in vita.
Solo dopo la loro morte le tracce indelebili del loro vissuto iniziano a risplendere diventando per tutti potenziale fonte di riflessione e ispirazione.

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❇️ Otto buoni propositi per stare bene

Non occorre stravolgere la nostra vita, apportando poche modifiche alle nostre abitudini possiamo davvero ottenere grandi risultati in termini di energie e benessere. Ci vuole costanza però, e pazienza, perché non si risolve in pochi giorni quel che abbiamo creato in mesi, a volte anni, di stile di vita poco salutare.
Ecco alcuni semplici (ma fondamentali) passi che puoi compiere OGNI GIORNO per stare bene:

1. Sii responsabile delle tue scelte alimentari: leggi le etichette, parla con persone competenti, informati sul valore di una nutrizione sana.

2. Mastica a lungo prima di ingoiare il boccone. È un’azione apparentemente banale, ma è di primaria importanza per migliorare la digestione e, a cascata, tutte le altre funzioni del nostro organismo.

3. Bevi. L’acqua è la fonte della vita. A volte quando siamo disidratati siamo irritabili oppure pensiamo di avere fame, mentre invece ciò di cui abbiamo bisogno in quel momento è solo un bel bicchiere d’acqua.

4. Muoviti. Il nostro corpo è stato progettato per correre, camminare, danzare, saltare, giocare. Consenti all’energia che hai dentro di esprimersi. Un po’ di attività fisica quotidiana ci tiene fisicamente in forma, ma aiuta anche ad essere mentalmente vigili ed emotivamente sereni.

5. Rilassati. Possiamo vivere una vita sana solo se equilibriamo il lavoro e l’esercizio fisico con i momenti di relax e riposo.

6. Nutri lo spirito. Il nutrimento non è solo quello che entra dalla bocca. Anche le relazioni con gli altri e la cura della vita spirituale fanno crescere e danno sostegno all’esistenza. Anzi spesso può succedere che si è infelici proprio perché viene a mancare “questo cibo primario per lo spirito” e si finisce per cercare conforto nel cibo materiale (mangiando troppo e male).

7. Immergiti nella natura. Se vivi in città e non hai vicino a casa o al posto di lavoro un parco o un giardino, cerca almeno di arricchire la tua abitazione con piante che purificano l’aria. Ci sono varie specie (ad esempio il philodendron o lo spathiphyllum) che contribuiscono a ridurre gli effetti dell’inquinamento del microclima eliminando le sostanze tossiche che si accumulano nell’ambiente in cui viviamo.

8. Ascolta musica. La musica è un’energia con una sua frequenza e lunghezza d’onda che agisce sul nostro corpo e su tutto il nostro essere. Melodie diverse stimolano e risvegliano in noi aspetti diversi, umori diversi. Usata con consapevolezza la musica può essere un’alleata potente per la nostra salute.

Cambiare il proprio stile di vita richiede impegno e determinazione. Sii paziente se all’inizio troverai qualche difficoltà, c’è bisogno di tempo per fare proprie nuove abitudini. Ma il disagio passerà presto e, appena comincerai a sentirti meglio, capirai che ne sarà valsa la pena.

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❇️ Articolazioni doloranti: ridurre l'uso (dannoso) di farmaci si può

Dai 50 anni in su molte persone soffrono di dolori articolari
e, secondo un sondaggio condotto dall’Università del Michigan, non è raro in questi casi finire per abusare di farmaci, arrivando anche a pericolosi cocktails fai da te: in primo luogo vengono acquistati antinfiammatori e analgesici di libera vendita ai quali spesso si aggiungono integratori e, a volte, anche antidolorifici, antireumatici e oppioidi su prescrizione.

Il problema è che ci sono seri rischi associati all’assunzione a lungo termine di tutti questi medicinali. Soprattutto gli antinfiammatori sono farmaci pubblicizzati intensamente anche a livello televisivo e radiofonico per un uso autonomo, ma non sono affatto privi di gravi effetti collaterali, ancor di più se si procede nel tempo senza avere piena consapevolezza delle possibili conseguenze e delle eventuali interazioni con prodotti diversi.

Lo stile di vita corretto rimane, quindi, la principale via da percorrere e ci sono alcuni semplici consigli da seguire per salvaguardare le proprie articolazioni.
Inoltre antinfiammatori naturali e medicine complementari possono essere di grande supporto in caso di necessità.
Se ne parla IN QUESTO ARTICOLO:

⬇️ ⬇️ ⬇️

https://comedonchisciotte.org/articolazioni-doloranti-ridurre-luso-dannoso-di-farmaci-si-puo/

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❇️ Tu puoi

Tu puoi scegliere il contenuto della tua personalità.

Giorno dopo giorno divieni ciò che scegli, ciò che pensi e ciò che fai.

(Eraclito)

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❇️ Olio extravergine di oliva per proteggere il cervello

Tempo d’olio nuovo. “Il re dei grassi buoni”, per definirsi tale, deve essere ottenuto dalla pressione a freddo delle olive e non aver subito alcun altro trattamento. Se è anche proveniente da agricoltura bio, è ancora meglio dal mio punto di vista.
I grassi degli oli spremuti a freddo sono più adatti per il nostro corpo perché più fluidi dei grassi animali. Durante la digestione non subiscono modificazioni rilevanti e vengono in parte trasformati in energia, in parte depositati come sostanza di riserva e in parte incorporati come materia di struttura delle membrane cellulari.

L’extra vergine di oliva è nutriente, emolliente e protettivo ed è il più indicato per l’alimentazione dei bambini.
Di recente la scienza gli ha riconosciuto anche la capacità di proteggere la memoria e difendere il cervello dall’Alzheimer. Sono stati i ricercatori americani della Temple University di Philadelphia, guidati dall’italiano Domenico Praticò, a evidenziare che il consumo costante di olio EVO mette al riparo dal declino cognitivo.
Come? In pratica è stato appurato che riduce l’infiammazione cerebrale ma soprattutto attiva un processo noto come ‘autofagia’, un meccanismo fisiologico di sopravvivenza che la cellula usa per eliminare parti danneggiate o inutili.

Dunque l’olio EVO, che è al centro della nostra dieta mediterranea, ci salvaguardia dal deterioramento delle facoltà intellettive, ma anche da diverse altre malattie, allungandoci la vita.

Essendo sensibile all’aria e alla luce, va conservato in luogo fresco, asciutto e buio e aggiunto crudo ai cibi per usufruire al meglio delle sue proprietà terapeutiche.

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❇️ Ulteriore ufficiale riconoscimento per le cure domiciliari

È stato pubblicato sul Journal of Clinical Medicine lo studio italiano che descrive l’esperienza di cura precoce domiciliare del COVID-19 da parte dei medici volontari dell’Associazione IppocrateOrg fondata e presieduta da Mauro Rango.
Lo studio, che era già uscito in pre-print su medrXiv lo scorso 4 aprile, riceve dunque adesso un’investitura ufficiale e compare su una rivista inclusa in PubMed e indicizzata dai maggiori database internazionali, tra cui Scopus e Web of Science e attualmente collocata nel miglior 25% (Q1) delle riviste mediche di tutto il mondo.

Gli autori (il Prof Marco Cosentino, il Dott. Stefano Martini e la Dott.ssa Franca Marino del Centro di Ricerca in Farmacologia Medica, Università dell’Insubria; insieme al Dr. Mauro Rango e alcuni medici membri del gruppo IppocrateOrg) hanno indagato la gestione e gli esiti nei pazienti assistiti in Italia tra il 1° novembre 2020 e il 31 marzo 2021 riscontrando che, nella loro casistica (392 persone curate da 10 medici), la letalità COVID-19 è stata dello 0,2 mentre la letalità nazionale nel medesimo periodo era del 3%. Tra l’altro oltre il 5% dei pazienti era stato preso in cura da loro già in fase avanzata con grave interessamento polmonare e tutti sono guariti, solo un paziente è deceduto dopo il ricovero ospedaliero (un uomo di 77 anni preso in carico già in condizioni gravi, con patologie cardiovascolari croniche pregresse, interessamento polmonare e riduzione di ossigeno).

Nessun effetto avverso di rilievo è stato associato ai farmaci usati. Quelli più frequentemente prescritti hanno incluso aspirina (66,1%), antibiotici (62%), glucocorticoidi (41,8%), idrossiclorochina (29,6%), enoxaparina (28, 6%), colchicina (8,9%), ossigenoterapia (6,9%), ivermectina (2,8%). Privi di effetti collaterali anche integratori e vitamine che sono stati somministrati a quasi tutti i pazienti (98,7%): tra i più usati quercetina, esperidina, lattoferrina, pelargonium sidoides, resveratrolo, zinco picolinato, Vit. C, Vit. D3 e Vit. A.

Gli autori si augurano che l’esperienza descritta nello studio sia utile ad altri medici e venga tenuta nella dovuta considerazione dai decisori politici.

Speranza condivisibile.

Per troppo tempo le cure domiciliari sono state ignorate e poi screditate dalla maggior parte dei media e da buona parte del mondo scientifico e istituzionale. Avrebbero potuto salvare molte vite e questo non è l’unico studio che evidenzia l’importanza di intervenire precocemente in modo adeguato e personalizzato (che poi è ciò che normalmente dovrebbe fare un Medico).
Invece, si è preferito puntare tutto unicamente sulla vaccinazione di persone sane tramite l’utilizzo di farmaci nuovi sperimentali, piuttosto che parallelamente, man mano che emergevano evidenze, informare che era possibile curare le persone malate tramite l’uso di farmaci noti già da anni e per lo più di basso costo.

Un capitolo della storia italiana contemporanea da comprendere a fondo e meglio per far sì che situazioni del genere non si ripetano. Come dicevano i nostri antenati: Historia Magistra Vitae.

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MDPI Early Outpatient Treatment of COVID-19: A Retrospective Analysis of 392 Cases in Italy COVID-19 was declared a pandemic in March 2020. The knowledge of COVID-19 pathophysiology soon provided a strong rationale for the early use of both anti-inflammatory and antithrombotic drugs; however, its evidence was slowly and partially incorporated into…
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❇️ Il Cardiologo Giuseppe Barbaro: il cuore dei giovani vaccinati è a rischio

Lunga intervista al Dirigente Medico Ospedaliero, specialista in Medicina Interna e in Cardiologia,
sottoposto a procedimento disciplinare per aver prescritto "in scienza e coscienza" accertamenti prevaccinali ai propri pazienti.

Molte le tematiche affrontate:

- la recente morte della quattordicenne di Brindisi e l'intensificazione della campagna vaccinale per la fascia pediatrica;

- il boom di malori e le molteplici complicanze successive alla vaccinazione anticovid;

- le raccomandazioni su quinta dose e la possibile concomitante somministrazione con altri vaccini;

- l'audizione di Pfizer al Parlamento Europeo e le notizie prive di senso clinico e scientifico diffuse;

- i condizionamenti della politica e la responsabilità della classe medica;

- la disumanizzazione della medicina in atto e le priorità che dovrebbe avere il nuovo Ministro della Salute.

L'articolo è corredato dalla necessaria documentazione, basta cliccare sulle parole scritte in colore diverso e i riferimenti citati si aprono.

Ascoltare sempre tutte le voci e approfondire il più possibile per avere la possibilità di decidere in piena consapevolezza.

⬇️ ⬇️ ⬇️

https://comedonchisciotte.org/il-cardiologo-giuseppe-barbaro-il-cuore-dei-giovani-vaccinati-e-a-rischio/

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❇️ Problemi agli occhi? Controlla l’intestino

Anche gli occhi hanno i loro batteri e c’è una relazione tra batteri oculari e quelli intestinali, dunque c’è una correlazione tra salute degli occhi e benessere intestinale. Diversi studi, infatti, hanno dimostrato che esiste un asse intestino-occhio e a Roma, a fine 2019, UN INTERESSANTE CONGRESSO ha messo bene in luce questo aspetto.
Nell’occasione Gianluca Scuderi, professore associato del Dipartimento di Neuroscienze della Sapienza Università di Roma e responsabile dell’Unità operativa di oculistica dell’Ospedale Sant’Andrea, spiegò che quando l’equilibrio dell’ecosistema intestinale si rompe, può verificarsi l’insorgenza di alcune patologie oculari, tra cui il glaucoma. In pratica, una volta che la flora intestinale si altera, si instaura uno stato infiammatorio che colpisce sia l’intestino che la superficie oculare.

Oggi il glaucoma, nella sua forma acuta, viene appunto considerato una malattia infiammatoria, ma da alcuni è anche pensato come una malattia neurodegenerativa al pari di Alzheimer, Parkinson e SLA.
Piero Barbanti, Professore di Neurologia presso l’Università San Raffaele di Roma, sempre nell’ambito dello stesso congresso, ha specificato che sono tutte patologie nelle quali neuroni localizzati in sedi diverse iniziano a invecchiare precocemente, morendo progressivamente: nella malattia di Alzheimer il processo inizia nell’ippocampo, nella malattia di Parkinson nella cosiddetta substantia nigra, nella SLA nei neuroni motori della corteccia cerebrale e del midollo spinale ed infine nel glaucoma nelle cellule gangliari della retina. Si tratta quindi di malattie diverse, ma accomunate da analoghi meccanismi di stress ossidativo e degenerazione del neurone.

Ma come si può prevenire/contrastare lo stress ossidativo?
Bisogna in primis trattare bene il nostro intestino e necessariamente riportarlo in equilibrio quando non lo è.
Lo si può fare attraverso sostanze alimentari che si trovano in natura e che dovrebbero essere presenti nell’alimentazione di tutti i giorni (altre invece andrebbero limitate o proprio evitate). In certe situazioni, l’alimentazione può non essere sufficiente, allora sarà il caso di ricorrere ai nutraceutici (capsule che contengono particolarmente concentrate alcune sostanze che possono tornare utili per determinati periodi). Infine bisogna anche considerare “l’aggiustamento” del muco intestinale: è un passo fondamentale per migliorare molti disturbi, non solo quelli degli occhi, ma anche quelli correlati alle più temute malattie.

QUI l'articolo che entra nel merito di questa tematica:

⬇️ ⬇️ ⬇️

https://comedonchisciotte.org/problemi-agli-occhi-controlla-lintestino/

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Come Don Chisciotte Problemi agli occhi? Controlla l’intestino - Come Don Chisciotte di Valentina Bennati comedonchisciotte.org Il benessere dell’intestino è importante per conservare una buona vista. Al contrario, se c’è disbiosi, ovvero se la flora batterica intestinale non si trova in una condizione di equilibrio, si possono facilmente…
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Post #423 7.52K
❇️ Gusto e salute al ritmo della natura

È il periodo della ZUCCA. La sua polpa dal bel colore giallo-arancio è ricchissima di betacarotene, una sostanza che nel nostro organismo si trasforma in vitamina A, d’importanza fondamentale per la vista, lo sviluppo del feto nell’utero e per altre funzioni, fra cui spiccano quella di sostegno al sistema immunitario e quella antitumorale. La zucca è anche amica della pelle perché le sostanze che contiene stimolano l’epidermide a rinnovarsi e ad essere più forte confronto alle aggressioni esterne stagionali: vento, smog e temperature in diminuzione.

La zucca ha un sapore dolce, ma poche calorie e, per la ricchezza in fibre, può essere consumata anche dai diabetici.
Se la comprate intera fate attenzione che la buccia non abbia macchie e che il picciolo sia ben saldo (in questo modo si conserva anche per mesi in un luogo buio, fresco e asciutto). Se invece volete consumarla subito, per fare la scelta migliore dovete stare attenti che non abbia ammaccature e che suoni a vuoto se battuta con le nocche delle dita. Il picciolo non deve essere secco ma flessibile e ben attaccato alla buccia. Se la trovate già tagliata, scegliete pezzi che non abbiano la superficie da taglio né troppo asciutta né troppo viscida. In questo modo avrete maggiori garanzie di freschezza.

Condivido questa ricetta facile e gustosa, insegnamento di un’amica sarda:

GNOCCHI DI ZUCCA

Ingredienti (per quattro persone)

1 kg di zucca

100 grammi di farina

1 uovo

4 cucchiai di pecorino

30 grammi di burro

sale q.b.

Preparazione

Dopo aver sbucciato la zucca si taglia a spicchi e si dispone in una teglia avvolta con un foglio di alluminio. Si inforna per circa mezzora a 180 gradi, se dovesse risultare ancora umida si toglie il foglio di alluminio e si tiene ancora quanto basta a farla asciugare.

Una volta tiepida si riduce in purea con il passapatate, si aggiunge sale, uovo e farina e si impasta bene fino ad ottenere un composto omogeneo.

Nel frattempo, si mette una pentola capiente sul fuoco salando l’acqua e, una volta raggiunta l’ebollizione, ci si fa cadere l’impasto a pezzettini aiutandosi con un cucchiaio.

Gli gnocchi sono pronti quando vengono a galla. Si raccolgono con un mestolo forato, si condiscono subito con burro e pecorino e si servono ancora ben caldi.


N.B.
Mai buttare i semi della zucca, sono ricchi di preziosi nutrienti: si possono tenere in ammollo e lasciar germogliare, altrimenti si può essiccarli per 15-20 minuti in forno a 170 gradi, con un pizzico di sale marino integrale. Gusto e salute da aggiungere a zuppe o insalate.

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Post #422 9.35K
❇️ Decotto rinforzante

Questo decotto è un valido supporto alimentare al cambio di stagione. Quando ero piccola, lo vedevo preparare nei rigidi pomeriggi autunnali appena in casa cominciavano i primi raffreddori e si rivelava davvero di grande aiuto, se preso subito all'inizio dei sintomi.
Come si prepara? Si porta a ebollizione mezzo litro d'acqua, ci si versano 2 chiodi di garofano, 1 cucchiaino di anice stellato e si fa sobbollire per 5 minuti. Poi si unisce 1 pezzettino di zenzero tagliato finemente e dopo 3 minuti si spegne, aggiungendo mezzo cucchiaino di origano. Si versa in una teiera e si copre. Trascorsi dieci minuti, si filtra e si versa in una tazza aggiungendo una stecca di cannella e un poco di scorza di limone. Si lascia ancora un minuto, infine si usa la stecca per girare e poi si beve tiepido senza dolcificare, al limite si può aggiungere un pochino di buon miele. In alternativa uno spicchio di mela contribuirà a rendere il sapore più gradevole.
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Post #421 8.46K
❇️ La più semplice delle norme igieniche

Per mantenere la perfetta funzionalità della parte alta dell’apparato respiratorio
e, a maggior ragione, in caso di riniti, sinusiti, allergie respiratorie, otiti, faringiti, tonsilliti, adenoidi, oppure se si vive in ambienti con molto inquinamento atmosferico, E’ MOLTO UTILE LAVARE IL NASO due volte al giorno.
Se proprio non si può farlo due volte, è una sana abitudine, ed è di grande giovamento, almeno farlo una volta. Ad esempio, al mattino, prima di colazione, oppure la sera prima di andare a letto.

Come si fa?

Si scalda leggermente mezzo litro di acqua non clorata e ci si scioglie dentro mezzo cucchiaino di sale marino integrale mescolando. La temperatura deve essere sopportabile dalla mucosa nasale, intorno ai 37-38 gradi. Ci si procura una siringa da 10-20 cc, togliendo l’ago, e si inietta l’acqua lentamente, prima in una narice e poi nell’altra, tenendo ogni volta la testa inclinata lateralmente sopra il lavandino per permettere all’acqua di defluire dalla narice opposta rispetto a quella d’ingresso.
Si ripete più volte stando attenti a non ingoiare il liquido che, se scende in bocca, deve essere sputato.

Le prime volte questa procedura può risultare poco gradevole, ma presto ci si abitua e diventa un’azione di routine come lavarsi i denti. L’importante è non farlo mai dopo i pasti.
Anche nei periodi di allergie respiratorie come la primavera è molto utile effettuare il lavaggio del naso due-tre volte durante l’arco della giornata.

In caso di raffreddori ricorrenti può essere d’aiuto, dopo il lavaggio del naso secondo le modalità appena descritte, praticare anche il seguente esercizio respiratorio:

– Tenere chiusa la narice sinistra ed effettuare (lentamente) un ciclo respiratorio completo, ovvero prima un’espirazione poi un’ispirazione.

– Tappando la narice destra ripetere un’espirazione e poi un’ispirazione.

– Continuare così in modo alternato per 4-5 minuti.

Ci sono piccole pratiche, come questa di tenere libero e pulito il “filtro nasale”, che si possono adottare quotidianamente per mantenere o migliorare il proprio stato di salute e per prevenire e superare alcuni piccoli malesseri stagionali.
Hanno il vantaggio di poter essere applicate comodamente a casa propria e non hanno costi.

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Post #419 21.7K
❇️ La respirazione che risana

LA RESPIRAZIONE non è solamente una fondamentale funzione corporea, ma anche un’espressione dello spirito. Questo concetto è presente fin da epoche remote nelle grandi civiltà dell’estremo oriente come anche in quella greca ed egizia. Per tutte queste culture antiche la respirazione era importantissima ed era ritenuta presupposto imprescindibile per lo sviluppo della forza vitale e per la maturazione della persona.

Oggi, invece, quasi tutti respiriamo troppo. Per stress, ansia, mancanza di attività fisica o cattiva alimentazione aumentiamo inconsapevolmente l’intensità dei nostri respiri diventando più vulnerabili a disturbi e malattie. Anche fumo e alcool aumentano la respirazione, come la permanenza in ambienti troppo caldi e non aerati. Bisognerebbe imparare a ritrovare un respiro più lento e profondo, ad esempio attraverso la respirazione yogi o la respirazione quadrata tibetana o il rebirthing o il metodo Buteyko (tutte tecniche da praticare sotto la guida di terapeuti esperti) oppure ritagliandosi giornalmente una mezz’ora di tempo per meditare o pregare un rosario (e per questo non c’è bisogno di avere l’aiuto o la supervisione di un maestro, tutti possiamo farlo, basta fare un po’ di silenzio intorno e dentro di noi, far tacere i rumori e la mente, e predisporre l’animo alla pace e alla positività). Ne trarrebbe vantaggio la salute tutta, non solo quella psichica e spirituale. Infatti c’è una importante relazione tra respirazione e sistema cardiovascolare poiché il respiro è in grado influenzare, tramite il sistema neurovegetativo, sia il ritmo cardiaco sia la pressione arteriosa.

A questo proposito sono particolarmente intriganti le ricerche del Dottor Luciano Bernardi. Questo fisiologo clinico dell’Università di Pavia ha studiato per lungo tempo le relazioni tra respirazione e sistema cardiocircolatorio ed è arrivato alla conclusione che il respiro può influenzare il sistema cardiovascolare perché, quando diminuisce il numero di atti respiratori al minuto, diventano più efficienti i sensori che comunicano al cervello il livello di pressione arteriosa e quelli che rilevano la quantità di ossigeno e anidride carbonica presenti nel sangue. In pratica se il respiro diventa più regolare, lento e profondo, si verifica a cascata un effetto positivo sul ritmo cardiaco e anche sull’ipertensione.
In realtà già il professor Konstantin Pavlovich Buteyko aveva prodotto in passato molti interessanti studi sulla relazione tra respirazione scorretta (veloce, superficiale) e pressione alta, asma e svariate altre malattie e disturbi. Basandosi sulle ricerche realizzate dagli scienziati sovietici sulla respirazione degli astronauti e sulla composizione dell’aria nelle capsule spaziali, Buteyko ha poi messo a punto un programma pratico di esercizi davvero efficaci per migliorare la respirazione e portarla allo stato ottimale.
Altre ricerche in merito a questo argomento sono quelle pubblicate nel 1998 da The Lancet (si dimostrava come un gruppo di pazienti affetti da insufficienza cardiaca in soli sei mesi potesse aumentare, praticando le tecniche yoga, la capacità respiratoria e con essa quella di compiere sforzi) e nel 2004 dalla rivista Perfusion, specializzata in patologie cardiache, che ha pubblicato un’indagine che prova come lo yoga faccia regredire lo stato di rischio in pazienti con malattie cardiovascolari già conclamate.

Sono certamente tutti studi pregevoli e degni di interesse ma, in realtà, la scienza ha avvalorato ciò che gli antichi sapevano già: c’è un tipo di respirazione che risana ed è quella lenta, profonda e regolare tipica dei mantra yoga o della recita del rosario. Infatti, sorprendentemente, sia il mantra che il rosario (se recitati bene) hanno effetti similari sul piano respiratorio perché arrivano a rallentare il ritmo respiratorio e a regolarizzarlo su una frequenza di un respiro completo (inspirazione + espirazione) ogni 10 secondi, per un totale di sei atti respiratori al minuto che è quella ideale.
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Post #418 6.85K
❇️ Ferite o feritoie?

Là dove tu hai sofferto
o sei stato ferito
in quell'ambito
puoi maggiormente aiutare gli altri
perché tu sai cosa significa
essere vulnerabili
e provare dolore.

Fa che questa conoscenza
ti apra a coloro
che stanno vivendo
quel che hai vissuto tu
così le tue FERITE
si trasformeranno in FERITOIE
attraverso cui può passare
la Luce.

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