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Come Don Chisciotte PIU' SALUTE di Valentina Bennati

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Non c’è niente di più incontrollabile di una persona sana, consapevole e felice.
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❇️ Ambulatori IppocrateOrg: nuove aperture

IppocrateOrg fa sapere che da domani, 13 ottobre, apriranno sei nuovi ambulatori in ulteriori cinque regioni: Lazio (due studi a Roma), Marche (uno studio a Fano – Pesaro Urbino), Liguria (uno studio a Alassio – Savona), Valle d’Aosta (uno studio a Aosta), Toscana (uno studio a Bagno a Ripoli – Firenze).

Questi nuovi ambulatori vanno ad aggiungersi a quelli già attivi in altre tre regioni: Lombardia dove IppocrateOrg ha aperto quattro studi medici (due a Milano, uno a San Donato Milanese, uno a Rovato in provincia di Brescia) e due centri di supporto psicologico (uno a Milano e uno a Como); Veneto, regione in cui sono presenti tre studi medici (uno a Mestre, uno a Quinto di Treviso e uno a Verona) e due centri di supporto psicologico (uno a Padova e uno a Treviso) e Emilia, territorio in cui al momento sono attivi due studi medici (uno a Bologna e uno a Reggio Emilia).

Tutte le prenotazioni si possono fare riempiendo l’apposito modulo di contatto della sezione “Centri di medicina territoriale” sul sito www.ippocrateorg.org. L’Associazione ha anche attivato, presso di studi di San Donato Milanese e Milano, un servizio di assistenza legale specializzato in ambito sanitario che al momento, al pari di quello psicologico, è fruibile anche on-line.

Dunque, nonostante la campagna mediatica negativa di certa stampa che parla ancora di “teorie antisistema fondate non sulla scienza ma sulla paura”, i medici di Ippocrate vanno avanti, forti della fiducia delle tante persone curate a casa durante i mesi difficili dell’emergenza sanitaria. È già stato annunciato che altri ambulatori apriranno prossimamente in ulteriori regioni.

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❇️ Un rimedio a tutto campo

Il suo nome deriva dall’unione di due parole greche: PRO (che sta per “davanti”) e POLIS (che sta per “città”) e spiega bene l’impiego che ne fanno le api per assottigliare l’apertura d’ingresso a difesa dell’alveare.
Come protegge l’alveare, così questo incredibile prodotto naturale protegge anche il nostro organismo grazie alla sua importante azione antivirale e antibatterica. La propoli, inoltre, aiuta nelle terapie contro i funghi (come la candida albicans) e i parassiti, ma soprattutto è di grande utilità in caso di infezioni delle prime vie aeree, quindi, è indicata per contrastare raffreddore e dare sollievo in caso di faringiti e laringiti durante la stagione fredda rafforzando le vie respiratorie.

Non solo, ha proprietà antinfiammatorie che si esplicano a livello di tutte le mucose (oltre all’apparato respiratorio, anche quello gastrointestinale e genitourinario) e favorisce la cicatrizzazione delle ferite. Inoltre, insieme al miele, ha un effetto non indifferente anche sulle piccole ustioni.
Da bambina più volte ho potuto apprezzare l’efficacia di questo rimedio naturale. A casa mia, infatti, era usanza mischiare poche gocce di tintura madre di propoli a un buon miele non pastorizzato e poi spalmare la pappina sulle ferite per favorirne la guarigione. Infine, sempre in campagna, ho visto usare la propoli da vari agricoltori contro la ticchiolatura delle mele e contro le muffe durante la conservazione dei frutti.

Le api ottengono la propoli attraverso l’elaborazione delle resine balsamiche che ricoprono le gemme e le cortecce delle piante, per questo ha un buonissimo profumo.
In commercio si trova come soluzione idroalcolica, estratto secco o soluzione idroglicerica (più adatta a chi non tollera l’alcol e ai bambini). Si può comunque acquistare sotto varie forme: pasticche, capsule, spray, aerosol, gocce, grezza da masticare, unguento, pomata, lozione, ma è necessario sempre tener conto della quota di principi attivi titolati in flavonoidi totali espressi (soprattutto galangina che è responsabile dei principali benefici effetti e deve avere titoli minimi di 30 mg/ml per l’idroalcolica e del 8% per l’estratto secco).

Infine una curiosità: esistono anche diffusori ambientali di propoli e nella stagione influenzale aiutano a ridurre la carica batterica eventualmente presente nell’aria e a rendere gli spazi più salubri. Questi apparecchi permettono di rilasciare la frazione volatile della propoli con tutte le sue proprietà terapeutiche.
La frazione volatile è composta dai principi attivi che la propoli rilascia quando è sottoposta a riscaldamento. In natura ciò avviene naturalmente quando le miscele resinose sulle gemme e sulle cortecce delle piante sono riscaldate dai raggi del sole, soprattutto dopo i temporali estivi. I diffusori di propoli, riscaldando leggermente la propoli, aiutano a ricreare questa atmosfera salutare.

PRECAUZIONI:
È bene assumere la propoli a digiuno e far trascorrere un’adeguata distanza di tempo tra una somministrazione e l’altra.
Generalmente non ci sono controindicazioni all’utilizzo di questo prodotto delle api ma, a causa dell’abbondante presenza di allergeni nelle resine delle piante, alcune persone predisposte possono manifestare crisi allergiche.
Il consiglio è, in ogni caso, di preferire sempre propoli proveniente da apicoltori nazionali che utilizzano il metodo biologico, in modo da evitare il più possibile residui di pesticidi, farmaci e inquinanti.
Infine, bisogna anche stare attenti alla conservazione che deve avvenire in luogo fresco e buio.

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❇️ Sostanze che fanno forti le ossa

L’OSTEOPOROSI è una patologia correlata all’invecchiamento e si presenta con una riduzione della massa e della densità dell’osso che fa aumentare il rischio di fratture.

In questa situazione spesso viene consigliato di aumentare il consumo di latte e derivati perché sono alimenti ricchi di CALCIO, in merito a questo però non tutti concordano: secondo la medicina tradizionale cinese, ad esempio, il calcio derivante dal latte vaccino e dai suoi derivati non risolve il problema, lo peggiorerebbe anzi, poiché in eccesso questi cibi sono acidificanti e una delle priorità del nostro organismo è mantenere il ph del sangue a livelli leggermente alcalini.
L’alimentazione della maggior parte delle persone oggi comprende già tanti cibi che rilasciano residui acidi (ad esempio cibi raffinati o troppo proteici) e il corpo è costretto a mobilitare le sue riserve alcaline per compensare e riportare il ph a livelli adeguati. Prima di tutto viene mobilitato il sodio, poi il fosforo e, se l’eccesso di acidità permane ancora, viene infine mobilitato il calcio che viene richiamato proprio dalle ossa. Ecco che molti minerali utili e necessari per la salute e il benessere vengono utilizzati dall’organismo per riparare a un “errore” alimentare.
È per questo che è preferibile assumere il calcio da fonti alternative ai latticini: frutta secca (mandorle, noci, nocciole ecc….), fichi, legumi, cereali integrali. Anche i semi oleosi (soprattutto il sesamo) contengono calcio, i germogli (in particolare quelli di alfa-alfa) e le verdure (a foglie e a radice).

Oltre al calcio altre sostanze sono necessarie per l’irrobustimento e la corretta crescita dell’osso:

Il MAGNESIO che si trova negli stessi elementi che contengono calcio, nella frutta (in particolare mele, fichi e limoni) e nelle verdure appena raccolte (specialmente verdure a foglia verde).

La VITAMINA C che è nella frutta (specie negli agrumi) e nelle verdure appena colte.

Il SILICIO presente nei cereali integrali (soprattutto il miglio) e nell’equiseto (quest’ultimo si può trovare in erboristeria o farmacia e ha un’azione remineralizzante benefica anche per capelli e unghie).

I FITOESTROGENI che sono nella soia, nelle lenticchie, nei semi di lino, nei cereali integrali e nell’aglio.

I FITOPROGESTINICI presenti nell’olio di enotera (in farmacia o erboristeria) e in alcune piante come l’angelica.

La VITAMINA D (presente in olio di fegato di merluzzo, salmone, sgombro, sardine, uovo). Fondamentale però è l’esposizione alla luce solare soprattutto nei mesi più caldi dell’anno. I raggi solari che ci fanno produrre vitamina D sono, infatti, gli UV-B della frequenza compresa fra i 290 ed i 315 nm che sono presenti in Italia solo da giugno a settembre circa. Quindi è scontato che durante l’inverno si diventi carenti, anche perché sono cambiate molto le nostre abitudini di vita: si sta meno all’aria aperta, passiamo molte ore in ufficio o comunque al chiuso delle abitazioni e quindi abbiamo notevolmente ridotto le occasioni di esposizione. Per questo motivo sarebbe una buona abitudine ricorrere ad una integrazione per tutto il periodo che ci separa dall’estate.

Alcuni oligoelementi (RAME ZINCO E MANGANESE) sono utilissimi nella formazione dell’osso, del collagene e dell’elastina.

Infine sono necessari anche gli OMEGA TRE che favoriscono l’assorbimento del calcio e la densità ossea: sono apportati dal pesce azzurro, dalle noci, dalle alghe e dall’olio di lino spremuto a freddo che va conservato in frigo. I semi di lino, se consumati tal quali, devono essere assolutamente macinati per poter essere assimilati dall’organismo. Si prestano bene a rendere più gustosi tanti piatti, dai cereali, alle insalate, alle minestre, se “spolverizzati” sopra. Una volta sminuzzati, però, vanno usati subito e non conservati perché irrancidiscono facilmente.

N.B.
Ricorda che è bene prediligere cibi biologici e biodinamici perché liberi da ogm, residui chimici e perché migliori dal punto di vista nutritivo.

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❇️ Avere una corretta postura e muoversi per stare bene

La funzionalità della struttura corporea è influenzata dall’allineamento posturale. Quando serve, ci sono varie tecniche volte al riequilibrio: la chiropratica lavora sulle articolazioni; l’osteopatia su ossa, visceri e fascia connettivale; la terapia cranio-sacrale sul liquido cerebrospinale; il rolfing sulla fascia connettivale profonda. Sono alcuni esempi, ma vi sono varie discipline che si occupano di questo e si differenziano tra loro soprattutto per il tessuto su cui lavorano.

Anche il movimento è essenziale per stare bene, l’esercizio fisico regolare è un modo per conservare flessibili le articolazioni e forti le ossa e i muscoli, inoltre è un potente stimolo per il sistema immunitario, un allenamento per polmoni e cuore, un’opportunità per ridurre la tensione emotiva e vincere lo stress.

Ma quale attività fisica svolgere? E con che frequenza?

Gli esercizi aerobici che impegnano in maniera prolungata (ad esempio camminata a passo sostenuto, corsa lenta, bicicletta, nuoto) sono adatti a tutti perché fanno lavorare quasi tutti i muscoli del corpo, favoriscono le funzioni respiratoria e cardiovascolare e aiutano le ossa a rimanere sane. Un impegno regolare di 3-4 volte a settimana è in grado di accelerare il metabolismo, modificare la predisposizione al diabete, favorire il consumo dei grassi accumulati.

Gli esercizi anaerobici, più intensi e di minore durata (come ad esempio l’allenamento con i pesi), sono anch’essi utili, ma devono venire affiancati da attività più prolungate e tranquille.

Per non correre rischi di infortuni bisogna fare sport con giudizio e regolarità aumentando con gradualità gli sforzi e scegliendo l’attività più adeguata alle proprie caratteristiche fisiche, all’età e alle proprie condizioni di salute. È molto indicato anche fare un po’ di stretching e qualche esercizio di mobilizzazione articolare all’inizio e alla fine dell’attività sportiva, non solo per evitare infiammazioni, distorsioni e strappi, ma anche per favorire lo sviluppo di una muscolatura elastica oltre che forte.

C’è poi un’attività facile ed efficace alla portata di tutti: CAMMINARE. Mezzora al giorno di passeggiata è il minimo raccomandabile.

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❇️ Miele di Manuka possibile risorsa per le infezioni polmonari resistenti ai farmaci

Il miele di Manuka
, un arbusto dalle foglie odorose con piccoli fiori bianchi e rosa molto profumati che cresce allo stato selvatico nelle terre vergini della Nuova Zelanda, è oggetto di numerosi studi scientifici che ne stanno documentando le proprietà benefiche (in realtà già conosciute da molto tempo dai guaritori maori che da sempre utilizzano foglie e corteccia di questa pianta come decotto per alleviare numerose problematiche di laringe, faringe, cavo orale e per diversi lesioni della pelle).

Questo miele è purtroppo molto costoso, ma vale la pena averne un barattolino in casa soprattutto nella stagione invernale. Infatti ha ancora più proprietà antimicrobiche rispetto a tutti gli altri tipi di miele. La sua efficacia è dovuta alla presenza del metilgliossale che si forma da un composto presente nel nettare che viene convertito durante la maturazione del miele. Il livello di questa molecola nel miele di Manuka è ben 100 volte superiore rispetto a tutti gli altri tipi di miele. In realtà il metilgliossale sarebbe un composto tossico che accelera cambiamenti nel collagene legati all’invecchiamento, ma nel miele di Manuka lavora in sinergia con altri composti per creare un nuovo e potente effetto antibatterico in grado di aiutare in svariate situazioni, ad esempio favorisce la guarigione di ferite croniche infette, ma anche delle infezioni polmonari resistenti agli antibiotici.

Proprio nel campo delle problematiche polmonari di recente gli scienziati dell’università di Aston hanno sperimentato (in vitro) un nuovo trattamento che combina il miele di Manuka naturale con l’antibiotico amikacina, un farmaco già ampiamente utilizzato per trattare un’infezione polmonare altamente resistente alle cure derivante dal mycobacterium abscessus che di solito colpisce i pazienti che soffrono di fibrosi cistica e bronchiectasie.
I ricercatori hanno potuto appurare che, nebulizzando l’amikacina insieme al miele di Manuka, è possibile ottenere evidenti risultati con il conseguente vantaggio di ridotti effetti collaterali. Al momento, infatti, ai pazienti infettati da mycobacterium abscessus viene somministrato un cocktail di antibiotici molto pesante per svariati mesi e spesso la cura, oltre a provocare gravi effetti collaterali (ad esempio epatotossicità, nefrotossicità, trombocitopenia, leucopenia, perdita dell’udito), non risolve la patologia, limitando di fatto le possibilità di sopravvivenza poiché molto spesso questa infezione si rivela mortale. La ricerca, invece, ha mostrato che grazie al miele di Manuka si potrebbe passare con efficacia da un dosaggio elevato di amikacina a un dosaggio di ben otto volte inferiore, indubbiamente meglio sopportabile dai pazienti.

I risultati dello studio sono stati definiti dagli stessi autori molto incoraggianti. Sono pubblicati sulla rivista Microbiology per chi desidera approfondire.

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microbiologyresearch.org In vitro synergy between manuka honey and amikacin against Mycobacterium abscessus complex shows potential for nebulisation therapy Mycobacterium abscessusis an opportunistic human pathogen of increasing concern, due to its ability to cause aggressive pulmonary infections (especially in cystic fibrosis patients), as well as skin and soft tissue infections. M. abscessus is intrinsically…
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❇️ Un insegnamento della Medicina Tradizionale Indiana

La Medicina Tradizionale Indiana, l’Ayurveda, insegna a massaggiare con regolarità la testa con sostanze oleose. Questo non serve solo a prevenire la caduta dei capelli, la stempiatura e l’incanutimento, ma anche a rafforzare le radici e tutto il cranio. Secondo il primo libro della Charaka Samhita, il più antico ed autorevole trattato antico sulla medicina ayurvedica, con questa pratica anche i sensi si acuiscono, si dorme meglio e l’umore ne guadagna.
Il trattamento andrebbe fatto una volta a settimana massaggiando con vigore per almeno 15 minuti il cuoio capelluto con la punta delle dita precedentemente intinte nell’olio, dopodiché si lascia agire per un’ora prima di lavare i capelli.
Ovviamente la scelta dell’olio non va lasciata al caso.

Un ottimo olio per stimolare la ricrescita sana dei capelli si può preparare con finocchio (25 gr), liquirizia (25 gr), foglie di rosa essiccate (25 gr), olio di cocco (50 ml) e olio di sesamo (100 ml).
Si riducono in polvere i primi tre ingredienti, si riscalda l’olio di sesamo a bagnomaria finché inizia quasi a fumare, si toglie dal fuoco e si aggiunge la polvere. Poi, girando sempre con un cucchiaio di legno, si rimette sul fuoco a fiamma molto bassa per altri 10 minuti dopodiché si spenge, si lascia raffreddare e si filtra con l’aiuto di una garza sottile di cotone (non trattato) spremendo bene.
Infine si rimette a scaldare e si aggiunge l’olio di cocco mescolando ancora. A questo punto, amalgamati bene tutti gli ingredienti, si lascia raffreddare e si mette a conservare in una bottiglietta di vetro scuro.
Si mantiene a riparo da luce e umidità.
Se questa preparazione per te è difficile da realizzare (in effetti richiede un po’ di tempo e pazienza) puoi procurarti degli specifici oli ayurvedici per massaggio alla testa facendo attenzione a scegliere quello più adatto alla tua costituzione.

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❇️ Lo stress ha un odore e i cani lo rilevano

Secondo un recente studio, coordinato dalla Queen’s University di Belfast nel Regno Unito e pubblicato sulla rivista scientifica Plos One, i cani sono in grado di rilevare lo stress degli esseri umani avvertendone l’odore nel respiro e nel sudore. Non è la prima ricerca a fornire la prova che i cani siano capaci di annusare lo stress, ma è interessante perché ha evidenziato che possono farlo anche quando hanno di fronte qualcuno che non conoscono e, inoltre, ha mostrato che questi animali non hanno bisogno di segnali visivi o sonori per capire quando una persona si trova in uno stato di tensione. Il che è importante per i cani da terapia che, ad esempio, vengono affiancati alle persone con disturbo da stress post traumatico e che invece attualmente vengono addestrati a rispondere principalmente a stimoli visivi.

I cani hanno una quantità enorme di recettori olfattivi nel naso per questo sono in grado di percepire livelli di odore minimi anche se questi costituiscono solo una frazione di miliardo delle sostanze presenti nell’aria o in un liquido. Non tutti i cani, però, hanno lo stesso naso: quelli con il muso lungo e profondo hanno infatti una maggiore capacità rispetto a quelli con il muso schiacciato o corto. Da generazioni questi animali vengono usati per scoprire stupefacenti ed esplosivi e anche per ritrovare persone evase o scomparse, negli ultimi anni però sono stati addestrati anche per la salute, ad esempio, per fiutare i tessuti cancerosi o gli alimenti di contrabbando.

Al di là di questo, in generale i cani sono di grande aiuto per migliorare la salute e il benessere delle persone, specialmente dei bambini, degli anziani, dei portatori di disabilità. I benefici che sono in grado di portare sono appurati, tanto che in Italia l’impiego di questi animali da compagnia a fini di pet therapy (in realtà non solo cani, ma anche gatti, cavalli, delfini, asini, tanto per citare i più usati e studiati) è stato riconosciuto come cura ufficiale dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2003.

I cani, in particolare, sono generalmente molto empatici e collaboranti e facilitano tanto le persone con deficit cognitivi o motori, possono anche aiutare bambini e ragazzi autistici a entrare in contatto con il mondo esterno ed essere di grande giovamento ai pazienti oncologici e agli anziani affetti da Alzheimer, come anche alle persone in coma vegetativo. Ovviamente devono aver fatto prima una determinata preparazione, con un percorso educativo e di addestramento specifico che tenga conto anche del benessere animale, essendo il coinvolgimento del cane in alcuni contesti molto impegnativo e stressante.

Al di là di queste specifiche condizioni di salute, in ogni caso trascorrere attivamente del tempo a contatto con un animale è salutare. Gli scienziati hanno osservato che il semplice atto di accarezzarlo promuove il rilascio di serotonina, prolattina e ossitocina, ormoni collegati al piacere, al benessere e alla felicità che migliorano notevolmente lo stato d’animo.

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journals.plos.org Dogs can discriminate between human baseline and psychological stress condition odours Previous research suggests that dogs can detect when humans are experiencing stress. This study tested whether baseline and stress odours were distinguishable to dogs, using a double-blind, two-phase, three-alternative forced-choice procedure. Combined breath…
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Post #410 6.01K
❇️ Buona domenica

C’è una forza interiore nascosta
che tutti possediamo
ma non ci accorgiamo di avere
finché non ci costringiamo a superare delle avversità.


(Phil Stutz)

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Post #409 8.53K
❇️ Purificare l’aria di casa e ufficio con gli oli essenziali

UNA VOLTA per contrastare lo sviluppo di forme infettive e disinfettare gli ambienti c’era l’usanza di bruciare foglie di ginepro e rosmarino, OGGI invece i moderni diffusori per oli essenziali (ce ne sono varie tipologie che hanno superato il tradizionale diffusore con candelina) rendono tutto più semplice anche per chi non ha il privilegio di abitare in campagna e avere delle piante a disposizione in giardino o nell’orto.

Diversi studi evidenziano l’attività antivirale e antimicrobica di differenti oli essenziali nei confronti di alcuni importanti patogeni, anche antibiotico-resistenti. Ecco che in questo periodo in cui cominciano i primi freddi e le finestre sono per la maggior parte delle ore chiuse – e a maggior ragione se c’è qualche componente della famiglia con raffreddore, tosse o influenza – può essere buona cosa purificare l’aria di casa e ufficio.

Si può usare, ad esempio, una miscela dall’effetto immunostimolante e tonificante.
Basta mischiare tre gocce di olio essenziale di timo (timus vulgaris), cinque gocce di olio essenziale di limone (citrus limon) e tre gocce di olio essenziale di albero del tè (melaleuca artenifolia).

Un’altra miscela purificante per l’aria degli ambienti si ottiene unendo tre gocce di olio essenziale di pino silvestre, due gocce di olio essenziale di limone, due gocce di olio essenziale di cedro, una goccia di olio essenziale di petitgrain.

Altri oli essenziali utilizzabili, anche singolarmente, per profumare e disinfettare l’aria sono quelli di eucalipto (eucaliptus globulus e radiata), mirto (mirthus communis), pino silvestre, abete siberiano, rosmarino, ravintsara, pompelmo e ginepro. Riguardo quest’ultimo, stare attenti alla qualità: deve essere ottenuto dalle sole bacche mature (preferibilmente certificate bio) per distillazione in corrente di vapore. A volte, infatti, si possono trovare in commercio anche oli essenziali ottenuti da bacche fermentate, aghi o dalla parte legnosa che hanno una qualità inferiore.

L’accortezza generale è di non tenere il diffusore sempre acceso perché è più funzionale fare delle pause. In generale conviene diffonderli per una quindicina di minuti 3-4 volte al giorno per non saturare l’aria ed evitare il rischio di irritazione. Evitare comunque se ci sono bambini molto piccoli sotto i 3 anni di età, se lo si fa si deve avere cura di aerare l’ambiente prima del ritorno dei piccoli nella stanza. Anzi gli oli essenziali devono proprio essere tenuti fuori dalla portata dei bambini, perciò, bisogna fare attenzione ai diffusori aperti posti sul radiatore o su un mobile. Precauzione va usata anche se ci sono persone epilettiche donne incinte o che allattano.

Un’altra accortezza è quella di utilizzare sempre oli essenziali di provenienza biologica o biodinamica
in modo che sia certificata l’assenza di residui di pesticidi e tracce di metalli pesanti e che siano puri e naturali al 100%, senza miscelazione, senza alcun additivo naturale o sintetico (quindi non rettificati), senza alcuna modifica (né concentrazione, né perossidazione, né colorazione, né decolorazione) e soprattutto non deterpenati. I terpeni, infatti, sono molecole che possiedono virtù terapeutiche.
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❇️ Piante utili in caso di Covid-19 e altre infezioni virali

È stata recentemente pubblicata dal Journal of Medicinal Food
una linea guida completa per l’utilizzo di piante e preparati derivati dalle piante in caso di Covid-19 e infezioni virali respiratorie simili. Si tratta di un lavoro scientifico che ha esaminato la letteratura disponibile utilizzando diversi database relativi alle piante terapeutiche selezionandole in base alle loro proprietà antinfiammatorie e immunomodulanti.

Le specie vegetali che, in base alla ricerca, sono risultate più utilizzate nella medicina tradizionale per migliorare la capacità immunoregolatoria sono otto: “Alcune sono più adatte come agenti preventivi oppure nella fase iniziale dell’infezione respiratoria, mentre altre” – scrivono gli autori – “potrebbero essere fornite ai pazienti covid con infezione cronica che tendono ad amplificare la risposta proinfiammatoria delle citochine”.

SEGUE IL LINK ALL’ARTICOLO CHE NE PARLA E CHE
, oltre alle piante evidenziate in questa recente pubblicazione, FA ANCHE RIFERIMENTO a diverse altre sostanze naturali che aiutano a prevenire e contrastare infezioni e infiammazioni delle vie respiratorie. Non dimenticando, però, che ammalarsi in seguito all’intercettazione di un virus o un batterio non è comunque qualcosa di scontato, ma che dipende fortemente dallo stato di salute generale delle persone e in particolare dalla capacità immuno-regolatoria che, a sua volta, è influenzata dallo stile di vita.

Un sistema immunitario efficiente è quindi in grado di prevenire gravi risposte infiammatorie e ridurre la diffusione delle eventuali infezioni. Al contrario, abitudini alimentari e comportamentali non salutari e anche diverse condizioni mediche, possono influenzare la risposta immunitaria negativamente, dal momento che creano uno stato infiammatorio cronico in cui poi si può innescare una risposta infiammatoria anormale in caso di infezione.

⬇️ ⬇️ ⬇️


https://comedonchisciotte.org/piante-utili-in-caso-di-covid-19-e-altre-infezioni-virali/

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❇️ Cosa succede mentre dormi

Non può esserci salute senza un buon sonno
: le energie vengono meno, l’umore diventa labile e anche la funzione cardiaca e le secrezioni di ormoni cambiano.
Il riposo notturno è un tempo necessario per il nostro organismo. Mentre dormiamo, infatti: il cervello matura e ripara le cellule che, durante la fase di veglia, hanno subito un danno; avviene una ridistribuzione dell’energia, fra le diverse riserve che l’organismo accumula, per reintegrare quanto consumato durante il giorno; vengono prodotte molecole, come il glutatione, capaci di contrastare lo stress ossidativo.

Il sonno è indispensabile anche per stabilizzare i processi della memoria poiché serve a costruire nuove sinapsi (strutture del sistema nervoso attraverso le quali vengono trasmessi gli stimoli) che archiviano i dati acquisiti durante la veglia.

Comporta, inoltre, effetti benefici anche su altri organi e apparati. Durante alcune fasi del sonno si riducono temperatura corporea, pressione arteriosa, frequenza cardiaca e frequenza e profondità del respiro a vantaggio della salute dell’apparato cardiovascolare. Invece si è osservato che, riducendo continuamente la durata del sonno e anticipando il risveglio mattutino, cresce nel tempo il rischio di sviluppare malattie a carico del cuore e dei vasi: dall’infarto del miocardio all’ictus.

Durante il sonno si modifica la secrezione di molti ormoni. Ad esempio, aumenta la liberazione dell’ormone della crescita, che è essenziale per l’accrescimento, ma è indispensabile anche nell’età adulta per mantenere una struttura fisica sana. Al contrario dormire poco e male incide sulla produzione di ormoni che spingono ad assumere alimenti ad elevato contenuto di calorie favorendo l’eccesso di peso.

Anche il sistema immunitario è fortemente influenzato dal sonno perché durante il riposo si liberano mediatori che aiutano a controllare i processi dell’infiammazione. La privazione del sonno, invece, blocca il rilascio di tali mediatori e riduce l’attività dei linfociti natural killer, particolarmente importanti nel riconoscimento e distruzione di cellule tumorali e infette da virus.

Infine, il sonno costituisce un fattore importante anche per gli atleti per poter sviluppare migliori prestazioni sportive. Se si dorme poco dopo un’intensa attività fisica, infatti, non è possibile recuperare quanto perso durante lo sforzo, con il rischio di presentare poi alterazioni delle funzioni cognitive e disfunzioni del sistema immunitario.

Il sonno, insomma, è importantissimo per molteplici ragioni e dovremmo dedicargli il giusto numero di ore (almeno 7-8) affinché possa sviluppare tutti i suoi effetti positivi. In questo precedente articolo puoi trovare dieci suggerimenti per preservare la camera dall’inquinamento e favorire un sonno rivitalizzante.

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Come Don Chisciotte Come preservare la camera dall'inquinamento e dormire bene - Come Don Chisciotte La camera da letto è il luogo più importante della casa, quello in cui ogni notte il nostro organismo può rigenerarsi nella sua totalità psico-fisica. Meglio dedicare a questo spazio particolare attenzione. Quando dormiamo siamo anche più indifesi, ragione…
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❇️ Pane finto-integrale: come riconoscerlo e perché evitarlo

La maggior parte dei prodotti venduti come integrali in realtà non lo sono. Pane, pasta, fette biscottate, crackers, biscotti, dolci e altre creazioni da forno sono integrali solo di nome e non di fatto perché realizzati in realtà con farina raffinata a cui viene aggiunta una manciata di crusca.

La farina bianca, benché sia stata totalmente privata delle sostanze nutritive, viene utilizzata nell’industria alimentare perché si conserva a lungo mentre quella integrale, essendo naturale, dopo alcuni mesi è rancida. Inoltre, la farina raffinata asseconda meglio, in modo più produttivo, il lavoro delle macchine e, proprio per agevolare il movimento rotatorio delle impastatrici, viene anche spesso addizionata con lieviti chimici, sbiancata con agenti appositi e impastata durante la lavorazione con grassi il più delle volte saturi che fanno male, ma costano meno, perché sono le ragioni dell’economia a prendere il sopravvento.

È il caso di dire, oltre alla beffa, il danno perché il finto integrale danneggia la salute. Nell’articolo che segue puoi leggere perché e come riconoscerlo:

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https://comedonchisciotte.org/pane-finto-integrale-come-riconoscerlo-e-perche-evitarlo/

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❇️ Tisana per favorire la digestione

Io la chiamo ‘LA TISANA DEI QUATTRO SEMI’.
Oltre a favorire la digestione, soddisfa l’olfatto profumando di un delizioso aroma l’ambiente.

La preparo così:
In un pentolino d’acciaio inox metto 250 ml di acqua, poi aggiungo un cucchiaino di finocchio, un cucchiaino di coriandolo, un cucchiaino di anice verde e un cucchiaino di cumino (cuminum cyminum, da non confondere con il cumino dei prati detto anche carvi).
Si mette tutto sul fuoco e si lascia bollire a fuoco basso coperto con un piattino per 4-5 minuti, poi si trasferisce in una tazza, si copre ancora una volta e si lascia riposare per una decina di minuti.
Quindi si filtra, strizzando bene i semi, e si sorseggia.
Meglio se tal quale. Se proprio si vuole dolcificare, aggiungere poco miele.

Considera questa tisana un pronto soccorso da utilizzare al bisogno.

Ma ricorda che se le difficoltà digestive si verificano spesso non devono essere sottovalutate.
Una buona digestione dipende
dall'efficienza e dalla collaborazione dei vari organi coinvolti e da alcune scelte e abitudini sane che dipendono da te. Ulteriori informazioni a riguardo le trovi in questo mio precedente post ‘Come digerire bene’.

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Come Don Chisciotte Come digerire bene - Come Don Chisciotte Una buona digestione dipende dall’efficienza e dalla collaborazione dei vari organi coinvolti. Stomaco, fegato, cistifellea, pancreas e intestino devono operare in sintonia coordinandosi secondo un ritmo ben preciso. È una vera e propria catena di lavoro…
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❇️ La rossa salutare

Comincia il periodo della MELAGRANA, il frutto dai chicchi color rubino ricchi di vitamine, minerali e sostanze antiossidanti. Grazie alla presenza dell’acido ellagico è un vero aiuto per la circolazione perché contrasta l’insorgenza delle vene varicose e rinforza i capillari. Molti studi le attribuiscono anche una funzione anticancro. Ovviamente non la capacità di curare la malattia, ma quella di prevenire e rallentare lo sviluppo delle cellule cancerose.

Inoltre è un’utile alleata in caso di artrite e di tanti altri problemi di natura articolare poiché migliora la funzionalità delle articolazioni ed è ideale in gravidanza dal momento che aumenta i livelli di emoglobina nel sangue attenuando l’anemia. L’acido folico, di cui è ricca, favorisce per giunta lo sviluppo del condotto neurale del feto, prevenendo la comparsa di malformazioni del sistema nervoso centrale.

Va scelta ben matura, questo frutto infatti cessa di maturare una volta staccato dalla pianta.
Deve essere soda e con la buccia lucida e rosso bruna, senza infossamenti o lacerazioni.

Intera la melagrana si conserva almeno tre settimane in un luogo fresco e buio. I chicchi già sgranati, invece, devono essere consumati subito.
Se li inserisci nell’estrattore ricaverai un succo super salutare con proprietà anti invecchiamento, anti ipertensive e anticoagulanti, in grado di abbassare i livelli di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue, alleviare i sintomi della menopausa, le emorroidi e contrastare eventuali vermi e parassiti intestinali. Anche l’apparato sessuale maschile ne guadagnerà laddove ci siano disturbi di origine cardiovascolare.

Ovviamente non è sufficiente bere un bicchiere di questo succo portentoso sporadicamente ma, approfittando di tutto il periodo autunnale, potrai fare una buona scorta di sostanze benefiche.
Se aggiungi una mela otterrai un sapore ancora più gustoso, perché questi due frutti si abbinano molto bene insieme. La mela, inoltre, permette una migliore estrazione.

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❇️ Efficaci rimedi per piccoli infortuni

Sono tanti i piccoli infortuni che possono capitare. Prima di ricorrere ai farmaci chimici possiamo provare a curarci da soli con le sostanze che la natura mette a disposizione.

Ci sono molti rimedi naturali in grado di dare un prezioso aiuto nelle situazioni di emergenza e averli sempre a portata di mano può rivelarsi di grande utilità.
Bisogna però agire con tempestività: prima si interviene, più facile è stimolare la forza di autoguarigione dell’organismo e ottenere risultati anche sopra ogni attesa.

Ecco quali sono quelli che non dovrebbero mai mancare poiché si rivelano efficaci in numerose evenienze (cliccando sul link sottostante si aprirà l’articolo con un elenco ben dettagliato):

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https://comedonchisciotte.org/curarsi-con-la-natura-efficaci-rimedi-per-piccoli-infortuni/

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Post #402 7.48K
❇️ Senza gettare la spugna

In un’epoca in cui, soprattutto negli ultimi anni, aumentano ogni giorno reali difficoltà e problemi complessi, si sta diffondendo sempre di più la RASSEGNAZIONE. Molte persone non si aspettano più niente di buono dalla vita, tanto meno dalla politica. Pensano che tutto sia inutile perché hanno perso la speranza del cambiamento. Sono, appunto, rassegnate.

La rassegnazione toglie tutte le energie che servirebbero per lottare perché è come un veleno che, lentamente, penetra in profondità e fa ammalare l’intera esistenza. E infatti, in genere, chi è rassegnato si esprime anche con amarezza, se non con cinismo. Non riesce più a vedere il bello in nessuno, anzi sminuisce le altre persone che si danno da fare cercando a tutti i costi di rilevarne limiti e negatività.

Penso che sia molto comodo, però, restare distesi nella tomba della rassegnazione e limitarsi a commentare tutto ciò che si vede senza fare nulla. Non ci si deve far carico di alcuna responsabilità, non ci si deve impegnare per i propri ideali né fare fatica per cercare di contribuire a un mondo migliore.
Ma c’è del vantaggio in questo?
Forse i valori in cui si dice di credere non sono così importanti da combattere per essi?

Invece che di critiche e rassegnazione, in questo momento, più di sempre, c’è bisogno di FIDUCIA. Fiducia nelle nostre capacità e anche in quelle degli altri. Ma c’è bisogno anche di UN’OTTICA SPIRITUALE perché, chi crede, sa che Dio guida ogni cosa e fa in modo che il mondo non sia abbandonato alla sventura.
Questo non significa sfuggire alla realtà e illudersi.
Certamente è necessario rendersi conto di come stanno le cose. Bisogna vedere, essere consapevoli della gravità delle situazioni. Poi, però, non fermiamoci qui. Andiamo oltre. Prefiggiamoci una meta e cerchiamo con tutte le forze di andare in quella direzione.
Senza gettare la spugna.

Un atteggiamento ottimistico del genere, non solo fa bene a noi stessi, al nostro valore, ma anche agli altri perché, alla fine, li contagia.
La SPERANZA, allora, diventa una forza che crea un legame tra di noi e il prossimo e che può mantenere viva tutta una comunità. Non a caso si dice che ‘la speranza è l’ultima a morire’ perché è un’emozione necessaria per l’essere umano.
Se non speriamo più, restano solo la paralisi del flusso della vita e la rovina.
Infine la morte.

Invece, non tutto è predeterminato e ineluttabile.
Possiamo almeno provarci.

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❇️ Ascorbato di potassio, una risorsa in più per i pazienti oncologici (e non solo)

Quando l’evidenza impone certi fatti, allora la ragione e l’etica obbligano a indagare. Si scopre così che c’è una storia che merita di essere conosciuta, quella dell’ASCORBATO DI POTASSIO, molecola individuata dal chimico fiorentino Gianfrancesco Valsé Pantellini alla fine degli anni ’40 del secolo scorso grazie a un ‘errore’ che permise, però, a un suo conoscente di guarire da un tumore maligno allo stomaco.

Da allora sono passati molti anni e tantissime persone si sono rivolte al dottor Pantellini, persona di grande preparazione e carica umana, assicura chi lo ha conosciuto bene.
Adesso che non c’è più, il suo lavoro di ricerca e studio delle malattie degenerative è portato avanti dalla Fondazione che ha il suo nome e che offre sostegno a chi ha la sfortuna di trovarsi ad affrontare l’impegnativa battaglia contro il cancro. Come dichiara il dr. Guido Paoli, responsabile scientifico della Fondazione Valsé Pantellini, “una diagnosi nefasta non è una sentenza senza appello, è una partita che possiamo giocare cercando di guardare il problema da una prospettiva diversa, oltre la paura e oltre un nostro presunto senso di impotenza”.

Segue il link alla mia intervista di qualche tempo fa. La rilancio perché questo sale derivato dalla vitamina C può rappresentare una grande risorsa non solo per le persone che già hanno una patologia degenerativa conclamata, ma può essere utile anche in via preventiva. Ad esempio, potrebbe essere d’aiuto anche per contrastare l’azione dei patogeni, compreso un certo virus oggi tanto temuto:

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https://comedonchisciotte.org/ascorbato-di-potassio-una-risorsa-in-piu-per-i-pazienti-oncologici-e-non-solo/


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❇️ Effetto benefico dell’Ashwagandha sulla gestione dell'ansia e dello stress

L’Ashwagandha (withania somnifera), conosciuta anche come ginseng indiano, è una pianta della medicina ayurvedica utilizzata da tempo per sostenere la memoria e le performance fisiche e cognitive.
Una recente revisione sistematica con metanalisi ne mette in luce anche il benefico effetto su ansia e stress. Nella ricerca sono stati inclusi 12 articoli con una dimensione totale del campione di 1002 partecipanti di età compresa tra 25 e 48 anni che hanno mostrato come la supplementazione di Ashwagandha abbia ridotto in modo statisticamente significativo ansia e livello di stress rispetto al placebo. Gli autori parlano di effetto favorevole dell’integrazione sull’ansia fino a 12.000 mg/die e sullo stress alla dose di 300-600 mg/die. Precisano, tuttavia, che sono necessari ulteriori studi per stabilire con fermezza l’efficacia clinica della pianta.

Altri lavori scientifici suggeriscono una potenziale applicazione di estratti di Ashwagandha in determinate condizioni neuropsichiatriche come disturbi ossessivo compulsivi, schizofrenia, disturbi da deficit di attenzione e iperattività e disturbi da dipendenza.
I benefici deriverebbero dagli effetti antiossidanti e antinfiammatori della pianta e dalla modulazione del GABA e del glutammato nonché di altri neurotrasmettitori. Inoltre, estratti di Ashwagandha sembrano migliorare il funzionamento cognitivo post lesione cerebrale ed essere in grado di aiutare in caso di demenza. I ricercatori comunque sono cauti poiché la quantità di studi randomizzati in questo campo è ancora scarsa e sottolineano che è necessario indagare ulteriormente prima che raccomandazioni cliniche in neuropsichiatria su questa pianta possano essere formulate con sicurezza.

Invece negli ultimi anni abbondano gli studi, sia in vitro che in vivo, che stanno evidenziando sempre più le proprietà antitumorali e immunomodulanti dell’Ashwagandha. Un precedente articolo che ne parla è leggibile QUI.

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❇️ L’anima è più forte di ogni fortuna

Non è felice, credimi, chi dipende dal benessere materiale. Poggia su fragili basi e gode di beni che vengono dal di fuori: la gioia, come è venuta, se ne andrà.

Quella che scaturisce dall’intimo, invece, è durevole e stabile, cresce e ci accompagna fino all’ultimo: gli altri beni, apprezzati dalla massa, durano un giorno.

“Ma come? Non possono essere utili e piacevoli”?

Chi dice di no? Ma solo se dipendono loro da noi.

È un errore, Lucilio mio, pensare che la fortuna ci concede o il bene o il male.
L’anima è più forte di ogni fortuna, indirizza da sé le cose in un senso o nell’altro ed è causa della propria felicità o infelicità.

Se è malvagia volge tutto in male, anche quello che appariva ottimo; se è virtuosa e pura, corregge i mali della fortuna, addolcisce le difficoltà, gli affanni e sa sopportarli, accoglie la prosperità con gratitudine e moderazione, l’avversità con fermezza e coraggio.

(Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio)

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❇️ L'aggiunta dell'uva a una dieta ricca di grassi aumenta la longevità

È un prodotto tipico del mese di settembre l’UVA, uno dei frutti più energetici e ricchi di sostanze benefiche. È ricca in zuccheri direttamente assimilabili (non come il saccarosio di produzione industriale la cui trasformazione richiede l’intervento del fegato), sali minerali (sodio, calcio, potassio, magnesio, manganese, iodio, fosforo, ferro e cromo) e vitamine (A, C, PP, B1, B2). Nella polpa sono presenti anche pectine e acido tartarico che hanno funzione protettiva nei confronti del tubo digerente, mentre nella buccia degli acini è presente il resveratrolo, un potente antiossidante e antinfiammatorio cui le ricerche hanno riconosciuto azione di fluidificazione del sangue (in grado di limitare l’insorgenza di placche trombotiche) e azione anti-teratogena (capacità di frenare la proliferazione delle cellule cancerose).

Per i suoi effetti anti-invecchiamento e antiradicali liberi l’uva è benefica per la pelle e i capelli, ha inoltre un effetto diuretico e depurante sull’organismo per la presenza di potassio, cellulosa, pectine ed enzimi. Inoltre, un recente studio del Dr. John Pezzuto e dal suo team, della Western New England University, evidenzia impatti “notevoli” del consumo di uva sulla salute e sulla durata della vita. Pubblicato sulla rivista Foods, il lavoro scientifico ha dimostrato che l’aggiunta di uva a una dieta ricca di grassi, tipicamente consumata nei paesi occidentali, è in grado di produrre riduzione del fegato grasso e una maggiore durata della vita dal momento che determina l’aumento dei livelli di geni antiossidanti.
L’esperimento è stato fatto su topoline femmine e, riconoscendo che non è una scienza esatta tradurre anni di vita da un topo a un essere umano, Pezzuto ha affermato che la sua migliore stima è che il cambiamento osservato nello studio corrisponderebbe a 4-5 anni aggiuntivi nella vita di un essere umano (considerando l’alimentazione umana il ricercatore ipotizza che il quantitativo necessario per ottenere questo risultato sia di 300 gr d’uva al giorno in un adulto del peso di circa 70 k).

Ma non finisce qui. Un’altra ricerca del Dr. Pezzuto e del suo gruppo, pubblicata sulla rivista Antioxidants, ha riportato che il consumo di uva altera l’espressione genica nel cervello e ha effetti positivi sul comportamento e sulla cognizione che sono stati alterati da una dieta ricca di grassi. E un terzo studio, pubblicato da un team guidato dal dottor Jeffrey Idle sulla rivista Food & Nutrition, ha dimostrato che oltre ai cambiamenti nell’espressione genetica, l’uva cambia anche il metabolismo.

L’uva va raccolta o comprata ben matura perché, una volta staccati dalla pianta, i grappoli non maturano ulteriormente. Quindi se si tratta di uva bianca, gli acini devono essere di colore tendente al giallo, mentre quelli di uva nera devono essere molto scuri, quasi tendenti al nero. E sempre ben attaccati al grappolo. In frigo si conserva anche una settimana in un sacchetto di carta per alimenti o in una scatola di plastica ma deve essere lavata solo al momento in cui si mangia e non prima.
Dal punto di vista nutrizionale bianca o nera hanno le stesse proprietà, semmai la rossa è più indicata per le persone anemiche perché ha una maggiore presenza di ferro. In generale, essendo molto zuccherina, va però consumata con moderazione dai diabetici. Le persone affette da diverticoli intestinali, invece, devono evitare i semini perché possono disturbare il grosso intestino.

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MDPI Consumption of Grapes Modulates Gene Expression, Reduces Non-Alcoholic Fatty Liver Disease, and Extends Longevity in Female C57BL/6J… A key objective of this study was to explore the potential of dietary grape consumption to modulate adverse effects caused by a high-fat (western-pattern) diet. Female C57BL/6J mice were purchased at six-weeks-of-age and placed on a standard (semi-synthetic)…
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