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Come Don Chisciotte PIU' SALUTE di Valentina Bennati

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Non c’è niente di più incontrollabile di una persona sana, consapevole e felice.
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❇️ Prepararsi in tempo all’arrivo della stagione fredda

La fine dell’estate è il momento perfetto per concentrare l’attenzione sul sistema immunitario in modo da non ritrovarsi a ottobre o novembre con i primi sintomi influenzali, a maggior ragione in questi tempi storici particolari in cui anche un semplice raffreddore può far preoccupare in modo anormale molte persone.
Se lo stile di vita è corretto il nostro organismo è naturalmente forte, ma purtroppo non sempre è così: abitudini sbagliate, inquinamento, stress, alimentazione errata e ritmi frenetici quotidiani ci indeboliscono. Ecco, allora, a cosa si deve prestare attenzione per potenziare le proprie risorse e affrontare al meglio l’arrivo della stagione fredda:

Alimentazione
Preferisci una dieta a base di cibo fresco, integrale e biologico che comprenda almeno cinque porzioni al giorno di frutta e verdura (contengono vitamine, antiossidanti e minerali che proteggono dalle malattie). Consuma tanti cibi diversi per procurarti tutti i principi nutritivi, ai pasti non appesantirti troppo e mastica bene per favorire l’assimilazione. Aggiungi erbe aromatiche e spezie ai cibi per rinforzare il sistema immunitario. Diminuisci il consumo di caffè e utilizza maggiormente il the verde. Esiste un’ampia bibliografia di questa pianta che è nota in Cina fin dall’antichità, è ricca di antiossidanti e catechine in grado di neutralizzare radicali liberi e agenti carginogenici (come le nitrosammine e l’aflatossina). Il the verde stimola anche i sistemi di detossficazione e inibisce la formazione del trombossano A2 (con meccanismo d’azione paragonabile a quello dell’aspirina). Va lasciato in infusione per non più di 3-5 minuti e preferibilmente assunto entro le prime ore del pomeriggio.

Movimento
Perdi peso.
Il grasso in eccesso genera infiammazione che è terreno fertile, nel tempo, per una serie di patologie. Oltre a ridurre il consumo di alimenti ad alto indice glicemico o insulinemico (farine raffinate, zuccheri semplici aggiunti ai cibi o alle bevande) muoviti: è dimostrato che un’attività fisica regolare (40 minuti di passeggiata a passo svelto almeno tre volte alla settimana) accresce il numero degli anticorpi naturali del tuo organismo.

Relax
Lo stress rende più indifesi di fronte alle infezioni e riduce le potenzialità benefiche delle vitamine eventualmente assunte. Cerca di dormire bene. Troppo poco sonno inibisce i meccanismi di riposo e di recupero del corpo e riduce le difese immunitarie contro le infezioni. Agopuntura, yoga, tai chi, massaggi, meditazione: scegli tu la tua tecnica di rilassamento preferita. Sono stati fatti interessanti studi anche sugli effetti salutari della preghiera.

Integratori alimentari
Esistono numerose piante che aiutano a mantenere la buona efficienza del nostro sistema immunitario. Sono piante reperibili anche sotto forma di integratori, ad esempio l’echinacea, il cisto, il sambuco, l’astragalo, l’uncaria, l’acerola, la rosa canina.
Anche le vitamine e i sali minerali sono alleati efficacissimi nel prevenire e contrastare le infezioni. Centrifugati e succhi estratti da verdura e frutta di stagione ne riforniscono buoni quantitativi particolarmente biodisponibili e sarebbe bene approfittare dell’estate per farne efficace rifornimento. E solo dopo, quando in natura si troverà meno disponibilità, ricorrere agli integratori (vitamina C e D soprattutto, ma anche manganese, rame, zinco e selenio e estratti contenenti resveratrolo, quercetina, esperidina). Utile anche il colostro che è un contenitore naturale di sostanze immunomodulanti: migliora le difese antinfettive e aiuta anche il riequilibrio intestinale.

N.B.
Ho fatto solo alcuni esempi, in realtà sono molte le sostanze naturali che offrono un valido supporto al sistema immunitario. Va tenuto presente, però, che la forza di quest’ultimo è il risultato globale di una serie di attenzioni e comportamenti e questo risultato è qualcosa di molto più complesso e duraturo di ciò che si potrebbe ottenere con qualsiasi integratore, per quanto ottimo sia.

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VB




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❇️ Quando il cuore soffre troppo, il corpo ha la peggio


Il buon senso popolare non sbaglia.
Quando un problema ci ossessiona diciamo: “Ne faccio una malattia”.
Il fatto è che se non si affronta il problema, si finisce per ammalarsi, talvolta in modo grave.
Ecco perché è utile comprendere prima di tutto il meccanismo della ‘somatizzazione’, il modo in cui il corpo si esprime quando il cuore soffre troppo.
Per poterne evitare le trappole, imparate a comprendere come il vostro fisico reagisce ai guai, smontate i meccanismi della depressione, passeggera o latente che sia, in breve, occupatevi della vostra mente e della vostra affettività prima che queste provochino danni irreparabili al vostro corpo.
Non trascurate nessuna delle tecniche che possono esservi utili per ‘riportare alle giuste dimensioni’ i pensieri, le delusioni o le paure che vi assillano.
Questo è il prezzo della vostra felicità e della vostra salute
.

(Rika Zarai)


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VB



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❇️ I partiti e la CEI chiamati a rispondere su green pass e obblighi vaccinali dalla CMSI

Si è svolto venerdì scorso, 9 settembre, a Milano, il seminario-conferenza stampa “Elezioni in vista e gestione della pandemia. Nuove e decisive conoscenze scientifiche richiedono un cambio di rotta” organizzato dalla Commissione Medico Scientifica Indipendente che dallo scorso anno ripetutamente sollecita il ministero della Salute e le istituzioni per l’attivazione di un tavolo di confronto scientifico in merito alle strategie anti-covid finora adottate.

Presenti all’evento il dottor Alberto Donzelli, medico già membro del Consiglio Superiore di Sanità e Presidente della Fondazione Allineare Sanità e Salute e il professor Marco Cosentino, medico farmacologo Professore ordinario di Farmacologia, che hanno affrontato temi cruciali (prove decisive dell’inefficacia dei vaccini autorizzati per prevenire l’infezione da SARS-CoV-2; quantificazione di reazioni ed eventi avversi a queste vaccinazioni, da quelli più gravi a quelli più comuni; bilancio danni-benefici della vaccinazione pediatrica; rischi sanitari associati a usi prolungati di mascherine) e risposto alle domande dei partecipanti.
Ha moderato la dottoressa Patrizia Gentilini
oncologa, ematologa e membro della Commissione Medico Scientifica Indipendente. Presenti anche il dottor Roberto Baima del Comitato Ascoltami (che riunisce persone danneggiate dalla recente campagna di vaccinazione) e il dottor Dario Giacomini dell’Associazione Contiamoci! (che ha tra i suoi iscritti molti sanitari sospesi perché si sono opposti all’obbligo vaccinale).

È stata una mattinata molto intensa alla quale hanno partecipato, in presenza o collegamento video, anche rappresentanti di alcune forze politiche che si sono presentate alle elezioni (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Movimento 5 stelle, Più Europa, Italexit, Italia Sovrana e Popolare, Vita, UCDL) che sono stati chiamati dalla CMSI a pronunciarsi in merito a obblighi vaccinali, green pass e mascherine (a riguardo c‘è da dire, però, che qualcuno ha specificato di parlare a titolo personale e non a nome del partito). Non hanno invece raccolto l’invito e sono risultati assenti PD, Italia Viva, Articolo Uno e Sinistra Italiana, Europa verde, Coraggio Italia, Unione Popolare e la CEI, che pure era stata invitata a partecipare, vista la posizione assunta dalla Chiesa Cattolica nei confronti della campagna vaccinale.

Segue il video della giornata con tutti gli interventi:


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https://www.youtube.com/watch?v=Hr42ia8WQKA

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VB




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YouTube Conferenza stampa - Elezioni in vista e gestione della pandemia I membri della Commissione Medico-Scientifica indipendente (CMSi - www.cmsindipendente.it) rivolgono dallo scorso anno critiche costruttive e ripetute sollecitazioni al Ministro della Salute e ai livelli istituzionali, per l'attivazione di un Tavolo di confronto…
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❇️ Cereali in chicchi senza glutine per ridurre l’infiammazione da cibo

Sono una preziosa alternativa nell’alimentazione, sia in caso di intolleranza permanente (celiachia) che temporanea. A volte, infatti, pur non essendo celiaci, è necessario evitare per un periodo di tempo il glutine poiché, avendolo utilizzato eccessivamente, l’organismo si è sensibilizzato pervenendo a uno stato infiammatorio che a sua volta causa vari disturbi.
Poter ricorrere ai cereali gluten free è senza dubbio una piacevole opportunità che aiuta a cimentarsi in ricette nuove e sfiziose. Per tutti, anche chi non ha problemi di intolleranze: l’alimentazione quotidiana, infatti, deve essere varia il più possibile. Solo così si assicurano all’organismo tutte le sostanze di cui ha bisogno.

NELL'ARTICOLO CHE SEGUE puoi trovare proprietà e metodi di cottura di riso, miglio, mais, grano saraceno, amaranto, quinoa, sorgo, teff. Conoscere le varie particolarità di ogni alimento è sempre utile per un sapiente utilizzo dello stesso:

⬇️ ⬇️ ⬇️


https://comedonchisciotte.org/cereali-in-chicchi-senza-glutine-per-ridurre-linfiammazione-da-cibo/

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Come Don Chisciotte Cereali in chicchi senza glutine per ridurre l'infiammazione da cibo - Come Don Chisciotte Sono una preziosa alternativa nell’alimentazione, sia in caso di intolleranza permanente (celiachia) che temporanea. A volte, infatti, pur non essendo celiaci, è necessario evitare per un periodo di tempo il glutine poiché, avendolo utilizzato eccessivamente…
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❇️ Un'invincibile estate


In pieno inverno imparai finalmente che in me si celava un’invincibile estate.


* * *

Così il poeta Albert Camus che ha fatto l’esperienza interiore dell’estate nel bel mezzo di un gelido inverno. E quell’estate non poteva essere scacciata dal suo cuore nemmeno dall’inverno più rigido.

Parole che vogliono essere di incoraggiamento anche per noi affinché possiamo richiamare alla mente il tepore del bene pur in mezzo al gelo del male.

Nei periodi più brutti e difficoltosi non vediamo il bene, non lo sentiamo affatto, ma sapere che esiste, che è invincibile, che tornerà, come torna l’estate dopo ogni inverno, priva il male del suo potere e allenta la presa della tristezza e dello scoraggiamento che, altrimenti, rischiano di piantare radici nella nostra testa.

Allenarsi a vedere la luce baluginare anche attraverso la nebbia della quotidianità, avere fiducia anche quando siamo turbati o feriti, è ciò che dobbiamo cercare di fare.
È un modo di vivere che ci fa stare meglio con noi stessi e anche con gli altri. E che aiuta ad essere costruttivi.
È proprio questa fede incrollabile nel bene che alla fine rende possibile anche ciò che sembra impossibile.

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❇️ Le terapie CRISPR potrebbero promuovere il cancro

Secondo una recente ricerca dell’università di Tel Aviv l’utilizzo della CRISPR
, tecnica vincitrice del premio Nobel che comporta la scissione e la modifica del DNA per il trattamento di certe condizioni, comporta dei rischi dal momento che può danneggiare il genoma.
Questa tecnica
(definita dal Comitato per il premio Nobel nel 2020 “rivoluzionaria perché in grado di guidare le scienze della vita verso una nuova epoca che porterà grandi benefici all’umanità”) scinde le sequenze di DNA in posizioni specifiche per eliminare segmenti indesiderati o riparare o introdurre segmenti benefici.

È stata sviluppata circa 10 anni fa
e, al momento, è considerata fondamentale per curare alcune malattie genetiche degli adulti (successi sono stati ottenuti finora in malattie come l’emofilia, la talassemia e l’anemia falciforme), ma la ricerca in questo settore spazia dalle malattie genetiche, in particolar modo quelle rare (come la distrofia muscolare di Duchenne, la beta-talassemia e la fibrosi cistica), ai tumori, passando per le malattie neurologiche (Alzheimer e Parkinson), fino alle malattie infettive (HIV). L’utilizzo della CRISPR è inoltre in studio nel campo degli xenotrapianti, in particolare degli organi suini, per la terapia di malattie umane, ma è bene sapere che presenta anche dei rischi derivanti proprio dalla scissione poiché il DNA rotto non è sempre in grado di riprendersi. I ricercatori israeliani, infatti, scrivono: “Il metodo di modifica del genoma CRISPR è molto efficace ma non sempre sicuro. A volte i cromosomi scissi non si riprendono e la stabilità genomica è compromessa, il che a lungo termine potrebbe promuovere il cancro”.

In questo lavoro scientifico, che è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Biotechnology, gli autori hanno ripetuto un esperimento già autorizzato in precedenza (nel 2020) presso l’Università della Pennsylvania in cui altri colleghi avevano applicato la tecnologia CRISPR ai linfociti T, globuli bianchi del sistema immunitario, e hanno potuto riscontrare che fino al 10 per cento delle cellule trattate, dunque una percentuale significativa, finisce col perdere materiale genetico. Proprio tale perdita, dichiarano, può provocare la destabilizzazione del genoma e, in seguito, il cancro.

Scrivono gli autori a riguardo: “Il genoma delle nostre cellule spesso si rompe per cause naturali, ma di solito è in grado di ripararsi da solo senza causare danni. Tuttavia, a volte, un determinato cromosoma non è in grado di riprendersi e grandi sezioni, o addirittura l’intero cromosoma, vengono perse, tali interruzioni cromosomiche possono destabilizzare il genoma e spesso lo vediamo nelle cellule tumorali. Pertanto, la terapia CRISPR in cui il DNA viene scisso intenzionalmente come mezzo per curare il cancro potrebbe, invece, in scenari estremi, promuovere tumori maligni”. Di conseguenza, pur riconoscendo i possibili risultati della tecnologia CRISPR, gli studiosi mettono in guardia contro i potenziali pericoli avvertendo che “occorre prestare maggiore attenzione quando si utilizzano questo genere di terapie” e propongono metodi alternativi meno rischiosi per procedure mediche specifiche raccomandando ulteriori ricerche “su due tipi di potenziali soluzioni: ridurre la produzione di cellule danneggiate o identificare le cellule danneggiate e rimuoverle prima che il materiale venga somministrato al paziente”.

È SEMPRE BENE quando vengono esaminati tutti gli aspetti, sia positivi che negativi, di nuovi farmaci/nuove cure e si cercano risposte. Le terapie geniche sono recenti e ne sappiamo ancora troppo poco nonostante ci siano già abbastanza studi sull’argomento, è il caso quindi che la comunità scientifica approfondisca bene e valuti nel dettaglio ogni volta gli eventuali benefici, ma anche e soprattutto tutti i reali limiti.

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Nature Frequent aneuploidy in primary human T cells after CRISPR–Cas9 cleavage Nature Biotechnology - Aneuploidy and chromosomal truncations are frequent outcomes of CRISPR–Cas9 editing in human T cells.
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❇️ Importanza della vitamina C per la salute mentale

In uno studio trasversale randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, ricercatori coreani hanno indagato il legame della vitamina C con le funzioni psicologiche e hanno potuto riscontrare che uno stato inadeguato di vitamina C è correlato a un basso livello di vitalità mentale.
Hanno anche visto che integrando questo nutriente (1000 mg al giorno per un mese) aumentano la motivazione al lavoro, la concentrazione dell’attenzione e migliorano le prestazioni nei compiti cognitivi che richiedono un’attenzione prolungata.
È una ricerca interessante il cui unico limite è dovuto al periodo di intervento relativamente a breve termine, motivo per cui gli stessi ricercatori suggeriscono ulteriori studi sull’integrazione di vitamina C con durata più lunga, in modo tale da aiutare a determinare altri potenziali risultati per quanto riguarda le funzioni psicologiche e comprendere i meccanismi sottostanti attraverso i quali la vitamina C influenza le funzioni cerebrali.

La vitamina C è un nutriente essenziale che funziona come un donatore di elettroni indispensabile e un cofattore in varie reazioni biologiche come l’idrossilazione del collagene, la biosintesi della carnitina e il metabolismo della tirosina.
Normalmente è conosciuta soprattutto per il suo ruolo a supporto del sistema immunitario, ma in realtà presenta le sue concentrazioni più elevate nel cervello e studi su modelli animali e in vitro hanno già in passato riportato che la vitamina C svolge in ruoli critici nelle funzioni cerebrali, ad esempio induce la differenziazione e la maturazione dei neuroni, li protegge dallo stress ossidativo e regola la sintesi e il rilascio di fattori neuro modulatori tra cui serotonina, catecolamine e glutammato, dal che si capisce l’importanza della vitamina C per il mantenimento della normale salute mentale.

Verdura e frutta sono le principali fonti naturali di approvvigionamento di vitamina C
ma, a causa di un’alimentazione molto spesso scorretta in quanto carente di alimenti freschi, uno stato inadeguato è generalmente prevalente tra i giovani e gli adulti in molti paesi industrializzati.
Il problema è anche dato dal fatto che la vitamina C contenuta negli alimenti si deteriora rapidamente con il trasporto, la lavorazione, l’immagazzinamento, la cottura, l’esposizione al calore. Dunque, quanto più freschi e meno cotti saranno i cibi, maggiore sarà la quantità di vitamina contenuta.

In caso di necessità di integrazione meglio ricorrere a integratori a base di acerola, rosa canina e camu-camu (un frutto esotico di piccole dimensioni), la vitamina C naturale è infatti più efficace perché naturalmente associata a bioflavonoidi (citrina, esperidina, galangina, rutina, quercetina, picnogenolo ecc) e ad altre molecole che lavorano in sinergia. È anche priva degli spiacevoli effetti propri delle elevate somministrazioni di vitamina C sintetica, inoltre è caratterizzata da un più agevole assorbimento intestinale ed è maggiormente bio-disponibile.

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PubMed Central (PMC) Vitamin C supplementation promotes mental vitality in healthy young adults: results from a cross-sectional analysis and a randomized… We aimed to investigate the link of vitamin C status with vitality and psychological functions in a cross-sectional study, and examine their causal relationship through a randomized controlled trial (RCT).We first conducted a population-based cross-sectional…
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Post #389 8.93K
❇️ Scelte solo apparentemente banali

Con le azioni quotidiane, apparentemente banali e ripetitive, possiamo tutti fare la nostra parte per abbassare il livello di inquinamento e prenderci cura del benessere della terra, di conseguenza anche della nostra salute.
Ad esempio, aceto e bicarbonato possono essere due ottimi strumenti da utilizzare nella pulizia della casa al posto dei detergenti commerciali, sono economici e non aggressivi per l’ambiente.

Ecco ALCUNI SUGGERIMENTI CONCRETI di facile utilizzo:

BICARBONATO

- È insuperabile nella pulizia del forno, si può preparare una pappina con l’acqua che strusciata sullo sporco più ostinato ne facilita la rimozione.
- Elimina le macchie di the e caffè dalla porcellana.
- Assorbe i cattivi odori del frigorifero.
- Previene la formazione di cattivi odori nei bidoni della spazzatura. Prima vanno puliti con una spugna umida e bicarbonato, risciacquati e asciugati, poi il fondo va cosparso con un velo di bicarbonato.
- Restituisce l’originale splendore all’argenteria, basta preparare una soluzione di bicarbonato in acqua tiepida (1 cucchiaino sciolto in un decilitro di acqua) e poi usarla per pulire l’oggetto in questione aiutandosi con un vecchio spazzolino.
- Pulisce i tappeti. Vanno cosparsi di bicarbonato di sodio poi strofinati con una spazzola a setole dure. La polvere va lasciata agire per 12 ore infine va rimossa con l’aspirapolvere.
- Evita la formazione di cattivi odori nelle scarpe da ginnastica. Si cospargono con un po’ di bicarbonato prima di riporle nella scarpiera (ricordati di scuotere via la polvere prima di indossarle!).

ACETO

- È molto efficace contro il calcare quindi adatto a stasare i diffusori dei rubinetti oppure, puro o diluito in un nebulizzatore, per eliminare le gocce opache sui sanitari, i vetri o le pareti delle docce.
- Sostituisce l’ammorbidente in lavatrice. In questo caso utilizzare necessariamente l’aceto bianco e riempire la vaschetta apposita fino al suo massimo. Non temere: il caratteristico odore scomparirà quando il bucato sarà asciutto.
- Sgrassa e lava i pavimenti. Occorre un bicchiere di aceto bianco ogni 5 litri d’acqua calda.
- Pulisce le fughe delle piastrelle (va diluito con l’acqua calda).
- Disincrosta lo spruzzino della doccia e libera i forellini dal calcare. Va lasciato immerso per almeno un paio d’ore nell’aceto puro e ogni tanto si scuote lo spruzzino dentro e fuori dal liquido così da smuovere bene le particelle di calcare e staccarle meglio dagli ugelli. Infine si passano i fori con uno spazzolino per pulirli perfettamente Se si ripete questa operazione una volta al mese, la doccia spruzzerà sempre acqua perfettamente.
- Pulisce mantenendo sgrassato e lucido l’acciaio inox in cucina, sia quello dei fuochi che dell’acquaio, basta usare una bacinella di acqua molto calda con abbondante aceto di vino bianco, immerge più volte la spugna e poi strizzarla prima di passarla ogni volta sulle superfici.
- Evita i funghi alle piante di casa. Con uno o due cucchiai di aceto aggiunti a 3 litri d’acqua si ottiene un funghicida efficace da spruzzare sulle foglie.

Abitiamo un ecosistema interconnesso nel quale contano le azioni quotidiane di tutti. Spesso scelte più coscienti fanno anche risparmiare denaro. Il che di questi tempi non guasta.

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❇️ Herpes zoster, vaiolo delle scimmie e HIV: c’è un legame con il vaccino anti COVID-19?

Man mano che la campagna di vaccinazione anti COVID-19 è entrata nel vivo, un’ampia varietà di effetti avversi successivi alle inoculazioni è stata documentata in tutto il mondo. Un recente studio, richiamando l’attenzione sulle tante reazioni cutanee finora riscontrate, si è soffermato in particolare sulla riattivazione del virus della varicella zoster (VZV) e, per la prima volta, ha evidenziato la presenza della proteina spike codificata dal vaccino anti COVID-19 nei cheratinociti vescicolari e nelle cellule endoteliali del derma.

Aver riscontrato la proteina spike nelle lesioni della pelle è un risultato importante mai ottenuto prima,
motivo per cui gli autori dello studio sottolineano che è necessaria un’ulteriore vigilanza sugli effetti collaterali del vaccino e che è bene indagare ulteriormente sul ruolo della proteina spike.

L'articolo che segue entra nello specifico del lavoro scientifico appena pubblicato (che è opera dei ricercatori del Dipartimento di Dermatologia della Kochi University, Nankoku, Giappone), ma riporta anche informazioni che aprono interrogativi in merito al vaiolo delle scimmie, nuovo allarme lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

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https://comedonchisciotte.org/herpes-zoster-vaiolo-delle-scimmie-e-hiv-ce-un-legame-con-il-vaccino-anti-covid-19/


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Come Don Chisciotte Herpes zoster, vaiolo delle scimmie e HIV: c’è un legame con il vaccino anti COVID-19? - Come Don Chisciotte di Valentina Bennati comedonchisciotte.org Man mano che la campagna di vaccinazione anti COVID-19 è entrata nel vivo, un’ampia varietà di effetti avversi successivi alle inoculazioni è stata documentata in tutto il mondo. Un recente studio, richiamando l’attenzione…
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Post #387 7.25K
❇️ Buona domenica

L'essere umano è tripartito: corpo, psiche e spirito.
Nessuna filosofia della vita
che non tenga conto di tutte queste dimensioni
è adeguata per gli esseri umani,
occidentali o orientali che siano,
se debbono evolversi verso il loro pieno potenziale.

(P. Spink)

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❇️ Utilità del bergamotto nella steatosi epatica non alcolica

Un nuovo studio dell’Università “Magna Grecia” di Catanzaro evidenzia che l’estratto di polifenoli di bergamotto è in grado di esercitare un’azione benefica contro la steatosi epatica non alcolica.
IL BERGAMOTTO è il frutto di un albero che cresce in Calabria, ha un alto contenuto di flavonoidi e glicosidi, inoltre contiene melitidina e blutieridina, due molecole con effetti simili alle statine e anche neoeriocitrina, naringina e neoesperina che sono composti fenolici.
I ricercatori hanno utilizzato un estratto di bergamotto caratterizzato proprio dal contenuto di polifenoli (neoeriocitrina, naringina e neosperidina rappresentanti il 40% di 1 gr di polvere) e hanno potuto osservare una riduzione del contenuto di grasso nel fegato degli esseri umani e dei topolini.

Lo studio, totalmente in vitro, è partito con l’esame degli effetti di questi componenti su una coltura 2D
di cellule di epatoma di ratto (McA Rh7777). Questa prima fase ha evidenziato una riduzione del contenuto intracellulare di lipidi e la sua associazione con un aumento dell’espressione dei geni Acox1, Pparα e Ucp2, legati alla ß-ossidazione, e del gene Atg7, responsabile della lipofagia. I risultati sono stati poi confermati in colture cellulari 3D, uno sferoide di cellule HepG2, derivante da tumore al fegato umano, e un organoide prodotto a partire da epatociti primari umani.

Gli autori hanno concluso che sono utili ulteriori verifiche, ma che questo lavoro conferma i risultati di precedenti studi in base ai quali il bergamotto sembra essere un valido aiuto nel trattamento della steatosi epatica non alcolica.

La NAFLD
(Non Alcoholic Fatty Liver Disease, malattia del fegato grasso non alcolica) è sempre più diffusa nei paesi industrializzati e ha varie manifestazioni: si va dalla semplice steatosi in cui l’accumulo non dà segno di sé, a una condizione invece in cui questo accumulo anomalo di grasso crea infiammazione e quindi danno progressivo al fegato.
È una malattia definita del benessere che trova origine in un’alimentazione ricca di carboidrati raffinati, zuccheri e alimenti processati e purtroppo non esiste ad oggi una terapia farmacologica approvata che si sia dimostrata efficace, ben venga quindi anche il supporto del bergamotto. È necessario, comunque, concentrarsi anche sul cambiamento delle abitudini dietetiche e comportamentali: utilizzo di carboidrati integrali, corretto apporto di proteine durante la giornata, utilizzo di “grassi buoni” e soprattutto attività fisica. Allo stesso tempo è bene limitare l’utilizzo degli zuccheri semplici, comprese le bevande gassate.
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PubMed Central (PMC) Bergamot Polyphenol Extract Reduces Hepatocyte Neutral Fat by Increasing Beta-Oxidation Background: Bergamot polyphenolic fraction (PF) extract exerts a beneficial against liver steatosis. However, the fundamental processes underlying this beneficial effect of bergamot PF remain elusive. In this work, we examined the effect of bergamot PF ...
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Post #384 10.4K
❇️ Ftalati e metalli pesanti in cialde e capsule predosate del caffè

Il caffè è una delle bevande più consumate al mondo e la recente diffusione delle macchine espresso funzionanti con cialde o capsule preconfezionate ha contribuito a espanderne il consumo. Tuttavia, sebbene l’uso delle capsule predosate di caffè sia stato dichiarato sicuro dai produttori e sia ampiamente diffuso, c’è uno studio che evidenzia il preoccupante rilascio di sostanze pericolose, in particolare ftalati e metalli pesanti. È una ricerca italiana non proprio recente (pubblicata nel maggio 2017) che non è stata troppo pubblicizzata e che merita, invece, di essere conosciuta maggiormente.

Gli autori hanno studiato il rilascio di ftalati e metalli pesanti nel caffè preparato con capsule realizzate con diversi tipi di materiali (metallo, biodegradabile e plastica) e hanno rilevato piccole quantità di ftalati, al di sotto dei livelli di rischio giornalieri tollerati, in tutti i caffè preparati con i diversi tipi di capsule. Inoltre hanno rilevato metalli pesanti (piombo e nichel) in tutti i caffè testati: i livelli di piombo hanno rappresentato il 42-79% , mentre i livelli di nichel si sono rivelati maggiori al 100% dell’assunzione giornaliera tollerabile.
Considerato che chi ama il caffè generalmente non si ferma a una tazzina al giorno e che ne fa un utilizzo quotidiano, considerata la presenza di questi inquinanti in molti altri prodotti di consumo e anche nell’ambiente e tenuto conto dell’effetto che l’accumulo di tali sostanze chimiche può avere sulla salute umana nel lungo periodo, i risultati dello studio sono da tenere in considerazione ...

L'articolo continua QUI:

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https://comedonchisciotte.org/ftalati-e-metalli-pesanti-in-cialde-e-capsule-predosate-del-caffe/


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PubMed Central (PMC) Phthalates and heavy metals as endocrine disruptors in food: A study on pre-packed coffee products Phthalate plasticizers and heavy metals are widely recognized to be pollutants that interfere with key developmental processes such as masculinization. We investigated the release of phthalates and heavy metals in coffee brewed from coffee packed in single…
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❇️ Elicriso, alleato contro le malattie respiratorie. Recente studio conferma

L’helicrysum italicum
, dagli inconfondibili fiorellini giallo-oro che emanano un odore intenso e aromatico, cresce con facilità nei paesi mediterranei in luoghi incolti, assolati e aridi, specialmente nelle zone costiere ed è una pianta medicinale nota fin dall’antichità. Utilizzata sia dai Greci che dai Romani, ma anche in epoca medievale, è stata sempre tenuta in considerazione dagli erboristi, meno però in campo medico.

In Toscana l’elicriso si può trovare con facilità anche in Garfagnana e proprio a un medico della zona, il dottor Leonardo Santini, si deve la riscoperta dell’applicazione di questa pianta negli anni a cavallo della Seconda guerra mondiale. Infatti aveva notato che i contadini riuscivano molto bene a curare le affezioni bronchiali del bestiame con l’elicriso e così lo sperimentò sui suoi pazienti ottenendo conferma alle sue aspettative. Non solo: notò che aveva anche un’azione benefica sugli eczemi, la psoriasi, le ustioni e i geloni e cominciò a rendere noti i risultati delle sue osservazioni nel 1949.
Dopo di lui altri medici hanno avuto conferme sperimentali e oggi, alle tante prove pratiche, si sono andate aggiungendo anche quelle scientifiche che riconoscono all’elicriso svariate proprietà.

Ad esempio l’ultimo studio, che è stato pubblicato a inizio estate su PubMed, ha messo in evidenza, nello specifico, l’attività antiossidante e antibatterica proprio della specie di elicriso che cresce nel clima temperato dell’Europa mediterranea. Sia l’estratto metanolico sia l’olio essenziale ottenuti da foglie e fusto hanno mostrato un potenziale antiossidante più elevato rispetto a quelli provenienti dalle infiorescenze, mentre l’olio essenziale estratto dalle infiorescenze ha evidenziato un potere batteriostatico maggiore rispetto all’olio essenziale della pianta. Inoltre è stato dimostrato che le infiorescenze sono caratterizzate da un elevato contenuto di oli essenziali e tannini, mentre nel resto della pianta sono più abbondanti flavonoidi e acidi fenolici. “Le suddette differenze rilevate” – scrivono gli studiosi – “dovrebbero essere prese in considerazione quando si tratta della loro applicazione industriale”.

A questo punto è bene specificare che esistono due specie di elicriso: l’elicriso italicum sopracitato che cresce nei territori che affacciano nel Mediterraneo e poi l’elicriso arenarium che invece cresce in Asia e in parte dell’Europa centrale. Finora solo questa seconda specie è stata ufficialmente approvata dall’EMA, Agenzia Europea per i Medicinali, come medicinale a base di erbe. TUTTAVIA, per la sua specifica composizione chimica, l’helicrysum italicum sta attirando sempre di più l’attenzione dell’industria cosmetica e farmacologica e vari studi, compreso quello recente sopracitato, ne stanno confermando le proprietà a partire dal potenziale antiossidante, antibatterico (in particolare contro i batteri gram positivi come lo stafilococcus aureus), antivirale, antimicotico e anti proliferativo.
Non è comunque da dimenticare l’uso medicinale popolare tradizionale che include la sua applicazione nel trattamento di raffreddori, tosse, pertosse, tracheo-bronchiti virali. In molte erboristerie si possono trovare estratti integrali a base sia di erba che di fiori preparati come una volta che contengono, quindi, l’intero fitocomplesso della pianta (maggiore biodisponibilità e maggiore efficacia).

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PubMed Antioxidant and Antibacterial Activity of Helichrysum italicum (Roth) G. Don. from Central Europe - PubMed <span><i>Helichrysum italicum</i> (Roth) G. Don. is one of the most important cosmetic and medicinal plants originating from the Mediterranean region of Europe. The aim of this study was to assess the chemical profile as well as antioxidant and antibacterial…
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❇️ Covid: studio pubblicato su The Lancet conferma efficacia degli antinfiammatori

Riconosciute dopo due anni e mezzo le terapie domiciliari precoci a base di antinfiammatori.
La prestigiosa rivista The Lancet Infectious Diseases ha pubblicato un lavoro dal titolo: “La casa come nuova frontiera per la cura del Covid-19: il caso degli antinfiammatori”, il Corriere della Sera e altri media nazionali ne parlano solo adesso, ma la stampa indipendente ha sempre sostenuto i medici che hanno praticato queste cure salvando migliaia di persone dall’ospedalizzazione per aggravarsi dei sintomi.

Intervenire subito, all’esordio dell’infezione, con le terapie adeguate – in primis FANS (i principali raccomandati sono gli inibitori selettivi della COX-2: l’indometacina, l’ibuprofene e l’aspirina, ad esempio) uniti eventualmente ad altri farmaci in base anche alle necessità individuali – per prevenire la progressione verso una malattia più grave e complicanze a lungo termine, E’ CIO’ CHE HANNO SEMPRE DICHIARATO CON CONVINZIONE E FATTO QUEI MEDICI che fin dal marzo 2020 si sono attivati andando anche contro i protocolli ministeriali e che per questo sono stati osteggiati dagli stessi ordini professionali e denigrati da molti colleghi.

Dunque la verità comincia pian piano a venire a galla.
Chi pagherà adesso per tutto ciò che è accaduto (le molte vite perse, gli ospedali saturi, i lockdown, le vaccinazioni imposte, le sospensioni dal lavoro per chi si è rifiutato di farsi inoculare farmaci non adeguatamente sperimentati) e che oggi è candidamente confermato si sarebbe potuto evitare iniziando subito le cure con dei semplici antinfiammatori?

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❇️ Formiche al posto dei pesticidi, studio conferma efficacia

Secondo un nuovo lavoro scientifico pubblicato su Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences le formiche possono essere efficacemente utilizzate per sostituire i pesticidi per diverse tipologie di colture. I ricercatori hanno svolto una meta-analisi analizzando vari altri studi pubblicati in precedenza e ne hanno trovati più di 50 ritenuti idonei dedicati all’argomento.
L’utilizzo delle formiche in agricoltura per il controllo dei parassiti non è del resto una novità e affonda le radici nella storia, ad esempio i coltivatori cinesi sono stati pionieri in questo senso e hanno usato proprio le formiche per uccidere i parassiti degli alberi di agrumi e poi lo hanno fatto per secoli con molte altre piante. Anche in Africa, ad esempio in Kenya, in Ghana, in Nigeria e in molte altre zone del mondo, le formiche sono da sempre usate per contrastare vari tipi di parassiti.

Analizzando la letteratura scientifica i ricercatori hanno scoperto che le formiche possono rivelarsi molto utili per almeno 17 tipi di colture e che alcune specie mostrano un livello di contrasto ai parassiti molto alto, in alcuni casi persino superiore all’effetto dei pesticidi presenti in commercio. Hanno inoltre riscontrato che le formiche aumentano la resa delle colture, soprattutto di quelle ombreggiate, e che questo effetto aumenta con il tempo. “Questo può essere un vantaggio chiave dell’uso delle formiche nel controllo biologico” – sottolineano gli autori dello studio – “perché i pesticidi non possono avere effetto su alcune specie di parassiti o sviluppano resistenza nel tempo, richiedendo nuovi pesticidi e aumentando i costi”.

Tuttavia è stato anche osservato che le formiche possono aumentare la densità delle specie di parassiti che producono melata (che è una secrezione zuccherina prodotta da piccoli insetti che si nutrono della linfa delle piante, ad esempio cocciniglie e afidi tra gli altri, di cui le formiche sono golose) e che possono ridurre l’abbondanza di altri nemici naturali come alcuni impollinatori che sono in grado di rilevare ed evitare i fiori se sono presenti formiche, diminuendo di conseguenza i servizi di impollinazione e compromettendo la formazione dei frutti.

“Dunque – osservano gli autori dello studio – il successo del controllo biologico dipende da molti fattori, come i fattori ambientali e le caratteristiche delle specie coinvolte”. Ma aggiungono: “La rapida evoluzione della resistenza ai pesticidi e i rischi che i pesticidi rappresentano per la salute umana e dell’ecosistema richiedono pratiche agricole sostenibili”. E concludono: “Il nostro studio è la prima sintesi di prove che indaga sui servizi primari e sui disservizi delle formiche nel controllo dei parassiti di colture multiple. Vale la pena notare che i servizi forniti dalle formiche superano i disservizi. In generale, con una corretta gestione, le formiche possono essere utili nel controllo dei parassiti e aumentare la resa delle colture nel tempo. Alcune specie di formiche hanno un’efficacia simile o superiore ai pesticidi, a costi inferiori. Dovrebbero essere incoraggiati ulteriori studi.”

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The Royal Society The effects of ants on pest control: a meta-analysis Abstract. Environmental impacts of conventional agriculture have generated interest in sustainable agriculture. Biological pest control is a fundamental to
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❇️ IppocrateOrg amplia la fruibilità del servizio di consulenza legale in ambito sanitario

IppocrateOrg
, l’associazione di sanitari fondata da Mauro Rango che durante l’emergenza Covid è diventata un punto di riferimento per i cittadini nelle terapie domiciliari e che dal 13 giugno scorso ha iniziato a strutturarsi a livello territoriale inaugurando i primi ambulatori in Lombardia, ha deciso di allargare il bacino di utenza del servizio di consulenza e assistenza legale in ambito sanitario.
Per dare modo di fruire di tale opportunità anche a coloro che si trovano distanti o impossibilitati a raggiungere fisicamente gli ambulatori in cui il servizio al momento è attivo (Milano e San Donato Milanese), l’associazione ha annunciato che è stata prevista la possibilità di fissare appuntamenti con i legali anche in modalità online.

Per usufruire di questo servizio e anche degli altri offerti presso i vari ambulatori (visita medica, supporto psicologico) è necessario prenotare nel sito ippocrateorg.org attraverso l’apposito modulo che è presente online nella sezione “centri di medicina territoriale” specificando il tipo di richiesta.

Dopo le prime aperture in Lombardia il 13 giugno scorso, l’associazione ha inaugurato centri medici anche in Veneto nelle città di Verona, Treviso e Venezia e si propone di farlo gradualmente su tutto il territorio italiano.
L’obiettivo è la promozione di un ritorno a una sanità che mette al centro della propria azione la persona e il suo reale benessere adottando una visione globale che tiene in considerazione tutti gli ambiti in cui la vita si svolge (per questo motivo include anche un servizio di assistenza psicologica e consulenze sulla prevenzione e lo stile di vita).

Il 30 settembre, l’1 e il 2 ottobre prossimi avrà luogo la terza Convention Nazionale di IppocrateOrg. Nel comunicato stampa dell’Associazione si legge che, oltre a fare il punto sulla situazione attuale, in particolar modo in riferimento ai provvedimenti che hanno colpito il personale sanitario – ma, in genere, tutti i lavoratori dipendenti soggetti all’obbligo vaccinale – l’evento sarà l’occasione per “varare alcune importanti iniziative a livello nazionale quali l’apertura degli ambulatori di IppocrateOrg sul territorio italiano per medici e psicoterapeuti ispirati da veri principi ippocratici e l’avvio dei 3 livelli formativi che apporteranno contenuti che si discostano dalla formazione classica che si sta pericolosamente avviando verso l’indottrinamento”.
Chi è interessato potrà seguire in streaming sulla pagina Facebook dell’Associazione.

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❇️ Meta-analisi evidenzia utilità dell’agopuntura per evitare il diabete di tipo 2

Un lavoro scientifico da poco uscito, risultato di una revisione sistematica e meta-analisi di studi controllati randomizzati, evidenzia che l’agopuntura è una potenziale strategia che può contribuire a un migliore controllo glicemico nella gestione del prediabete.
Ricercatori della Edith Cowan University, analizzando 34 studi sugli effetti dell’agopuntura su 3620 partecipanti con prediabete, hanno potuto riscontrare che l’agopuntura è in grado di migliorare significativamente i marcatori chiave come la glicemia a digiuno, la glicemia a due ore e l’emoglobina glicata. I trattamenti con agopuntura, inoltre, hanno comportato un maggiore calo dell’incidenza del prediabete e non ci sono state segnalazioni di reazioni avverse tra i pazienti.

Il diabete sta colpendo sempre più persone. La dottoressa Min Zhang, che ha fatto parte del team di ricerca, ha dichiarato che senza intervento adeguato il 93% delle persone con prediabete sviluppa il diabete di tipo 2 entro 20 anni e che molte persone con prediabete (quindi con livelli di glucosio nel sangue superiore al normale, ma non ancora sufficientemente elevati per essere diagnosticati come diabete) non hanno sintomi e si sentono bene, ma che poi alcuni progrediscono nel diabete non più di sei mesi dopo la diagnosi di prediabete.

Fortunatamente il prediabete è reversibile con interventi sullo stile di vita come, ad esempio, una dieta migliore e un aumento dell’attività fisica; tuttavia, la maggior parte delle persone non si adatta a mantenere tali cambiamenti di abitudini a lungo termine e torna alla vecchia routine in tre o sei mesi. Per queste persone ancor di più l’agopuntura potrebbe rivelarsi preziosa.
La dottoressa Zhang ha specificato che l’agopuntura non si basa semplicemente solo sull’utilizzo degli aghi, ma su varie tecniche di stimolazione dei punti lungo i meridiani; quindi, anche attraverso impulsi luminosi ed elettrici, e che ci sono anche altri strumenti della medicina tradizionale cinese da tenere in considerazione (come ad esempio la moxibustione) e ha concluso che, benché siano necessarie ulteriori ricerche per diversi gruppi etnici e per l’efficacia a lungo termine, i risultati attuali mostrano tuttavia che l’agopuntura è in grado di ridurre significativamente la gestione e l’incidenza del prediabete.

La medicina tradizionale cinese sta guadagnando sempre più popolarità come terapia complementare e alternativa per il controllo del prediabete nei paesi asiatici dal momento che gli interventi sono volti non solo a riequilibrare il corpo, ma anche rafforzare il sistema immunitario. L’agopuntura, in particolare, viene eseguita sui punti terapeutici distribuiti lungo i meridiani e serve a modulare la fisiologia del corpo attraverso la trasmissione di impulsi al cervello e ad altri organi e a migliorare il flusso del Qi restituendo così all’organismo uno stato di equilibrio.
Studi condotti in occidente nel corso degli anni confermano tale capacità dell’agopuntura di aiutare il controllo glicemico, sia migliorando la produzione di insulina nelle cellule beta del pancreas che l’efficacia dell’utilizzo della stessa. Non solo: mostrano anche che il trattamento con gli aghi può avere effetti preventivi su alcune complicanze del diabete di tipo 2 come la degenerazione neurologica, vascolare e retinica.

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LWW Should Acupuncture-Related Therapies be Considered in... : Holistic Nursing Practice rediabetes were included (PROSPERO registration no. CRD42020209809). Of the 855 identified trials, 34 articles were included for qualitative synthesis, 31 of which were included in the final meta-analysis. Compared with usual care, sham intervention, or conventional…
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❇️ Stare nel sentire

Mi piace il verbo sentire.
Sentire il rumore del mare, sentirne l’odore.
Sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra.
Sentire una penna che traccia sentimenti su un foglio bianco.
Sentire l’odore di chi ami, sentirne la voce e sentirlo col cuore.
Sentire è il verbo delle emozioni.
Ci si sdraia sulla schiena del mondo e si sente …

* * *

Buona giornata con le parole di Alda Merini.

Sentire è l’essenza del risveglio. Ma la frenesia del mondo e il rumore mentale il più delle volte ostacolano una vera percezione perciò siamo, per la maggior parte del tempo, come addormentati. Oppure agiamo, ma in modo meccanico.

Se non siamo capaci di sentire, non possiamo vedere davvero.
E da qui nascono tutti i nostri guai perché questa nostra incapacità ci preclude anche la possibilità di vedere e sentire gli altri per quello che realmente sono.
Rimanendo fermi alla superficie non siamo neanche in grado di avere una reale consapevolezza del vero significato di un evento o delle parole che una persona ci sta dicendo, non sappiamo riconoscere il valore simbolico di un incontro, di un incidente o di una malattia.

E si rischia che la vita passi così, senza viverla davvero, e di subire decisioni prese da altri.

Il sentire può essere allenato dalla presenza.
E bisognerebbe restare tutto il tempo necessario sulla sensazione, senza scappare e senza esserne sopraffatti, anche quando si tratta di un’emozione spiacevole.
Nessuna esperienza della nostra vita, infatti, è vana dal momento che l’anima è in grado di prendere le vicende più terribili e trasformarle in preziose qualità della coscienza.

Se lo vogliamo.
È un lavoro di trasmutazione che dipende da noi e che richiede tanta fatica e tanto impegno.
Riuscirci significa cominciare a vivere su un altro livello dell’essere, vibrare a un’altra velocità.

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❇️ Studio evidenzia efficacia della cannabis a pianta intera nell'epilessia pediatrica grave

C’è uno studio piccolo di ricercatori inglesi, ma meritevole di attenzione, uscito su BMJ Pediatrics Open, che mostra l’efficacia dell’utilizzo quotidiano di cannabis a spettro completo (contenente cioè tutte le componenti della pianta) nel trattamento dell’epilessia pediatrica in bambini refrattari a precedenti regimi terapeutici. I ricercatori hanno osservato un'importante riduzione degli attacchi convulsivi e ulteriori benefici in termini di qualità di vita in assenza di effetti collaterali importanti.

I bambini trattati sono solo 10 di età compresa fra 1 e 13 anni, ma lo studio è da tenere in considerazione perché i ricercatori hanno potuto riscontrare nei piccoli pazienti importanti miglioramenti della loro malattia, ovvero un'epilessia definita grave e precedentemente sottoposta a varie altre terapie senza successo (tra cui anche il trattamento a base di solo CBD).
Infatti dopo il trattamento con un prodotto estratto dalla pianta intera di cannabis è stato possibile verificare una riduzione dell’86% in termini di frequenza della convulsioni e ricadute definite “altamente positive” sulla salute generale e la qualità di vita, in particolare su sonno, alimentazione, comportamento e capacità cognitive. L’unico affetto avverso registrato è stata una maggiore stanchezza prima della dose.
L’importanza di questo studio, dunque, è che mostra che l’estratto di piante intere è superiore rispetto agli isolati di singoli principi attivi (CBD) nella patologia presa in considerazione.

La cannabis è stata utilizzata per millenni nella medicina orientale. In occidente è stato un medico irlandese, il dottor O’Shaughnessy, per la prima volta nel 1843 a evidenziare che poteva essere uno strumento terapeutico per curare le convulsioni perché aveva notato che le tinture di cannabis risolvevano le convulsioni dei bambini con febbre alta. Nel 1971, però, sia la cannabis ricreativa che quella medica furono rese illegali nel Regno Unito e quindi la ricerca sulla cannabis cessò quasi del tutto. È ripresa dal 2018 anno in cui la cannabis terapeutica è stata inserita come medicinale nella farmacopea britannica.

I prodotti medici a base di cannabis possono essere molto diversi e variano da singoli composti purificati (spesso THC o CBD) a miscele più complesse e possono avere molteplici formulazioni che prevedono diversi meccanismi di somministrazione. Non esiste quindi una cannabis terapeutica, bensì molte cannabis che trovano indicazione diverse in varie malattie, è necessario quindi farsi seguire sempre da un medico specializzato nell’utilizzo di questa pianta.
In Italia la cannabis terapeutica può essere prescritta (con i costi a carico del paziente) da un qualsiasi medico per qualsiasi patologia per la quale esista letteratura scientifica accreditata. Per quanto riguarda la rimborsabilità dei farmaci a base di cannabinoidi, la prescrizione è limitata ad alcune patologie, ma siccome poi la previsione della rimborsabilità dei farmaci a base di cannabis è competenza dei singoli Sistemi Sanitari Regionali, ci sono delle disparità di accesso ai cannabinoidi medici tra pazienti di Regioni diverse. Inoltre manca ancora una diffusa e reale conoscenza di questo strumento terapeutico e, per quanto riguarda l’epilessia in particolare, sono state avanzate preoccupazioni per i possibili effetti deleteri della cannabis terapeutica da piante intere nei bambini e nell’adolescenza. Preoccupazioni che, però, dovrebbero essere anche confrontate con i noti effetti iatrogeni dei principali farmaci antiepilettici attualmente utilizzati.

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BMJ Paediatrics Open Medical cannabis for severe treatment resistant epilepsy in children: a case-series of 10 patients Objectives To report the findings of a case-series of 10 children suffering with intractable epilepsies in the UK to determine the feasibility for using whole-plant cannabis medicines to treat seizures in children.Setting This study was conducted retrospectively…
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❇️ Fungo Shiitake favorisce eliminazione dell’infezione da Human Papilloma Virus (HPV)

Un recente studio evidenzia che l’assunzione quotidiana di un estratto di fungo shiitake è in grado di supportare il sistema immunitario e favorire l’eliminazione dell’HPV.
L’infezione da Human Papilloma Virus colpisce l’80% delle persone sessualmente attive almeno una volta nella vita secondo le stime del National Foundation For Infectious Diseases. Nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente entro due anni dalla contrazione, ma ci sono alcuni ceppi (una quindicina) definiti “ad alto rischio” che possono causare cancro sia nella donna (più di frequente alla cervice uterina) sia nell’uomo, rischio che in particolare c’è quando le infezioni persistono nel tempo. *

Ben vengano quindi soluzioni che possano aiutare a potenziare l’azione di barriera del sistema immunitario contro i virus e favorirne l’eliminazione. Questo recente lavoro scientifico, randomizzato in doppio cieco e controllato con placebo, condotto da ricercatori americani su 50 donne con una storia superiore a due anni di HPV persistente, ha appunto evidenziato che sei mesi di integrazione con un estratto del fungo shiitake favoriscono il contrasto all’infezione e l’eradicazione fino al 64% dei casi senza significativi effetti collaterali negativi segnalati.

Le pazienti hanno assunto 3 grammi di estratto del fungo per via orale una volta al giorno a stomaco vuoto per 6 mesi, seguiti da 6 mesi in cui hanno assunto un placebo. Invece nel braccio di controllo il placebo è stato assunto per l’intero anno. Le donne sono state valutate ogni tre mesi con DNA HPV test e RNA HPV test e anche con il monitoraggio di alcuni marcatori immunitari. Alla fine dell’anno anche alle partecipanti che avevano assunto per 12 mesi solo il placebo è stata data la possibilità di continuare lo studio e ricevere la supplementazione con l’estratto del fungo per 6 mesi successivi e i risultati hanno confermato la capacità dello shiitake di eliminare l’infezione.

Al momento la medicina convenzionale propone per lo più la vaccinazione per la prevenzione dell’infezione da HPV ma, considerati i risultati ottenuti in questo studio, sarebbe bene approfondire con ulteriori ricerche l’utilizzo dell’estratto di shiitake. Gli stessi autori della ricerca scrivono, infatti, che sarebbe necessaria una valutazione più approfondita in modo da valorizzare ulteriormente gli effetti positivi già riscontrati.
C’è anche da dire che già due precedenti studi pilota avevano dimostrato che questo tipo di fungo è in grado di modulare il sistema immunitario in modo da eliminare le infezioni persistenti da HPV ad alto rischio; dunque, questo ultimo recente studio rappresenta in realtà UN’ENNESIMA CONFERMA. Senza dimenticare che in Cina la coltivazione per utilizzo sia culinario che medicinale dello Shiitake è antica, antecedente a quella del riso. Secondo la tradizione orientale si dice che sia in grado di stimolare il Qi, l’energia vitale primordiale che anima il corpo e lo connette al cosmo vivente.

N.B.

* Nello studio sopra citato si legge che quando le infezioni da HPV dipendenti da ceppi ad alto rischio persistono nel tempo le persone hanno un rischio maggiore di sviluppare il cancro. Tuttavia, è bene precisare che avere un’infezione persistente da HPV ad alto rischio NON provoca di per sé il cancro, piuttosto è un cofattore che contribuisce al rischio di sviluppo del cancro quando ci sono anche altri fattori concomitanti, ad esempio cattiva alimentazione, fumo, stress fisiologico o disfunzione/soppressione immunitaria.

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