❇️ La guerra non è green
Da anni si fa un gran parlare di inquinamento, di gas serra e di emissioni di CO2. Le istituzioni sovranazionali e nazionali spingono in continuazione per farci abbracciare l'ottica green; eppure, INCOERENTEMENTE, in guerra tutto è permesso.
Quanto impattano le guerre sull'ambiente, quindi, anche sulla salute?
Quanto carburante consumano i carri armati e gli aerei? Quanto inquinamento dell'aria e del suolo comportano le esplosioni? Ci sono poi armi particolarmente insidiose, come ad esempio il fosforo bianco o le mine, che contaminano il terreno per lungo tempo. I conflitti armati, inoltre, provocano incendi e quindi, spesso, anche deforestazione.
Tutto questo devasta l'ambiente, ma nessuno pare preoccuparsene, nessuno tira in ballo la crisi climatica ecologica in questo caso, anzi le spese militari aumentano continuamente nei budget di molti Paesi (anche nel nostro).
Che impatto ha tutto questo sulla vita delle persone?
ENORME. Oltre, infatti alle persone che muoiono nel corso dei conflitti, ai feriti, agli sfollati e ai rifugiati, va considerato anche l'ulteriore grave costo da sostenere nel medio e lungo termine: quello dei danni subiti dall'ambiente.
Ed è un costo che, in primo luogo va a ricadere sui sopravvissuti, poi su tutti noi perché le conseguenze ecologiche degli scontri perdurano nel tempo e non sono circoscrivibili solo ai teatri di guerra.
Siamo interconnessi.
Le linee di confine valgono solo nelle cartine geografiche, ma troppo spesso tendiamo a dimenticarlo.
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VB
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