❇️ Ricordare il passato e non voler vedere il presente
Ieri, 27 gennaio, "Giornata della Memoria", la programmazione di tutti i principali canali televisivi è stata incentrata su questa tematica con documentari, film e trasmissioni dedicate all'approfondimento.
Si è ricordato, giustamente, il passato: le leggi razziali, la persecuzione dei cittadini ebrei, la loro deportazione, prigionia e morte nei campi di concentramento; ma, con grande ipocrisia, si continua a non volere vedere il presente.
Gli occhi della maggior parte della gente sono rimasti chiusi nell'orrore di ieri e si rifiutano di guardare il dramma che si sta protraendo a Gaza dagli eventi dello scorso 7 ottobre: si parla di oltre 25.000 morti e il 70% delle persone uccise sarebbero donne o bambini.
Già, i bambini. Sono sempre loro le più disgraziate vittime delle decisioni scellerate degli adulti.
Cosa stanno provando i bambini di Gaza in questo momento? E quelli di Gerusalemme? E quelli dell'Ucraina, della Siria, dello Yemen, del Sudan, del Myanmar...? Sono tante le guerre che mietono vite innocenti in tutto il mondo e se provassimo a immaginare di ascoltare la voce di quei bambini, cogliere il loro sguardo, davvero potremmo capire e dire che abbiamo imparato qualcosa dalla lezione dell'Olocausto.
Esistono, forse, morti di serie A e morti di serie B?
Le barbarie sono tutte uguali, da qualsiasi parte provengano. La Giornata della Memoria ha senso se porta a riflettere e discernere, riconoscere il male ogni volta che c'è, non solo una volta l'anno.
Altrimenti è solo un vuoto rituale.
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VB
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