❇️ Dante li chiamava "gli ignavi"
Il più oscuro angolo dell'Inferno
è riservato a coloro
che conservano la loro neutralità in tempi di crisi morale.
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Gli ignavi, secondo Dante, sono coloro che durante la vita non si sono mai schierati.
Il sommo poeta mette queste persone nell'antinferno perché le reputa indegne di qualsiasi cosa, sia delle gioie del Paradiso, che delle pene dell'Inferno, non essendosi mai schierate né per il bene, né per il male.
Sono i peccatori che Dante maggiormente disprezza e, per contrappasso, punisce queste anime mettendole sotto il pungolo di mosconi e vespe dal momento che durante l'esistenza non sentirono alcuno stimolo: poiché non furono attivi in vita, ora sono costretti a correre ininterrottamente. Le lacrime rigano il loro volto e si mischiano al sangue che viene raccolto ai piedi dai vermi.
Dante scriveva nel Trecento, ma le condizioni dalle quali nasceva una critica così efferata nei confronti di chi sceglieva di non scegliere non sono così lontane da quelle che possiamo riscontrare nella nostra epoca contemporanea e, infatti, anche oggi, sono tanti coloro che rimangono immobili, senza agire, di fronte alle ingiustizie e che preferiscono, semmai, omologarsi alla massa, piuttosto che osare avere un'idea propria e difenderla.
Siamo chiamati a prendere una posizione nella vita, sempre, perché nella realtà non esiste mai la neutralità. Esiste il bene ed esiste il male e, nella presenza di entrambi, possiamo scegliere ogni giorno da che parte stare, anche imparando a dire dei no decisivi.
Non siamo qui per rimanere a guardare da una tribuna ciò che pensiamo non ci riguardi, MA PER VIVERE con coraggio e coerenza.
Il segreto è tutto nel dettaglio delle apparentemente piccole scelte quotidiane e non nell'eroismo di una volta sola.
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VB
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