❇️ La coscienza continua anche se il corpo è in arresto cardiaco. Nuovo studio conferma che la morte non sarebbe la fine di tutto
Negli ultimi decenni la scienza ha iniziato a interrogarsi sul fenomeno delle NDE, esperienze di premorte descritte da persone che hanno ripreso le funzioni vitali dopo un periodo di coma o dopo essere state dichiarate clinicamente morte: tutte riferiscono di aver vissuto esperienze potenti che, infatti, sono state capaci successivamente di modificare la loro concezione della vita.
Uno studio su alcuni pazienti sopravvissuti a un arresto cardiaco, che è stato recentemente pubblicato, ha evidenziato che queste persone non hanno vissuto allucinazioni né sogni ma, invece, hanno avuto schemi di onde cerebrali legati al pensiero cosciente fino a un'ora dopo che il loro cuore si era fermato.
È il primo studio che ha misurato l'attività cognitiva e la consapevolezza durante l'arresto cardiaco evidenziando, attraverso la strumentazione, che i pazienti hanno avuto picchi nelle onde gamma, delta, theta, alfa e beta associati a funzioni mentali superiori.
I ricercatori hanno ipotizzato che il cervello morente ('piatto') possa rimuovere i sistemi inibitori naturali e sarebbe proprio la disinibizione ad aprire l'accesso a nuove dimensioni della realtà.
Dunque le esperienze premorte vissute e poi raccontate da moltissime persone in tutto il mondo sarebbero reali. Se la scienza non può spiegarle, non può al momento neppure smentirle.
IN QUESTO ARTICOLO le testimonianze di due medici, uno credente e uno ateo:
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https://comedonchisciotte.org/la-vita-oltre-la-morte-esiste-la-scienza-apre-laccesso-a-nuove-dimensioni-della-realta/
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VB
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